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A chi non piace la pizza? Questa ricetta antica è una dei simboli dell'Italia nel mondo e, con i suoi colori rossi, bianchi e verdi, riprende proprio quelli della bandiera del Paese. Nessun turista in vacanza in Italia riesce a resistere al suo sapore ed è diventato un pilastro dell'eccellente cucina tradizionale italiana! Fu a Napoli che fu sfornata la prima pizza Margherita ed è quindi conosciuta come la "patria" di questo piatto delizioso. Questo avvenne nel 1889, quando Don Raffaele Esposito e sua moglie furono invitati alla corte del re Umberto I e della Regina Margherita per assaggiare la famosa pizza di cui tutti, al tempo, parlavano. Gli furono servite tre pizze, cioè una Vanesicola, una Marinara e una Margherita, chiamata così in onore della Regina. Siete curiosi di saperne di più? Leggete l'articolo dedicato alla storia della pizza! Per questa ragione, si ritiene che la "vera" pizza italiana sia Napoletana, presentata con il bordo alto e morbido e di spessore più fine nel centro, dove vengono aggiunti i condimenti scelti. Gli ingredienti devono, ovviamente, essere freschi e di qualità, la cottura deve avvenire in un forno a legna, che ne garantisce la consistenza ideale . Nonostante la pizza tradizionale sia tonda, esistono alcune variazioni, come la pizza al metro, la pizza rettangolare cotta in teglia o la pizza al taglio, uno street food di tendenza che di è diffuso ovunque. Negli ultimi anni si sono moltiplicate anche le pizzerie gourmet, che selezionano ingredienti sfiziosi e insoliti come salmone, miele o noci per condire le pizze e regalare al palato dei sapori innovativi. Ma quale gusto di pizza scegliere? Quando ci si trova di fronte ad un menu interminabile, pieno di piatti sfiziosi, è difficile compiere la scelta giusta. La cosa migliore può essere ordinare una delle ricette classiche e tradizionali, quei piatti semplici e deliziosi che piacciono davvero a tutti. Scegli una Margherita, la famosa regina delle pizze, magari servita con l'aggiunta di un po' di mozzarella di bufala campana dal gusto irresistibile. Chi non ama troppo la mozzarella può ordinare un'ottima Marinara, mentre chi cerca un gusto più forte può richiedere una Capricciosa, condita con pomodori, funghi, mozzarella, carciofi, olive e prosciutto, una Diavola dal tocco piccante o una buonissima Quattro Formaggi, una delle pizze più gustose di tutte. Dove mangiare la migliore pizza d'Italia? Sicuramente, Napoli propone alcune ottime alternative ai buongustai alla ricerca della pizza ideale. I locali storici come Da Michele, Starita o Da Sorbillo sono una tappa obbligatoria di un viaggio nel Sud Italia e dei luoghi da visitare a tutti i costi almeno una volta nella vita. E' infatti la Campania ad apparire ben tre volte nella classifica delle migliori dieci pizzerie d'Italia stilata da Tripadvisor in base alle recensioni ed opinioni degli utenti! Scopriamo dove si trovano! LE 10 MIGLIORI PIZZERIE D'ITALIA: 1. N’ata Cosa, Rende, Calabria 2. Pizzeria da Arturo, Modena, Emilia Romagna 3. Pizzeria 'OSarracin, Nocera Inferiore, Campania 4. Pizza e Sfizi, San Vito lo Capo, Sicilia 5. Pizzeria Spillo, Treviso, Veneto 6. Pizzeria La Pecora Viziosa, Golfo Aranci, Sardegna 7. Fratelli Pummaro', Torino, Piemonte 8. Pizzeria Erreclub di Carmine Ragno, Avellino, Campania 9. Pizzeria Dal Cilentano, Giulianova, Abruzzo 10. Pizzeria La Smorfia, Salerno, Campania LE 10 MIGLIORI CITTÀ ITALIANE DOVE MANGIARE LA PIZZA: 1. Napoli, Campania 2. Salerno, Campania 3. Modena, Emilia Romagna 4. Treviso, Veneto 5. Avellino, Campania 6. Trapani, Sicilia 7. Latina, Lazio 8. Campobasso, Molise 9. Cosenza, Calabria 10. Cremona, Lombardia Cosa aspetti ad assaggiare la pizza più buona che hai mai provato? Prenota subito una delle nostre case vacanza in Campania, vicino a San Vito Lo Capo o vicino al Golfo Aranci per assaggiarla durante una vacanza da sogno! © Alice Pilastri
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Mancano sempre meno giorni a Natale ed è giunto il momento di pensare ai regali da scegliere per i nostri cari, a come festeggiare il 25 dicembre e, soprattutto, a cosa cucinare per il tanto atteso pranzo in famiglia! In Italia, sono molti i piatti tradizionali natalizi che vengono cucinati in questa occasione. Ogni regione presenta ricette differenti, che rispecchiano la cultura e l'antica storia popolare di ogni zona. Da nord a sud, da est a ovest e anche da città a città, i sapori tipici della cucina italiana cambiano e si mescolano tra loro, arricchendo ogni tavola di colori e gusti spettacolari. Tuttavia, ci sono alcuni piatti più "classici" che non potranno mancare su nessuna tavola il giorno di Natale. Ecco la lista dei cinque piatti tradizionali più amati in Italia, assieme a qualche nostro consiglio per trascorrere delle vacanze natalizie da sogno! 