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gennaio 20, 2026
Scopri perché la Cucina Greca è così Premiata
Secondo TasteAtlas, la cucina greca è al 2° posto tra le migliori cucine del mondo (preceduta solo da quella italiana). È un riconoscimento che riassume perfettamente l’essenza di questa nazione: la gastronomia greca è caratterizzata da una semplicità apparente, ma si fonda su ingredienti di alta qualità e una rigorosa attenzione alla stagionalità. La cultura del cibo in Grecia celebra la convivialità e il legame con il territorio, creando un'esperienza culinaria che va ben oltre il semplice pasto.
Per chi sta pianificando una vacanza indimenticabile, c'è un dato che brilla particolarmente: Creta è stata eletta da TasteAtlas come la terza destinazione gastronomica al mondo. Questo primato non è frutto di tendenze passeggere, ma è il risultato di una tradizione culinaria autentica, radicata nei ritmi quotidiani della vita cretese. Qui, i visitatori possono immergersi in piatti ricchi di sapore, preparati con ingredienti freschi e locali, come l'olio d'oliva di alta qualità, le olive, i formaggi e i vini pregiati.
Un mosaico millenario: storia e influenze della cucina greca
La cucina greca è tra le più antiche d’Europa e si è evoluta nel tempo come un vero e proprio mosaico, influenzato dal clima marittimo, dalla geografia delle sue isole e dalle rotte commerciali che hanno attraversato il Mediterraneo. Fin dall’antichità, l’alimentazione ruotava attorno alla “triade” di grano, olio d’oliva e vino, arricchita da legumi, pesce fresco, verdure di stagione, erbe spontanee e latticini di alta qualità. Tuttavia, mangiare in Grecia non è mai stato solo un atto di nutrimento: è sempre stato un rito che celebra la comunità e l’identità culturale, un aspetto che si riflette ancora oggi nelle taverne e nei pasti familiari.
Attraversando secoli di storia, la tavola greca ha assorbito numerose influenze, senza mai perdere la sua caratteristica identità. Le spezie e la frutta secca provenienti dal Levante e dal mondo persiano hanno arricchito i sapori, mentre l'eredità romana e bizantina ha perfezionato tecniche di panificazione e conservazione, insieme a una tradizione casearia ricca e variegata. Durante il periodo ottomano, sono emerse specialità come i meze e i dolci: i meze sono una selezione di piccole portate servite come antipasti, che possono includere un'ampia varietà di piatti, da olive marinate a involtini di foglie di vite farcite, creando un'esperienza culinaria condivisa e conviviale. I dolci, arricchiti con pasta fillo e sciroppi, raccontano storie di scambi culturali, mentre il noto tzatziki, una fresca salsa a base di yogurt, cetrioli e aglio, trae il proprio nome dall’etimologia turca “cacik”, evidenziando così l’influenza ottomana.
Le isole greche, in particolare, hanno assimilato influenze veneziane e italiane, conferendo loro sfumature e vocaboli peculiari. Il pastitsio, ad esempio, è un piatto che oggi rappresenta un classico della cucina greca, ma le sue origini si intrecciano con la tradizione culinaria mediterranea, combinando strati di pasta, carne macinata e besciamella in un’armoniosa fusione di sapori.
Il risultato è una cucina facilmente riconoscibile: l’olio d’oliva è il protagonista indiscusso, gli ingredienti locali sono in primo piano, le erbe aromatiche arricchiscono ogni piatto e la convivialità è al centro di ogni esperienza gastronomica. Ogni boccone racconta una storia di tradizioni secolari, di terre e di mari, offrendo un viaggio sensoriale che stimola il palato e risveglia l’anima.
Ingredienti greci: prodotti simbolo, storia e qualità
Il vero punto di forza della cucina greca non risiede nella complessità, ma nella straordinaria qualità degli ingredienti. Quando l’olio d’oliva è genuino, il pomodoro è fresco e di stagione, e il formaggio è scelto con cura, anche il piatto più semplice diventa un'esperienza memorabile.
L’olio d’oliva è il filo conduttore di quest’arte culinaria: non è solo un condimento, ma un elemento fondamentale della cultura greca. In molte regioni, in particolare a Creta, l’olio d’oliva costituisce la struttura stessa del sapore, un’essenza che permea ogni piatto e celebra il legame con la terra. Accanto all’olio, le olive, in particolare le celebri Kalamata, rappresentano la potenza della semplicità. Queste olive, carnose e intense, sono inconfondibili e offrono un'esplosione di sapore che arricchisce ogni tavola.
Quando si parla di formaggi, la Grecia si distingue per una varietà sorprendente e affascinante. La feta, regina incontrastata, è storicamente un formaggio da conservazione in salamoia, e oggi è un ingrediente indispensabile non solo per la celebre insalata greca, ma anche per torte salate e ripieni. Accanto alla feta, troviamo formaggi come il kasseri, il kefalotyri e il manouri, ognuno con un carattere unico e un uso specifico che arricchisce la tradizione culinaria.
Particolarmente degna di nota è la Graviera, uno dei grandi formaggi ellenici. A Creta, la Graviera Kritis è un simbolo di qualità: solitamente prodotta con latte ovino, talvolta arricchita con latte di capra, offre note aromatiche e robuste, perfette sia da gustare al naturale che in cucina. Non meno importante è la Graviera di Naxos, recentemente premiata come “miglior alimento” da TasteAtlas. Questa varietà si distingue per il suo profilo più burroso e delicato, grazie a una lavorazione che valorizza il latte vaccino.
Infine, due ingredienti emblematici della Grecia contemporanea meritano di essere menzionati: lo yogurt greco, denso e cremoso grazie al processo di scolatura, è un protagonista versatile sia nei meze che nei dolci, dove si sposa magnificamente con miele e noci; e il pistacchio di Egina (Fystiki Aeginas), un esempio perfetto di come la Grecia riesca a trasformare un territorio specifico in un gusto distintivo e riconoscibile, ricco di storia e tradizione.