1) Tortellini in brodo Nonostante i tortellini siano tipici dell'Emilia-Romagna, in particolare di Bologna, il primo piatto a base di brodo è un must il giorno di Natale! Non può mancare un buon brodo di cappone con tortellini fatti in casa, ripieni di carne, mortadella, prosciutto, uova, parmigiano e noce moscata. Gustoso e delizioso, è un piatto che piace davvero a tutti. Ne esistono alcune varianti: oltre all'uso di spaghetti finissimi come pasta, in Umbria, Marche, Toscana e Laziosi cucinano i tradizionali "cappelletti". 2) Lasagne Che siano alla Bolognese, alla Napoletana o vegetariane, le lasagne restano uno dei piatti più amati serviti il 25 dicembre! La storia di questo piatto è antica ed inizia nell'Antica Grecia, per poi continuare in Italia dopo che la conquista dei Romani, che adottarono parte della cultura e tradizione culinaria greca. Le lasagne sono realizzate impilando molti strati di pasta, separati da un ricco condimento a base di besciamella, formaggio ed altri ingredienti, come verdure, ragù di carne, pesto o ricotta, secondo le preferenze. 3) Cappone Ripieno Le feste natalizie sono il momento ideale per cucinare un ottimo cappone per la propria famiglia! Mentre in passato veniva farcito con gli scarti più umili delle carni, oggi si preferisce utilizzare carne di manzo o maiale condita con uova, salsicce, prosciutto, formaggio e frutta candita. La ricetta è tipica del Piemonte, ma oggi è proposta in molte altre regioni, dove è diventato un piatto "di lusso" molto apprezzato. Mentre in Lombardia e Toscana il cappone è ripieno, in Umbria e Liguria viene bollito e in Piemonte e nelle Marche è cucinato arrosto. 4) Capitone Il capitone è il nome della femmina dell'anguilla ed è un piatto tradizionale del Natale nel Sud Italia. Mentre in Molise è cucinato in umido con aglio ed alloro, in Campania e Lazio il pesce è fritto e servito caldissimo, spesso in occasione della cena della Vigilia. Questo piatto è legato ad un'antica superstizione popolare, che riconosce l'anguilla come il simbolo del male a causa della sua somiglianza con il serpente. Quindi, mangiare l'anguilla significa sconfiggere il simbolo del diavolo in occasione della nascita di Gesù ed è un gesto di buon auspicio. 5) Panettone/ Pandoro Panettone o Pandoro? Qualunque sia la scelta, non è davvero Natale senza una fetta alla fine del pranzo! Il Pandoro è un dolce tipico di Verona con pasta soffice e dorata, ricoperto da zucchero a velo. Le varianti con ripieno di crema pasticcera e cioccolata lo rendono ancora più gustoso! Il Panettone, invece, è un dolce milanese farcito con uvetta e canditi che è diventato il simbolo delle feste natalizie. E' il dessert immancabile! © Alice Pilastri
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Siete appena arrivati in un piccolo paese di campagna e trovate ovunque dei manifesti che pubblicizzano una famosa “sagra” che si terrà a breve, ma non sapete proprio di cosa si tratti. Come potete partecipare? Sarà una buona idea per assaggiare dei piatti tipici locali? E cosa aspettarsi da un evento di questo genere? Niente paura: vi aiutiamo noi! Ecco una breve guida con una risposta a tutte le vostre domande sulle caratteristiche sagre di paese! Innanzitutto, cos’è una sagra? La sagra una festa organizzata in molti paesi per celebrare il Santo Patrono e, soprattutto, i prodotti enogastronomici stagionali legati al territorio. In questa occasione, le persone che abitano nel paese e nelle cittadine vicine trascorrono insieme delle piacevoli serate dedicate l buon cibo, spesso accompagnato da musica o spettacoli dal vivo. L’atmosfera non è assolutamente elegante, ma l’atmosfera che caratterizza queste occasioni è davvero magica! Persone di ogni età si siedono l’una al fianco e socializzano mangiando degli ottimi piatti cucinati sul momento. Solitamente, ogni sagra è dedicata ad un alimento o ad una preparazione diversa, che diventa protagonista della cena Tuttavia, si offre spesso una vasta scelta di piatti regionali tra cui scegliere, così da accontentare il gusto di tutti. Il costo della cena è relativamente basso, perciò può essere una scelta eccellente per assaggiare del buon cibo senza spendere troppo! Dove ci metteranno a sedere? Le sagre di paese sono caratterizzate da lunghe tavolate imbandite, affiancate da sedie in plastica o panche di legno. Nei mesi estivi, cenerete sotto le stelle ed approfitterete della temperatura piacevole, mentre le feste invernali