Questi ingredienti non solo raccontano la storia della cucina greca, ma sono anche testimoni della cultura e dell'identità di un popolo che celebra il cibo come una forma d’arte e di convivialità.
I grandi classici: sapori greci tra taverna e vita quotidiana
La cucina greca gode di una popolarità mondiale che si riflette anche nei suoi piatti iconici, facilmente riconoscibili ma indimenticabili quando preparati con maestria. Il gyros e il souvlaki, ad esempio, sono emblematici di una Grecia vivace e immediata, che si può gustare nei chioschi di strada e nelle taverne affollate. Il gyros, carne di maiale o pollo cotta su uno spiedo verticale e servita in un morbido pita con pomodoro, cipolla e salsa tzatziki, offre un'esplosione di sapori che cattura l’essenza della vita greca. Il souvlaki, d’altro canto, consiste in spiedini di carne marinata, spesso accompagnati da verdure e una salsa fresca, rendendolo un piatto versatile e perfetto per essere condiviso.
La moussaka, con le sue stratificazioni di melanzane, carne macinata e una ricca besciamella dorata, è un piatto che risveglia ricordi di casa e di domeniche in famiglia. Ogni morso racconta una storia, con le melanzane che assorbono i sapori della carne e della salsa di pomodoro, mentre la besciamella conferisce una cremosità irresistibile che avvolge l’intero piatto.
L’insalata greca, conosciuta come horiatiki, è quasi una dichiarazione d’intenti della cucina ellenica: pochi ingredienti, ma tutti indispensabili per una combinazione perfetta. Pomodori succosi, cetrioli freschi, cipolla rossa, olive Kalamata e feta si uniscono in un’armonia di colori e sapori, che risalta solo se la materia prima è di alta qualità. Ogni boccone è un assaggio dell'estate greca, ricco di freschezza e vitalità.
Non possiamo dimenticare altre delizie come la spanakopita, una torta salata ripiena di spinaci freschi e formaggio feta, avvolta in croccante pasta fillo. Questo piatto è un perfetto rappresentante della tradizione culinaria greca, dove ogni strato di pasta racconta storie di abilità artigianale. I gemista, ortaggi ripieni di riso e spezie, portano in tavola il sapore della terra, mentre le horta, erbe spontanee condite con olio e limone, rappresentano la parte più autentica e mediterranea della Grecia.
Cosa mangiare a Creta, la 3ª destinazione gastronomica al mondo secondo TasteAtlas.
Che Creta sia riconosciuta da TasteAtlas come la terza destinazione gastronomica al mondo è un segnale inequivocabile: qui, la gastronomia non è semplicemente un contorno alla vacanza, ma rappresenta una delle motivazioni principali per partire. La cucina cretese incanta per la sua capacità di essere al tempo stesso semplice e straordinariamente ricca: pochi ingredienti, ma scelti con attenzione; piatti essenziali, ma intrisi di una profonda identità culturale.
Uno degli elementi distintivi della cucina cretese è l'olio extravergine d'oliva, utilizzato con abbondanza e di altissima qualità. Grazie a questo, anche le verdure, i legumi e le preparazioni tradizionali, spesso considerate "povere", acquisiscono un sapore straordinario e unico. Non possiamo dimenticare le erbe selvatiche e la tradizione delle horta, che offrono un patrimonio di sapori freschi e amarognoli, difficilmente riscontrabili con la stessa intensità in altre parti del mondo. I formaggi cretesi, come la graviera e la myzithra (sia fresca che più stagionata), completano questa esperienza gastronomica, arricchendo i piatti tradizionali e le preparazioni delle taverne locali.
Creta è irresistibile anche per il suo doppio volto culinario: in pochi chilometri si può passare dai sapori del pesce fresco della costa a quelli robusti dell’entroterra, dove legumi, stufati e piatti grigliati raccontano storie antiche. Ogni pasto qui è un'esperienza, arricchita da una convivialità innata: piatti condivisi, ritmi lenti, assaggi di vino locale e raki, rendono ogni momento attorno al tavolo un'opportunità per immergersi nella cultura cretese.
Un ulteriore motivo per scegliere Creta e vivere l’isola "da dentro" è la sua accessibilità alla qualità gastronomica ogni giorno, senza la necessità di cercare eccezioni. La Grecia occupa il secondo posto mondiale nel panorama culinario, e Creta si distingue per la sua capacità di rendere la gastronomia parte integrante del viaggio. Mercati vivaci, panifici artigianali, piccoli produttori e taverne familiari arricchiscono l'esperienza culinaria, offrendo ingredienti freschi e locali.
Per chi desidera assaporare la cucina tipica cretese senza spendere troppo, ecco alcuni consigli per MANGIARE LOW COST a Creta
Optate per i beach bar, invece che per i ristoranti: Questi chioschetti offrono panini e insalate a prezzi più economici e con un servizio veloce, rispetto alle taverne cittadine, dove i tempi di attesa si allungano e i costi tendono a essere più elevati, soprattutto la sera.
Ascoltate i consigli dei locali: È sempre una buona pratica, poiché sono pensati per farvi sentire a casa e desiderosi di tornare su quest'isola incantevole.
Esplorate i mercati locali: a Chania, ma anche in altre cittadine, è possibile trovare prodotti freschi e genuini a prezzi accessibili.
Optate per piatti tipici della cucina cretese: Ordinate ad esempio la famosa dakos, un'insalata a base di pomodori e pane secco, è un modo per gustare sapori autentici senza svuotare il portafoglio.
Cercate taverne che offrono menù del giorno: Questo può rivelarsi un’ottima scelta, perché qui spesso si possono gustare piatti casalinghi a prezzi contenuti.
In questo contesto, Posarelli Villas offre delle bellissime case vacanza a Creta, che rappresentano un ottimo punto di partenza per godere appieno non solo del mare, della cultura e della natura dell'isola, ma anche della sua straordinaria cucina. Avere una base comoda e autentica consente di esplorare l'isola con libertà, seguendo i sapori oltre le rotte più battute, tra villaggi dell'interno, spiagge sempre diverse e tavole che svelano la vera essenza di Creta.
Se vi è venuta voglia di vistare la Grecia e Creta in particolare, vi suggeriamo di cercare la vostra casa ideale cliccando sul pulsante qui sotto:
CASE VACANZE A CRETA
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La Toscana, celebre in tutto il mondo per i suoi vini pregiati e le colline ondulate, sta vivendo una trasformazione che la vede emergere anche nel panorama della birra artigianale. Negli ultimi anni, un crescente numero di birrifici locali ha iniziato a farsi strada, portando una ventata di freschezza e innovazione in una regione tradizionalmente legata alla viticoltura. Questi artigiani della birra, ispirati dalla ricchezza di materie prime locali e da antiche ricette, stanno creando etichette uniche che raccontano la storia e la cultura toscana. Così, oggi la Toscana non è solo vino, ma anche una fucina di birre che meritano di essere scoperte e apprezzate.
In questo articolo scopriremo insieme:
Una breve storia della produzione della birra in Toscana
La birra e il Turismo
Che cosa s’intende per birra artigianale toscana
Quali sono gli ingredienti principali di una birra artigianale
Quali sono le Top 5 birre artigianali toscane
La birra toscana
La storia della birra in Toscana affonda le radici nell'antichità, quando i romani già apprezzavano bevande fermentate a base di cereali. Con l'avvento del Medioevo, la produzione di birra si intensificò, grazie alla presenza di monasteri che svilupparono tecniche di brewing. Tuttavia, la tradizione brassicola fu a lungo oscurata dalla fama dei vini toscani. Negli ultimi quindici anni, la birra artigianale in Italia ha compiuto un notevole salto di qualità, trasformandosi da nicchia per appassionati a protagonista nel panorama agroalimentare nazionale. La regione, storicamente legata al vino, ha visto una rinascita della tradizione brassicola, sostenuta da ricerche dell'Università di Firenze e da iniziative come il progetto HOPS-TUSCANY volto a introdurre in Toscana una coltivazione del luppolo di alta qualità per la produzione di birra artigianale. Questo ha permesso di valorizzare le risorse agricole toscane, creando filiere corte e sostenibili che legano produttori e consumatori.
La birra e il turismo
Con un focus sulla sostenibilità e sull'innovazione, la birra artigianale toscana si prepara a scrivere un nuovo capitolo nella storia del territorio, unendo tradizione e modernità in un'esperienza unica e autentica.
PosarelliVillas vi permette di alloggiare in un ambiente confortevole immersi nella natura, non lontano da alcuni dei numerosi piccoli birrifici che offrono la possibilità di visite e degustazioni, dislocati nelle più belle zone della Toscana:
La Cantina Errante, vicino a Barberino Val d’Elsa, nelle cui vicinanze si trova la nostra meravigliosa Villa Orchidea.
Il Birrificio Valdarno Superiore, nella zona intorno ad Arezzo, dove potete alloggiare alla Villa Lorena.
Birrificio Agricolo, a Peccioli, dove vi proponiamo Villa Silvia.
Bausbeer a Vinci, dove possiamo consigliarvi la nostra Casa Lionardo.
Vaporidibirra , a Casteluovo Val di Cecina, non lontano da Podere Le Querciolaie.
Che cosa s’intende per birra artigianale toscana?
Una birra artigianale toscana è una bevanda prodotta in Toscana da piccoli birrifici indipendenti, caratterizzati da un processo produttivo che evita la pastorizzazione e la microfiltrazione. Questi birrifici devono rispettare un limite di produzione annua di 200.000 ettolitri, garantendo così la loro indipendenza e un approccio artigianale. Spesso, le birre artigianali toscane si distinguono per l'uso di ingredienti locali, come l'orzo della Val d'Orcia e del Mugello, e per processi innovativi non industriali, come fermentazioni spontanee e maturazione in botti di legno. Si stanno sempre più diffondendo gli Agribirrifici, dove la materia prima per la birra viene in gran parte prodotta dall’azienda stessa. Questo legame con il territorio e l'attenzione alle tradizioni locali conferiscono alle birre toscane un carattere unico e autentico.
Quali sono gli ingredienti principali di una birra artigianale?
Data la sua natura “locale” e non industriale, una delle caratteristiche fondamentali di un birrificio artigianale è la strettissima correlazione col territorio di produzione e pertanto con i prodotti che lo caratterizzano. La birra è fatta di tante componenti.
Gli ingredienti principali sono:
Acqua, la cui qualità è di assoluta importanza per la riuscita di una birra di eccellenza.
Malto, che fornisce zuccheri e aromi. L'orzo è il cereale più utilizzato per la produzione di malto, ma è possibile utilizzare anche altri cereali, compresi i grani antichi. I cereali vengono fatti germinare e poi essiccati per farli diventare malto. L'impiego di grani antichi toscani rafforza il legame della birra con la sua origine geografica e la biodiversità locale.
Luppolo, che apporta amaro, zucchero e proprietà conservanti. Il luppolo autoctono spontaneo toscano risulta più ricco di sostanze amaricanti, aromatizzanti e polifenoli rispetto alle colture commerciali estere, che tra l’altro si adattano difficilmente alle condizioni locali.
Lievito, che determina la fermentazione e contribuisce agli aromi.