sono spesso organizzate dentro grandi tende o capannoni che assicurano la massima comodità. Come funzionano le ordinazioni? Solitamente, sarete invitati a mettervi in fila per pagare alla cassa, dove dovrete scegliere tutti i piatti che volete consumare e dove pagherete il totale del conto. Vi saranno consegnati due bigliettini, uno dei quali deve essere consegnato al cameriere una volta che avrete trovato un tavolo libero per sedervi. A quel punto, non vi resta che rilassarvi e godervi la serata! Ed oltre alla cena, cosa ci sarà? Ogni sagra è diversa, ma quasi tutte propongono una forma di intrattenimento una volta finito di mangiare. Potrete ritrovarvi dentro un concerto di musica pop, una gara di ballo, una rappresentazione di danze tipiche regionali o una discoteca improvvisata con delle luci colorate e tanta musica! Per non parlare, infine, delle sagre tradizionali con la “pesca di beneficienza”, un gioco a premi a cui partecipano tutti i compaesani. Insomma, il modo per divertirsi non mancherà. Chi sono gli organizzatori della sagra? La sagra è un momento speciale in cui tutto il paese si riunisce e collabora per rendere questo evento indimenticabile! I volontari sono persone di ogni età che svolgono mansioni diverse: i bambini e i ragazzi servono e apparecchiano i tavoli, gli uomini si occupano del vino e della griglia, mentre le donne cucinano i piatti principali sul menu. E’ un lavoro di gruppo in cui viene fuori l’anima della comunità! Quali sono le sagre più famose e belle a cui partecipare? Questa è una domanda difficile a cui rispondere: in ogni regione troverete delle sagre caratteristiche ed uniche, in cui potrete assaggiare dei piatti deliziosi e trascorrere delle serate piacevoli e divertenti. Tuttavia, tra alcune delle più conosciute non possiamo non nominare il festival dei Primi d’Italia a Foligno (PG), l’Eurochocolate di Perugia (in ottobre) o la Sagra del Tartufo di San Miniato (a novembre). Organizzate subito il vostro viaggio alla scoperta delle migliori tradizioni culinarie italiane! Vi suggeriamo di prenotare una delle nostre ville in Toscana ed Umbria, dove troverete moltissime feste a cui partecipare. © Alice Pilastri
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Chi non ha bevuto almeno una volta un bicchiere di un buon vino Chianti? E' uno sfizio a cui è impossibile resistere in Toscana! Questa tipologia di vino è' una delle più famose specialità enogastronomiche del Centro Italia ed è prodotta in un territorio molto vasto compreso tra Firenze e Siena. Magari qualcuno, mentre beveva, ha notato che sul collo della bottiglia era disegnata la figura di un gallo nero al centro di un cerchio giallo e rosso. E magari, lo stesso giorno, è andato a visitare il Salone dei Cinquecento dentro Palazzo Vecchio e la sua guida, nell’illustrare i meravigliosi dipinti che fanno di questo Salone uno dei più belli in assoluto, si è soffermata su un particolare del soffitto che rappresentava proprio un Gallo Nero in uno scudo. Ma quindi...cosa significa e da dove proviene questo famoso simbolo? L'affresco in questione rappresenta l'”Allegoria del Chianti”, cioè un meraviglioso territorio custodito gelosamente dai Fiorentini. Sullo scudo è infatti rappresentato il simbolo araldico della Lega del Chianti, un’alleanza tra le città di quel territorio che risale al 1384. Infatti, il simbolo del Gallo Nero ha un’origine leggendaria. Nel Medioevo, le Repubbliche di Firenze e Siena erano in perenne conflitto tra loro e una delle dispute più accese riguardava il confine tra i due Stati ed il controllo del territorio che li divideva. Dopo decenni di battaglie, si pensò di porre fine alla contesa e allo spargimento di sangue lasciando la decisione della definizione del confine a...due galli. Fu fissata una data e si stabilì che il primo gallo a svegliarsi e a far riecheggiare il proprio canto avrebbe dato il via al proprio cavaliere, che avrebbe iniziato a cavalcare verso la città avversaria in rappresentanza della sua Città. Il punto in cui il cavaliere senese e il fiorentino si sarebbero incontrati avrebbe segnato il nuovo confine tra i due Stati in modo definitivo. A Firenze toccò in sorte un gallo nero, mentre a Siena uno bianco. I senesi iniziarono ad accudire il loro "campione" con ogni tipo di cure, nutrendolo a sazietà. I fiorentini, invece, misero il loro gallo nero in una gabbia buia con pochissimo cibo, fino portarlo all'esasperazione. Alle prime luci dell'alba del giorno della corsa, fu il gallo nero ad uscire per primo dalla gabbia e a cantare a squarciagola. Il suo segnale fece partire il cavaliere fiorentino, che iniziò a galoppare per chilometri. Il