Ci sono poi gli ingredienti aggiuntivi, indispensabili, ma spesso “invisibili”: si possono infatti aggiungere altri cereali oltre al malto, come farro e avena. In Toscana si sono riscoperti da alcuni anni i grani antichi, dei cereali i cui resti sono stati rinvenuti dai bioarcheologi nella Val d’Orcia: si sono trovati semi carbonizzati dei generi Triticum, quali il T. monococcum (o farro piccolo, che è ritenuto il primo cereale addomesticato dall'uomo circa 7500 anni fa), oltre ad avena, orzo e diverse varietà di grani antichissimi.
Infine ci sono gli ingredienti “speciali”, quelli che conferiscono unicità ai prodotti e che stimolano la continua ricerca di nuove combinazioni e miscele. Si tratta di ingredienti che ogni birrificio aggiunge secondo le proprie ricette e possono essere frutti, spezie, scorze, erbe o legni per ottenere aromi distintivi.
Quali sono le Top 5 birre artigianali toscane?
Non è facile districarsi nella moltitudine di birrifici che producono birre rosse, bionde, scure, doppio malto, analcoliche, senza glutine, con aromi particolari ecc., per questo vi presentiamo qui i vincitori del concorso Birra dell'Anno 2025, organizzato da Unionbirrai. Le birre toscane hanno vinto ben 6 premi! Ecco quali sono le migliori:
Big One (Birrificio Calibro22 , Figline Valdarno, Firenze) per la categoria “Birre chiare e ambrate, alta fermentazione, medio grado alcolico, luppolate, d'ispirazione americana (American IPA)”.
Rye Stout (La Collina Trattoria & Birrificio Artigianale, Pescaglia, Lucca) per la categoria “Birre scure, alta fermentazione, basso grado alcolico, di ispirazione americana (American Porter, American Stout)".
La Mancina (Birrificio del Forte, Pietrasanta, Lucca) per la categoria “Birre chiare, alta fermentazione, alto grado alcolico, di ispirazione belga (Belgian Golden Strong Ale, Tripel)”.
Smoky Trip (Topta Brew Pub, Montecarlo, Lucca), menzione speciale nella categoria “Birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico, affumicate e torbate”
Marron (La Petrognola, Piazza al Serchio, Lucca), menzione speciale nella categoria “Birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico, con uso di castagne”.
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agosto 26, 2025
Vendemmia in Toscana: vivi l’autunno tra vigneti e cantine
In Toscana, la vendemmia è molto più di una raccolta di grappoli: è un rito memorabile che sa di mani robuste e di un territorio che pulsa sotto il sole e la brezza serale. I giorni di settembre, quando l’estate cede il passo all’autunno, trasformano le vigne in una scena di vita collettiva, dove lavoro, sapori e bellezza si intrecciano in una narrazione che attraversa secoli.
In questo articolo troverai informazioni su questi argomenti:
La vendemmia ieri
La vendemmia oggi
Il territorio e la viticoltura
Vivere la vendemmia come visitatore
Vacanze in autunno in Toscana
Ma che cos’era la vendemmia un tempo e cos’è rimasto oggi delle tradizioni antiche?
La vendemmia tradizionale
La vendemmia ieri: una finestra sull’antica bellezza della Toscana
L’arrivo della vendemmia era il periodo più atteso dai contadini: un marcato momento di bilancio dell’annata, segnato da fatica, rischi climatici e incertezza, ma anche da una gratificante sensazione di conquista. Condizioni meteo difficili, come inverni rigidi, estati aride o improvvise grandinate, potevano infatti compromettere l’intero lavoro.
Il lavoro in vigna comprendeva una serie di attività: trattamenti alle viti, pulizia degli spazi tra i filari, monitoraggio delle malattie e gestione delle erbe infestanti. Al momento della raccolta, bigonce di legno, ceste e tinozze venivano trasportate sui carri trainati da buoi, e all’alba intere famiglie si mettevano al lavoro.
In vigna si staccavano i grappoli con forbici o lame nette, si raccoglievano nelle ceste e si scaricavano nelle bigonce, poi si pigiavano a piedi nudi nelle tinozze. La vendemmia era una prova di fatica condivisa, dove anche il pranzo diventava rito: donne e famiglie portavano cibi a supporto della giornata, consolidando una tradizione di convivialità. Questa è la vendemmia di ieri: radici profonde, lavoro partecipato e una memoria che ancora oggi ispira chi visita la Toscana in cerca di autenticità enoturistica.
La vendemmia moderna
La vendemmia oggi: una sintesi equilibrata tra tradizione e tecnologia
Le pratiche di raccolta si sono evolute verso la meccanizzazione, offrendo qualità costante, rapidità di raccolta e possibilità di operare anche di notte, con riduzione dei costi. Anche la pigiatura è diventata meccanica, e la tecnologia è sempre più presente in cantina. I progressi hanno reso le macchine precise e sicure, ottimizzando tempi e risorse pur mantenendo alti standard di qualità.
Oggi i viticoltori sanno che l’equilibrio tra tradizione e innovazione è la chiave per un vino che sia espressione autentica del territorio, ma anche prodotto con efficienza e responsabilità. Pigiatura e pressatura possono essere meccanizzate, consentendo una estrazione delicata degli aromi senza spezzare la dignità del vino in divenire; la filtrazione mantiene limpidezza e purezza organolettica; le vendemmiatrici, capaci di aspirare gli acini o scuotere i rami, permettono raccolte rapide e più omogenee, specialmente in vigneti estesi o messi alla prova da condizioni climatiche mutevoli. La tecnologia non erige barriere tra chi lavora la terra e chi la vive come visitatore: al contrario, permette di custodire la qualità fin dall’inizio del processo, riducendo tempi e sprechi senza tradire l’anima del territorio.
Vigne Toscane
L’importanza del territorio nella produzione del vino
Il clima toscano definisce il carattere del vino fin dalle sue radici: le brezze marine che soffiano tra le colline modulano le temperature estive, mentre inverni miti e estati soleggiate valorizzano una maturazione lenta e controllata.