gallo bianco, invece, non voleva abbandonare il trattamento regale offerto dai Senesi e continuò a dormire fino a quando il sole non fu già alto sull’orizzonte. Quando cantò, il cavaliere senese partì, ma era ormai in grande ritardo rispetto a quello fiorentino: corse solo per dodici chilometri e incontrò l'altro cavaliere in una località chiamata Fonterutoli, il quale ne aveva percorsi quasi cento! Ecco perché Il territorio del Chianti passò quasi totalmente sotto il dominio fiorentino, pochi anni prima che anche la città di Siena fosse conquistata dalla rivale. Da allora, il vino prodotto in questo territorio ha preso il nome di “Chianti”. Nel 1716, il Granduca di Toscana fissò i limiti della zona di produzione istituendo uno dei primi esempi di Denominazione di Origine Controllata (DOC). Nel 1932 nacque il “Consorzio Gallo Nero” che, però, nel 1992 dovette cambiare la sua denominazione in “Consorzio Chianti Classico” a causa di una sentenza di un tribunale americano che assegnò alla società californiana Ernst Gallo Winery l’uso esclusivo del nome “Gallo” per identificare un vino. Ecco quindi la storia nascosta dietro a quello che è stato riconosciuto come il "vino migliore del mondo"! Cosa aspetti ad assaggiare il suo inconfondibile gusto in una delle location più affascinanti del mondo? Scegli uno dei nostri Wine Tours in Toscana o prenota un'indimenticabile vacanza nel Chianti insieme a noi!   © Alice Pilastri
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La Sardegna è un luogo stupendo e la destinazione ideale per un viaggio estivo. Sole tutto l'anno, mare cristallino, spiagge caraibiche, incredibili panorami e innumerevoli luoghi da vedere fanno innamorare milioni di turisti ogni anno e la rendono particolarmente gettonata nei mesi di giugno, luglio ed agosto. Per non parlare, poi, dei bellissimi Nuraghi preistorici che potrete visitare durante il vostro soggiorno! Insomma, quest'isola è un paradiso terrestre tutto da scoprire. Non solo: la cucina sarda è una delle più buone in Italia e i suoi piatti sono davvero deliziosi! Volete scoprirne di più e iniziare ad organizzare da subito la vostra vacanza? Vi proponiamo una lista dei 10 migliori piatti da assaggiare in Sardegna con le loro caratteristiche e storia. Vi assicuriamo che saranno uno più succulento dell'altro e che solo leggere questo articolo vi farà venire l'acquolina in bocca! 10) Pecorino Sardo Il formaggio sardo è uno dei più prelibati! Questo prodotto a base di latte di pecora è fatto stagionare per alcuni mesi e, in base al periodo di invecchiamento, è definito "fresco" o "stagionato". Ai più coraggiosi consigliamo di provare anche il tipico "Casu frazigu", un formaggio tradizionale colonizzato da larve e abitato, quindi, da moltissimi vermi! 9) Culurgiones Si tratta di un primo piatto chiamato in modo diverso in ogni zona della Sardegna ed originario di Ogliastra, una cittadina in provincia di Nuoro. Qua, questi ravioli vengono farciti con pecorino sardo fresco e conditi con olio d'oliva o sugo di pomodoro, oppure vengono riempiti con patate, menta e pecorino. In ogni zona troverete ricette diverse: c'è chi li prepara con ricotta e bietole, chi con arancia grattugiata, chi con cipolla e zafferano. Il sapore, però, resterà incredibilmente buono. 8) Torrone Il torrone sardo si distingue dalle tradizionali ricette perché non prevede l'uso di zucchero, ma di alcuni semplici ingredienti di origine naturale che gli conferiscono un caratteristico colore ambrato. Miele, mandorle e albume sono la base per preparare questo dolce delizioso! 7) Malloreddus Gli gnocchetti sono uno dei piatti sardi più imitati e conosciuti. Sono delle conchiglie di pasta di semola fatte a mano e condite con varie salse, tra cui la deliziosa salsa "campidanese", fatta con salsiccia, pomodoro e formaggio pecorino grattugiato. Sono tipici di una regione della Sardegna meridionale ed è preparato da secoli dalle massaie sarde, in occasione di feste paesane o eventi speciali. 6) Bottarga La bottarga è un alimento a base di uova di pesce, solitamente tonno o muggine, essiccate con procedimenti tradizionali. E' una preparazione tipica del mar Mediterraneo che in Sardegna viene usata soprattutto per condire ottimi patti di pasta o viene servita come antipasto. In questa regione, le bottarghe più conosciute sono quelle di Cagliari, Tortolì e dello Stagno di Cabras. 5) Pardulas La Pardulas sono dei buonissimi dolcetti a base di zafferano, ricotta di pecora e scorza di limone racchiusi in una croccante sfoglia di semola. Sono comunemente chiamate "formaggelle" e sono solitamente preparate durante il periodo pasquale. 4) Fregula Questo primo piatto è realizzato con una pasta particolare che viene rotolata, tostata in forno e poi suddivisa in tante palline di diametro irregolare. Da assaggiare con il tipico condimento alle arselle o con un sugo di vongole e bottarga! 3) Pane Carasau E' il pane tipico di questa regione ed è comunemente chiamato "carta musica" per il suono che fa quando si mastica, a causa della sua croccantezza. Gli ingredienti sono semplicissimi, ma la sua preparazione è complessa, perché bisogna seguire con attenzione le varie fasi della panificazione o "sa hotta". Mangiatelo insieme a piatti di carne, salumi, formaggi o verdure per rendere il vostro pasto ancora più buono! 2) Seadas E' il dolce sardo per eccellenza, una leccornia a cui pochi sanno resistere! Le seadas sono delle sfoglie di pasta ripiene di formaggio filante, fritte e condite con un po' di miele. Ne esistono alcune varianti, ma anche la ricetta più semplice ha un sapore speciale, che esplode in bocca già al primo boccone. 1) Porceddu Non si può visitare la Sardegna senza assaggiare il tipico maialino, uno dei piatti più conosciuti dell'isola! Il "porceddu" è un maialino da latte cotto allo spiedo intero usando delle grandi graticole ed aromatizzato con mirto o rosmarino. Mentre prima era preparato solo in occasione di eventi e festività, oggi è servito in quasi tutti i ristoranti sardi ed è scelto da tutti i turisti che vogliono assaggiare il gusto originale dell'antica tradizione sarda. Cosa aspetti? Prenota subito la tua vacanza in Sardegna e preparati ad assaggiare alcuni dei piatti più buoni della cucina italiana. Se cerchi una proprietà in Sardegna, ti consigliamo di prenotare una delle nostre ville, come Villa Sole tra i Ginepri o Lentischio, Villa Vera oppure Villa Silenis. © Alice Pilastri
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Di “gelaterie”, nel mondo, ce ne sono davvero a bizzeffe. Poche, però, possono essere definite delle vere gelaterie artigianali, che trasmettono di generazione in generazione l’antica arte del maestro gelataio e il gusto autentico della tradizione culinaria italiana. Il gelato è lo “street food” più amato dai turisti che visitano le città italiane in estate: le giornate soleggiate, il caldo e la voglia di rilassarsi dopo una lunga passeggiata nei principali centri storici lo rendono un “must” durante i loro tour. Ma come riconoscere il “vero” gelato in mezzo alle decine di gelaterie che si incontrano per la strada? Scopritelo insieme a noi! Il gelato è uno dei dolci più amati, sia in Italia che all’estero. Si tratta di una preparazione fatta con ingredienti freschi, lavorati nel laboratorio del gelatiere e portati ad uno stato cremoso dopo un breve congelamento. Contiene uova, zucchero, latte, panna e altri ingredienti che gli conferiscono il gusto, come cioccolato, frutta fresca o pistacchi. Il vero gelataio prepara il suo gelato nel laboratorio personale, usando ingredienti freschi e di qualità, senza usare né addensanti, né emulsionanti, né tantomeno i coloranti. Questo prodotto deve essere preparato e consumato entro 24 ore, perché è troppo fresco per conservarsi più a lungo. Il suo colore non è troppo acceso e i gusti proposti sono spesso stagionali, in quanto dipendono dai prodotti a disposizione al momento. La consistenza è cremosa e la temperatura non è né troppo calda, né troppo fredda. Il gusto, ovviamente, è incredibile: sin dal primo assaggio, capirete che si tratta di un Gelato con la G maiuscola! Non commettete errori: in Italia, troverete moltissime “finte” gelaterie che vi deluderanno con i loro prodotti! Innanzitutto, diffidate delle vetrine con montagne di gelato che raggiungono vette surreali e dalle vaschette di gelato dai colori sgargianti. Queste preparazioni industriali, piene di conservanti e coloranti, non hanno niente a che vedere con il gelato italiano. Inoltre, consultate la classifica delle migliori gelaterie italiane secondo Gambero Rosso e organizzate subito il vostro viaggio nelle migliori città italiane! In Liguria, dove vi proponiamo Casa al Bosco, la guida consiglia la "Cremeria Spinola" di Chiavari (Ge) e la "Profumo" di Genova. In Veneto, dove si trovano la villa Ca’ Marcello, si premiano le gelaterie "Golosi di natura" di Gazzo (Pd) e la "Zeno Gelato e Cioccolato" di Verona. In Toscana, la guida consiglia la "Carapina" e la "Gelateria della Passera" a Firenze, dove vi proponiamo Le Fonti,"La Chiccheria" di Grosseto, la gelateria "De’ Coltelli" di Pisa, dove si trova la nostraVilla De Ranieri e la gelateria "Dondoli" di San Gimignano (Si), dove affittiamo Villa Orchidea. Nel Lazio, si segnalano le gelaterie "Gretel Factory" di Formia (Lt), la "Greed Avidi di Gelato" di Frascati (Rm), la "Gelateria dei Gracchi", "La Gourmandise" e la "Otaleg!" di Roma, che potrete sicuramente visitare se sceglierete di alloggiare nelle nostre Villa Antici oppure I Gigli di Bolsena. In Sardegna, infine, la guida segnala il "Bar Centrale Gelateria Pizzeria" di Marrubiu (Or), mentre noi vi suggeriamo le meravigliose Il Lentischio e Villa Silenis. © Alice Pilastri