I vigneti scelgono posizioni strategiche, con pendii soleggiati e esposizioni orientate a est e a sud, che permettono una gradualità di sviluppo della maturazione e una conseguente acidità equilibrata. Un’altitudine moderata offre l’ideale equilibrio tra colore, struttura e freschezza, mentre la distanza dal mare mitiga i venti e contribuisce a preservare aromi delicati.
La topografia collinare, con le sue microzone, genera variazioni climatiche preziose per la qualità: la luce del sole, filtrata dalle chiome delle viti, modella profili aromatici complessi e le escursioni termiche tra giorno e notte affinano tannini e struttura. La varietà dell’uva toscana è la chiave di lettura di ogni vigneto: il Sangiovese, cuore dei vini Chianti, esprime eleganza e longevità, mentre i bianchi come Trebbiano e Vernaccia regalano mineralità e vivacità; Vermentino e altre varietà autoctone aggiungono freschezza e sapidità.
Ogni vigneto riflette una geografia unica, dal Chianti alle colline della Maremma, e le esposizioni differenti permettono profili di gusto distinguibili legati al terreno. La composizione del suolo, argilloso o sabbioso, condiziona la struttura del vino e, nel complesso, clima, esposizione e varietà collaborano per creare vini longevi e aromatici.
In Toscana viticoltura e paesaggio convivono per raccontare una storia di bellezza e territorio, la cui profonda conoscenza, affinata nel tempo, permette agli agricoltori di adattarsi a cambiamenti climatici e di offrire al visitatore un panorama di vini che raccontano una geografia, una cultura e una convivialità che resiste al passare degli anni.
Vivere la vendemmia come visitatore
La Toscana offre, a chi desidera immergersi in questa stagione, occasioni uniche per toccare con mano la magia della vendemmia. Immaginate di camminare tra filari che si disegnano contro il rosso e l’oro dell’orizzonte autunnale, di partecipare a una raccolta guidata da esperti che condividono tecniche e segreti del mestiere, oppure di fermarvi a tavola in una cantina accogliente dove vi raccontano la storia di quel vino, dal grappolo al bicchiere.
Il tempo di una visita può trasformarsi in un soggiorno completo: soggiornare in una casa rurale o in un agriturismo toscano permette di vivere l’esperienza dall’interno, di osservare i lavori di cantina, di partecipare a degustazioni costruite su percorsi sensoriali e di riscoprire l’unità tra terra, uomo e tavola. Per maggiori informazioni su come poter partecipare a una vendemmia in Toscana, consultate il sito www.movimentoturismovino.it.
Una Villa in Toscana
Perché scegliere una casa vacanza in Toscana in autunno
Se state pensando di prenotare una casa in Toscana per questo autunno, preparatevi a vivere un’emozione autentica: non solo osservare, ma assaporare la vendemmia da una vicinissima prospettiva di visitatore. Ecco perché:
Atmosfera autentica: settembre e ottobre creano una cornice di luci morbide, profumi di mosto e di vigneti che iniziano a spegnersi in attesa della maturità definitiva.
Connessione con la tradizione: la possibilità di assistere a momenti di vendemmia reale, magari con una cena conviviale a base di prodotti locali, rende la vacanza non solo visiva ma esperienziale.
Opportunità enoturistica: visite guidate in cantine, incontri con i produttori, degustazioni verticali e percorsi di abbinamento cibo-vino permettono di conoscere i vini toscani in profondità.
Comfort e stile di vita: una casa in campagna consente di vivere l’autunno toscano a ritmo umano, godendo di panorami suggestivi, privacy e di una gastronomia che celebra la stagione.
Se cercate una casa in affitto durante il periodo della vendemmia, visitate la nostra scelta di ville in zone vinicole in Toscana:VILLE IN ZONE VINICOLE
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Quando si parla di eccellenza culinaria, pochi luoghi possono competere con le tradizioni senza tempo e i sapori raffinati dell'Italia e della Grecia. Secondo TasteAtlas, questi due gioielli del Mediterraneo vantano le migliori cucine al mondo, conquistando i palati dei buongustai di ogni angolo del pianeta. Con l'Italia al primo posto nella classifica mondiale e la Grecia subito dopo, la loro maestria gastronomica offre un viaggio di pura delizia. Ti guideremo in un'esperienza unica, dove l'arte culinaria italiana e greca incontra il fascino senza pari di Posarelli Villas.
Villa Silentium Olia
Italia: una sinfonia di sapori
La cucina italiana è un'icona di perfezione gastronomica, celebre per la sua semplicità e il profondo rispetto per gli ingredienti di qualità. Dalle colline toscane alla soleggiata Costiera Amalfitana, ogni regione racconta una storia attraverso i suoi piatti.
L'essenza della cucina italiana: Al centro della cucina italiana c'è un impegno incondizionato per la freschezza. TasteAtlas esalta ingredienti iconici come il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma e i pomodori San Marzano, pilastri della tradizione culinaria italiana.
Piatti iconici: Come rivela TasteAtlas, specialità come la pizza margherita napoletana, il risotto alla milanese e la lasagna bolognese sono amate in tutto il mondo per il loro sapore straordinario e la loro storia affascinante.
Un soggiorno con Posarelli Villas: Soggiornare in una delle nostre ville in Toscana o Sicilia offre l'opportunità perfetta per immergersi in questa straordinaria eredità culinaria.
Pizza Margherita
Grecia: celebrazione della tradizione e della purezza
Classificata accanto all'Italia, la Grecia offre un'esperienza gastronomica autentica e ricca di storia. La tavola greca è una celebrazione della vita, dove il cibo unisce le persone e rende omaggio alle meraviglie della natura.
Il gusto della cultura greca: La cucina greca è una perfetta armonia tra ingredienti freschi e tecniche tramandate nel tempo. Secondo TasteAtlas, prodotti come la feta, le olive Kalamata e le erbe selvatiche definiscono il carattere unico di questa tradizione culinaria.
Delizie imperdibili: Assapora gli strati affumicati della moussaka, la cremosità acidula dello tzatziki o la dolcezza irresistibile della baklava. Come evidenzia TasteAtlas, piatti come il souvlaki e lo yogurt greco hanno conquistato il mondo con i loro sapori autentici e audaci.
Un soggiorno con Posarelli Villas: Le nostre ville a Corfù e Creta offrono l’ambientazione perfetta per esplorare questo paradiso gastronomico.
Moussaka
Perché scegliere Posarelli Villas per la tua avventura culinaria?
Posarelli Villas offre molto più di un semplice soggiorno. Ogni villa è una porta d’accesso a esperienze culturali autentiche, permettendoti di assaporare il meglio dell'Italia e della Grecia con il massimo del comfort e dello stile.
Esperienze su misura: Dai servizi di chef privati ai tour enogastronomici curati nei minimi dettagli, rendiamo ogni momento della tua vacanza un’immersione nella vita mediterranea.
Location straordinarie: Immagina di cenare all'aperto tra i vigneti toscani o di gustare una cena al tramonto con vista sulle acque cristalline dell'Egeo.
Cena in villa
Parti per un viaggio culinario oggi stesso
Italia e Grecia hanno da sempre incantato i viaggiatori con la loro arte culinaria. Ora è il tuo momento di scoprire queste destinazioni straordinarie. Che tu voglia imparare i segreti della pasta italiana o assaporare i vivaci sapori della cucina greca, Posarelli Villas ti invita a trasformare questo sogno in realtà.
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novembre 19, 2024
Il Turismo del Tartufo Incontra il Lusso delle Ville Esclusive
Immaginatevi una passeggiata attraverso i suggestivi boschi italiani, guidati da un esperto di tartufi e dal suo inseparabile cane. Scoprite l’emozione unica di andare alla ricerca del tesoro più pregiato della natura: il tartufo. Alla Posarelli Villas non offriamo solo soggiorni in dimore straordinarie, ma, grazie ai nostri partner, vi conduciamo verso le esperienze più esclusive che l’Italia ha da offrire
Il Turismo del Tartufo Incontra il Lusso
Regalatevi un’esperienza senza eguali nelle nostre esclusive ville in Toscana e Umbria, terre rinomate per i loro paesaggi incantati e ricchi di tartufi. Che siate appassionati di alta cucina o avventurieri alla ricerca di emozioni indimenticabili, i nostri partner sapranno creare un’esperienza su misura, pensata per soddisfare ogni vostro desiderio.
Alcune delle esperienze che i nostri partner offrono:
Caccia al tartufo privata: Addentratevi in boschi rigogliosi, guidati da esperti cercatori e dai loro cani addestrati.
Cene gourmet: Assaporate il frutto della vostra caccia in piatti raffinati, preparati da chef privati direttamente nella vostra villa.
Abbinamenti enologici: Scoprite i vini locali perfetti per esaltare i sapori unici del tartufo.
Escursioni culturali: Immergetevi nella vita dei borghi vicini e nei festival che celebrano la tradizione della caccia al tartufo.
Una Ricetta Semplice per la Pasta al Tartufo
Portate a casa i sapori d’Italia con questa classica Tagliolini al Tartufo:
Ingredienti:
250g di tagliolini freschi
30g di tartufo nero fresco (affettato sottile)
50g di burro non salato
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
Sale q.b.
Parmigiano Reggiano grattugiato (opzionale)
Preparazione:
Cuocete i tagliolini in acqua salata bollente fino a quando non saranno al dente. Conservate un po’ di acqua di cottura.
In una padella grande, sciogliete il burro con l’olio d’oliva a fuoco basso. Aggiungete metà delle fettine di tartufo e lasciate insaporire per 1-2 minuti.
Saltate la pasta cotta nella padella, aggiungendo un po’ di acqua di cottura per ottenere una consistenza cremosa.
Impiattate i tagliolini, aggiungete le fettine di tartufo rimanenti e, se desiderato, una spolverata di Parmigiano. Servite subito!
Villa Marliana
Immersa nei pressi di Cerreto Guidi in Toscana, Villa Marliana è un rifugio storico circondato da colline e vigneti. Questa villa con sei camere può ospitare fino a 12 persone e offre una piscina privata, interni climatizzati e viste panoramiche mozzafiato.
Montegufoni
Scoprite la storia di Montegufoni, un castello medievale che offre un mix unico di eleganza e comfort moderno. Con una varietà di sistemazioni circondate da giardini lussureggianti e vigneti, questa proprietà è la porta d’ingresso alle celebri regioni tartufigene della Toscana.
Pianificate la Vostra Esperienza al Tartufo
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ottobre 15, 2024
Montalcino: Vino Brunello, storia e arte
Montalcino: Un Viaggio Tra Storia e Vino
Montalcino è una pittoresca città medievale situata su una collina nel cuore della Toscana. La città è conosciuta per la sua ricca storia, il suo paesaggio mozzafiato e – non da ultimo – il suo famoso vino, il Brunello di Montalcino. Visitare Montalcino è come fare un salto indietro nel tempo, mentre si scoprono alcuni dei migliori vini e delle esperienze culinarie d'Italia.
Montalcino affonda le sue radici nel periodo etrusco, ma è stato nel Medioevo che la città è cresciuta come importante centro fortificato della regione. Nel XIV secolo, Montalcino è stata spesso al centro dei conflitti tra Siena e Firenze, entrambe desiderose di controllare questa città strategicamente rilevante. Ancora oggi si possono vedere le ben conservate mura della città e la fortezza "La Fortezza", costruita nel 1361, a testimonianza del passato bellicoso di Montalcino. Dalla fortezza si può godere di una vista spettacolare sulle colline ondulate della Val d'Orcia, un'area inserita nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO come paesaggio culturale protetto.