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Non solo uova di cioccolato e colombe pasquali: festeggiare la Pasqua in Italia sarà un'incredibile opportunità per assaggiare decine di dolci antichi tradizionali, diversi a seconda della Regione che sceglierete di visitare! Queste ricette sono trasmesse di generazione in generazione da secoli e sono diventati una parte integrante della spettacolare cultura italiana. Seguite i nostri consigli e scoprite quali sono i dolci che dovrete provare a tutti i costi il giorno di Pasqua! 1) Pardulas Le pardulas sono dei dolcetti tipici della Sardegna, chiamati "formaggelle" in altre regioni italiane. Nella variante dolce, sono realizzati con ricotta di pecora, zafferano e scorza di limone. La loro forma è quella di un piccolo cestino di pasta croccante...sono così buone che una tira l'altra! Se cercate una proprietà da affittare in Sardegna, scegliete una delle nostre ville! 2) Schiacciata di Pasqua Detta anche "sportellina", la Schiacciata di Pasqua toscana ha origini pisane, ma è oggi diffusa in tutta la Regione. Nonostante il nome, non assomiglia affatto ad una focaccia, perché la sua forma ricorda più quella di un panettone natalizio. L'impasto farcito con aroma di anice, vin santo e scorza d'arancia deve lievitare per ben cinque volte, quindi i tempi di preparazione sono molto lunghi. Ma non preoccupatevi: ne vale la pena! Se cercate una proprietà da affittare in Toscana, scegliete una delle nostre ville! 3) Pastiera Napoletana Questo famoso dolce napoletano è preparato con della pasta frolla ripiena di crema e ricotta, aromatizzata con fiori d'arancio, spezie e frutta candita. Ne esistono innumerevoli varianti, perché ogni famiglia la reinterpreta seguendo la ricetta dei propri antenati. Servono quasi quattro giorni per completare la preparazione della pastiera tipica, ma gli sforzi saranno ricompensati da una deliziosa sorpresa alla fine del pranzo di Pasqua! Se cercate una proprietà da affittare in Campania, scegliete una delle nostre ville! 4) Piccillato Impossibile non riconoscere questo piatto tipico calabrese, sopra il quale vengono poggiate delle uova intere! Il Piccillato viene preparato il giorno prima di Pasqua ed è fatto con uova, scorza di arancia e limone. Il suo gusto è incredibile e amato da persone di ogni età! Se cercate una proprietà da affittare, vi consigliamo di scegliere una delle nostre ville in Sicilia o in Puglia! 5) Bussolai Questi biscotti originari di Burano sono preparati in ogni periodo dell'anno, ma la tradizione vuole che siano mangiati proprio in occasione della domenica di Pasqua. Il loro nome deriva da "buca", la ricetta è molto semplice e gli ingredienti sono solamente tuorli d’uovo, limone, farina e zucchero. Assaggiateli da soli o inzuppateli nel latte per gustarli al meglio! Se cercate una proprietà da affittare in Veneto, scegliete una delle nostre ville! 6) Cassata Siciliana La Cassata è il dessert siciliano per eccellenza, conosciuto ed amato in tutto il mondo. E' stato addirittura inserita nei "Prodotti Agroalimentari Tradizionali Siciliani" ed è prodotta dalle pasticcerie di tutte le città. La sua ricetta si basa su ricotta zuccherata, pan di Spagna, pasta reale e frutta candita, a cui è possibile aggiungere qualche decorazione per rendere la torta ancora più bella! Infatti, la Cassata può avere sia un aspetto semplice che baroccheggiante, ma una cosa è certa: "Tintu è cu nun mancia a cassata a matina ri Pasqua" ("Meschino chi non mangia cassata la mattina di Pasqua")! Se cercate una proprietà da affittare in Sicilia, scegliete una delle nostre ville! © Alice Pilastri
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In Italia, l’aperitivo è un’autentica tradizione. Non si tratta di una cena, di una merenda, di un “appetizer” inglese o di un’”happy hour” americana, ma di qualcosa di unico, che si è profondamente radicato nella cultura di questo Paese e che è diventato un vero e proprio “social event”. Ogni giorno, tra le 18:00 e le 21:00, bar e ristoranti si riempiono di persone di ogni età con la voglia di rilassarsi in compagnia di amici e familiari dopo una lunga giornata di lavoro. Un rilassante sottofondo musicale accompagna l’”ape”, momento in cui i locali offrono un piccolo buffet di stuzzichini a chi compra un drink. Con €5-€15 potrete quindi concedervi un delizioso cocktail e assaggi di patatine fritte, panini, pizza, pasta, formaggi, salumi e altri finger food in un’atmosfera davvero speciale: è un’occasione da non perdere! Non dobbiamo confondere l’aperitivo con l’happy hour: mentre il primo ha origini italiane e anticipa la cena con alcuni stuzzichini, il secondo è nato in America e offre alcune promozioni su alcolici e cibo dopo l’orario di lavoro, sostituendo la cena stessa. La tradizione dell’aperitivo è diffusa in tutta Italia, soprattutto nel Centro e Sud Italia, dove i drink sono accompagnati da buonissimi affettati e formaggi locali. Ma quali sono i cocktail nati nel nostro Bel Paese? Il più antico è l’Americano, un drink creato alla fine dell’800 in onore di Primo Carnera, un pugile italiano che viveva negli Stati Uniti. E’ a base di vermouth rosso, soda e bitter, che sono versati direttamente nel bicchiere. Una sua variante è il Negroni, ideato a Firenze da Luigi Scarselli negli anni ’20 e dove il gin sostituisce la soda. Si crede che a seguito dell’errore di un barman che doveva eseguire questo cocktail, nacque poi il Negroni Sbagliato, con spumante al posto del gin. Si crede però che il “padre” di questi due drink sia il Mi-To, un drink meno conosciuto nato per celebrare l’autostrada che legava Milano a Torino e a base di Campari e Vermouth, serviti in coppa senza ghiaccio. Negli anni ’60 fu infine creato il Martini Dry, un cocktail molto amato fatto con gin e vermouth che rivisita il drink Martinez. Questi famosi aperitivi hanno un forte gusto amaro e sono dei veri banchi di prova per tutti i barman italiani! Molto apprezzati sono anche lo Spritz, un alcolico veneziano con vino bianco o prosecco, Aperol, acqua frizzante e ghiaccio, e il Bellini, fatto con vino bianco frizzante, polpa frullata e succo di pesca bianca: sono i drink ideali per un aperitivo chic dal gusto dolce e leggero! Prenotate subito una delle nostre proprietà in Italia e assaggiate le delizie culinarie locali accompagnate da un buon cocktail! Date un'occhiata alle ville in affitto in Toscana, Sicilia, Sardegna, Lazio, Puglia, Umbria e Liguria e scegliete la soluzione più adatta alle vostre esigenze.
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Quale miglior modo per conoscere le tradizioni fiorentine se non provando alcuni deliziosi cibi di strada? Lo street food è la nuova moda: comprare un panino tipico in un piccolo locale del centro e gustarlo durante un tour della città dà tutto un altro “sapore” alla vostra visita, che sarà ancora più sensazionale. Sono molti i ristorantini, le trattorie e i bar che troverete passeggiando per le strade di Firenze e vi assicuriamo che decidere a quale fermarsi sarà una vera impresa. Ecco quindi la nostra lista dei migliori street food da provare, consigliati e frequentati dai fiorentini, che non deluderanno le vostre aspettative e vi faranno conoscere un lato nuovo di questa meravigliosa città! -Il Covaccino degli “Amici di Ponte Vecchio” Il covaccino è un tipo particolare di schiacciata, molto sottile e condita con sale, rosmarino e olio d’oliva. Può essere mangiato da solo o accompagnato da formaggi e salumi, come nel caso degli squisiti panini degli “Amici di Ponte Vecchio”, un piccolo locale vincitore di molti premi per il suo ottimo “street food”. Le specialità come il “covaccino con stracchino e salsiccia” sono preparati con freschi ingredienti locali e sono apprezzati da tutti i fiorentini. -La Ciabatta Fiorentina del “Mangia Pizza Firenze” La ciabatta fiorentina è un tipo particolare di pizza che consiste in un pane schiacciato ripieno di formaggio, il sugo di “pomarola” e altri ingredienti a km 0. Il “Mangia Pizza” è un carinissimo locale a pochi passi da Ponte Vecchio dove potrete comprare una pizza al volo o sedervi a uno dei tavolini per godervi appieno la bontà dei deliziosi piatti. -Il Lampredotto de “I’Trippaio Fiorentino” Una vera specialità fiorentina è il lampredotto, cucinato da moltissime bancarelle sparse per le strade del centro. Si tratta di un piatto molto povero a base di abomaso, uno dei quattro stomaci dei bovini, usato come farcitura per ottimi panini. Uno dei migliori luoghi dove provarlo è sicuramente “I’Trippaio Fiorentino” in via Gioberti, che offre alcune varianti personalizzate come il “cacciucco di lampredotto”. -I Coccoli della “Friggitoria e Pizzeria dell’Albero” Il miglior fritto della città è della “Friggitoria e Pizzeria dell’Albero”, un locale vicino alla stazione di Santa Maria Novella che cucina le ficattole, le frittelle, i calzoni e i bomboloni più amati dai fiorentini. Assaggiate