Brunello di Montalcino – Un Vino di Classe Mondiale
Nessuna menzione di Montalcino è completa senza citare il Brunello di Montalcino, uno dei vini più prestigiosi d'Italia. Questo vino rosso corposo è prodotto esclusivamente con uve Sangiovese, conosciute localmente come "Brunello." La produzione vinicola è soggetta a rigide regole, e il vino deve essere invecchiato per almeno cinque anni, di cui almeno due in botti di rovere, prima di poter essere venduto. Questo conferisce al Brunello un sapore complesso e pieno, con aromi di frutta scura, spezie e note terrose.
Montalcino è circondata da numerose cantine rinomate, che offrono ai visitatori l'opportunità di esplorare i vigneti e partecipare a degustazioni di vino. Ecco alcune delle più conosciute:
Biondi-Santi: Questa è la cantina considerata il luogo di nascita del Brunello di Montalcino. Biondi-Santi ha una lunga storia ed è stata fondamentale nello sviluppo del famoso vino Brunello.
Banfi: Castello Banfi non è solo una cantina, ma anche un magnifico castello. È uno dei maggiori produttori della regione, noto per il suo approccio innovativo alla vinificazione e per una vasta gamma di vini, tra cui il Brunello.
Casanova di Neri: Una delle cantine più prestigiose di Montalcino, Casanova di Neri ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali per i suoi vini. Il loro Brunello è stato riconosciuto come uno dei migliori vini del mondo da critici vinicoli famosi.
Poggio Antico: Situata su uno dei punti più alti di Montalcino, Poggio Antico è famosa per il suo elegante Brunello. La cantina offre visite guidate che forniscono approfondimenti sia sulla produzione vinicola che sulla storia della zona.
Una tipica degustazione di vini a Montalcino include spesso sia Brunello di Montalcino che Rosso di Montalcino, un vino più giovane e leggero, perfetto per essere gustato subito. Molte cantine offrono anche tour guidati, in cui è possibile apprendere l'intero processo di produzione, dalla vendemmia all'imbottigliamento.
Attrazioni a Montalcino
Oltre alle esperienze vinicole, Montalcino offre molte attrazioni culturali e storiche che vale la pena esplorare. Ecco alcuni punti salienti:
La Fortezza: La vecchia fortezza, costruita nel 1361, è una vista impressionante e un must per gli appassionati di storia. Dalla cima delle mura della fortezza si può godere di una vista mozzafiato sul paesaggio circostante.
Piazza del Popolo: La piazza centrale della città, circondata da edifici medievali, è un luogo perfetto per vivere l'atmosfera affascinante di Montalcino. Qui si trova anche il Palazzo dei Priori, un antico municipio con una snella torre dell'orologio.
Abbazia di Sant'Antimo: Poco fuori dalla città si trova questa splendida abbazia romanica, risalente al IX secolo. Si dice che sia stata fondata da Carlo Magno ed è famosa per la sua architettura semplice ma imponente e per i canti gregoriani che vengono spesso eseguiti qui.
Museo Civico e Diocesano: Per gli amanti dell'arte, questo museo è imperdibile. Ospita una notevole collezione di arte religiosa, tra cui opere della scuola senese, che dominò la regione nel Medioevo.
Che tu sia un appassionato di storia, un amante del vino o semplicemente desideri vivere la bellezza della Val d'Orcia in Toscana, Montalcino ha molto da offrire. L'unica combinazione di cultura, natura e vino eccezionale lo rende una meta indimenticabile.
Prenditi il tempo per passeggiare per le strade acciottolate, gustare un bicchiere di Brunello in una cantina locale e lasciarti incantare dal fascino autentico della Toscana che Montalcino ha da offrire.
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Sei in vacanza in Italia e sei sopraffatto dall’elevato numero di prime portate? Tortellini in brodo, con il parmigiano, pasta cacio e pepe, amatriciana, carbonara e chi più ne ha più ne metta. Saremo di parte, ma comprendiamo bene il vostro smarrimento: le prime portate italiane sono una più buona dell’altra. Dato che quando andiamo al ristorante neanche noi sappiamo mai quale pasta scegliere abbiamo deciso di stilare una classifica dei 4 primi più amati dagli Italiani. Non avete voglia di andare al ristorante perché avete prenotato una delle nostre magnifiche ville e volete sfruttare al meglio l’ampia cucina? Non vi preoccupate, abbiamo deciso di regalarvi una ricetta per una carbonara perfetta da replicare a casa visto che domani sarà il “Carbonara Day”.
1. CARBONARA Preparata per la prima volta nel 1944 a Roma, nel vicolo della Scrofa, è diventato un piatto iconico della tradizione Italiana. La storia racconta che il cuoco aveva solo pochi ingredienti a disposizione e doveva preparare una portata saziante per i soldati americani. Il risultato fu il prototipo degli spaghetti alla carbonara: uova, bacon (poi guanciale) e formaggio. Man a mano la ricetta è evoluta fino a quella che tutti conosciamo oggi e possiamo apprezzare a casa di amici romani veraci (e voraci!), nelle trattorie come nei ristoranti stellati della Capitale.La ricetta:
- 320 g spaghetti- 5 tuorli- 150 gr guanciale- 70 gr pecorino romanoPs. scegliete gli ingredienti giusti, il parmigiano non è un ingrediente della Carbonara.