i coccoli, un tipo di pasta fritta salata accompagnata da salame, pecorino, prosciutto o stracchino, che è recentemente diventato uno dei più diffusi cibi di strada! -La Schiacciata "All’Antico Vinaio" La loro schiacciata è unica, quasi inimitabile. E' preparata artigianalmente dai simpaticissimi proprietari del locale, aperti tutto il giorno e pronti a sfornare centinaia di meravigliosi panini per turisti da tutto il mondo. Salame toscano, prosciutto crudo, sbriciolona, finocchiona e porchetta sono accompagnati da formaggi locali e da salse saporite, come quella al tartufo o ai carciofi. Assaggiate la buonissima schiacciata “Favolosa” o create un panino personalizzato, magari accompagnandolo con un bicchiere di vino toscano. E’ uno dei locali più famosi, recensiti e fotografati al mondo: una tappa obbligatoria a Firenze!- La Schiacciata Senza Glutine a "Sgrano"Sempre in via dei Neri pochi passi dopo All'Antico Vinaio, nel cuore di Firenze dietro Palazzo Vecchio, troviamo Sgrano un piccolo e grazioso locale dove servono speciali schiacciate tutte rigorosamente senza glutine per gli allergici e non. Sono grandi panini, sostanziosi e non si riservano sulle quantità. Per chi è intollerante al glutine e vuole assaggiare la vera tipica schiacciata Toscana questo è il posto giusto. Impasti selezionati e ingredienti del territorio tra i quali il classico prosciutto toscano , sbriciolona , mortadella , funghi porcini e tartufo. Da provare! Prenotate subito una delle nostre ville in centro per assaggiare alcune di queste prelibatezze!
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Tutti sanno che la tradizione culinaria è parte integrante della cultura italiana, una vera e propria religione che gli abitanti di ogni Regione interpretano in modo diverso attraverso le specialità locali. In Toscana e, soprattutto, a Firenze si cucina con passione un piatto che rappresenta l’anima della città, da assaggiare a tutti i costi durante una vostra visita: la famosissima Bistecca alla Fiorentina. Si narra che la storia di questa delizia abbia avuto origine nel Rinascimento e, in particolare, durante le celebrazioni della festa di San Lorenzo nel XVI secolo. Si tratta di uno dei Santi più amati del territorio, morto arrostito su una graticola nel 258 a Roma e ricordato il 10 agosto di ogni anno. A quell’epoca erano rarissime le occasioni in cui la povera gente poteva avere accesso alla prelibata carne di manzo, riservata soltanto ai ricchi. Al “popolo minuto” erano di solito lasciate le carni semplici come quella del pollo, verdure e frattaglie, le quali hanno poi fondato la grandissima tradizione del Lampredotto o della Trippa. Tuttavia, dal 1500 la festa di San Lorenzo fu caratterizzata dalla preparazione di enormi quantità di carne di manzo arrostita sulla brace, che veniva distribuita gratuitamente al popolo grazie al patrocinio della famiglia Medici, Signori di Firenze. Decine di lombate di manzo chiamate “Gran Pezzo” venivano quindi arrostite intere sui bracieri per essere tagliate a fette dopo la cottura. Fra la gente festante che divorava queste meraviglie gastronomiche, si racconta che ci fosse un gruppo di mercanti inglesi che ha iniziato ad urlare a gran voce “beef steak, beef steak!", con gioia e entusiasmo. Evidentemente, questo aneddoto rimase impresso nella mente dei fiorentini e la parola gridata dei mercanti fu storpiata e poi adattata all'italiano, diventando proprio “bistecca”. Negli anni, la preparazione di questa carne si trasformò fino a diventare quello della Bistecca Alla Fiorentina che oggi conosciamo. La tradizione prevede la cottura di una lombata di manzo di razza Chianina, Maremmana o Romagnola di età compresa tra i 12 e 24 mesi e frollata una settimana; il taglio deve contenere l’osso, il filetto e il controfiletto, deve essere alto almeno tre dita (a Firenze si dice che “la bistecca, sotto le tre dita, è carpaccio”) e pesante almeno 1Kg. La cottura deve avvenire esclusivamente su carboni ardenti di legna di quercia, leccio o ulivo e, una volta pronta, deve essere condita con sale, pepe e olio extra vergine toscano. A quel punto, è una poesia da gustare fino all'osso. Assaggiate questa delizia locale in uno dei migliori ristoranti di Firenze! I fiorentini consigliano di prenotare un tavolo da “Il Latini” (Via dei Palchetti), da “Buca Lapi” (Via Tornabuoni) o alla “Trattoria Da Burde” (Via Pistoiese), per vivere a trecentosessanta gradi la vostra esperienza nel capoluogo toscano. Se cercate una villa per il vostro soggiorno, vi suggeriamo la Villa Tenuta Lonciano sulle bellissime colline introno a Firenze.
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