Preparazione:
1. Mettere una pentola capiente con acqua sul fuoco e portarla ad ebollizione2. Nel frattempo tagliare a cubetti il guanciale e rosolarlo in una padella antiaderente, quando avrà rilasciato abbondante sughetto spengere il fuoco.3. Quando l’acqua bolle buttare gli spaghetti4. Mentre la pasta cuoce sbattere i tuorli con il pecorino, pepe ed il grasso del guanciale ricavato dalla padella, il composto deve avere la consistenza di uno yogurt, se troppo denso aggiungere acqua di cottura a piccole dosi.5. Trasferire il guanciale in un piatto e scolare la pasta al dente nella padella con il sughetto del guanciale, risottarla a fiamma media per 1 minuto.6. Togliere la padella dal fuoco e lasciarla raffreddare per 1 minuto7. Aggiungere uova e guanciale8. Servire con una spolverata di pepe
2. PASTA AL PESTO La ricetta del pesto non ha origini antichissime risale in effetti alla metà del XIX secolo. La ricetta antica è la seguente: “Prendete uno spicchio d’aglio, basilico o in mancanza di questo maggiorana e prezzemolo, formaggio olandese e parmigiano grattugiati e mescolati insieme e dei pignoli e pestate il tutto in mortaio con poco burro finché sia ridotto in pasta. Scioglietelo quindi con olio fine in abbondanza. Con questo battuto si condiscono le lasagne e i gnocchi (trofie), unendovi un po’ di acqua calda senza sale per renderlo più liquido”. Siete curiosi di scoprire la ricetta dei giorni nostri? Attendete il nostro prossimo articolo. 3. PASTA AL POMODOROSemplice, profumata e sempre una sicurezza. La pasta al pomodoro è il comfort food per eccellenza degli Italiani. Ragazzi affamati che tornano da scuola? Fame improvvisa? Niente che una buona pasta al pomodoro con basilico fresco non possa risolvere.© Rebecca Taizzani
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Il formaggio è uno degli alimenti più amati al mondo. Che lo si gusti su un cracker, fuso su un panino o da solo, non si può negare il fascino di questo delizioso prodotto caseario. Con così tante varietà di formaggio disponibili, può essere difficile sapere da dove cominciare.Perché parliamo di formaggio oggi?Sicuramente per la loro bontà, ma il motivo principale è che dopo l'articolo pubblicato da Food Atlas, la rivalità tra Francia e Italia si è accentuata.Queste due magnifiche nazioni hanno sempre cercato di primeggiare e si sono trovate a scontrarsi su più fronti.
Baguette o piadina? Nouvelle cuisine o spaghetti al pomodoro? Zidane o Materazzi?
La battaglia si infittisce quando si parla di formaggi: chi può stabilire se è meglio il Roquefort o il Gorgonzola?
A quanto pare Taste Atlas, un'enciclopedia dei sapori, si è ritenuta in grado di prendere questa decisione, spingendosi oltre e stilando una classifica dei 10 migliori formaggi del mondo.
Continuate a leggere per scoprire quali sono i 10 migliori formaggi del mondo.
1.Parmigiano Reggiano Il Parmigiano Reggiano è un formaggio famoso in tutto il mondo, considerato uno dei migliori al mondo. Prodotto con latte crudo parzialmente scremato proveniente da mucche che pascolano su erba fresca e fieno, vanta una consistenza dura e grintosa che è unica per questo formaggio.
2.Queijo Serra de Estrela Il formaggio Serra da Estrela è un formaggio a pasta semimolle che si ottiene dal latte di due razze ovine distinte: la Bordaleira Serra da Estrela e la Churra Mondegueira. Il processo di produzione prevede la mungitura manuale delle pecore e il successivo riscaldamento, salatura e cagliatura del latte con estratto di cardo.
3. Burrata La Burrata è un formaggio artigianale proveniente dalla Puglia, in particolare dalle province di Bari e Barletta-Andria-Trani. Questo formaggio è prodotto artigianalmente con latte vaccino, caglio e panna. Si narra che questo formaggio sia stato inventato da un casaro di nome Lorenzo Bianchino Chieppa, che ebbe la brillante idea di creare un guscio di mozzarella allungata e di riempirlo con deliziose bontà cremose e pezzi di mozzarella più piccoli e avanzati. 4.ReblochonIl Reblochon, un formaggio compresso del peso di circa 500 grammi, è prodotto con latte vaccino non sterilizzato e deve invecchiare per non meno di 15 giorni nelle province francesi della Savoia e dell'Alta Savoia.Con un corpo avorio racchiuso da una crosta di colore giallo-arancio, il Reblochon è adatto al consumo e il suo sapore è ricco e presenta un leggero retrogusto fruttato. Il profumo è potente e ricorda le cantine in cui è stato invecchiato.
5.StracchinoLo stracchino è un formaggio italiano tipicamente prodotto con latte vaccino, ma può essere prodotto anche con latte di bufala. La consistenza dello stracchino è cremosa e burrosa, quindi viene spesso usato come crema da spalmare. Il sapore è delicato, fruttato, cremoso e dolce.
6.Mozzarella di Bufala CampanaLa vera mozzarella di bufala campana può essere etichettata come tale solo se prodotta interamente con latte di bufala domestica e prodotta in Campania. Le eccezionali qualità del latte di bufala, ricco di calcio e proteine e povero di colesterolo, rendono questa mozzarella una prelibatezza molto ricercata. La mozzarella di bufala, ha un sapore delicato e leggermente piccante che si sposa con un'ampia gamma di antipasti italiani, in particolare con la classica insalata caprese.7.Pecorino ToscanoQuesto formaggio a pasta molle o semidura è prodotto con latte intero di pecore che pascolano in pascoli situati tra gli Appennini e il Mar Tirreno. Rispetto ad altre varietà di Pecorino, il Toscano viene salato solo brevemente e conserva così il suo sapore delicato e dolce.8.Saint-AndréIl Saint-André, un formaggio a tripla crema prodotto con latte vaccino, è spesso definito il formaggio celeste per il suo profilo gustativo divino. Questa prelibatezza francese proviene dalla regione della Normandia, in particolare da Coutances. Il formaggio ha una consistenza spessa e cremosa che si nasconde sotto una crosta vellutata e commestibile. I suoi aromi e sapori delicati e ricchi sono meglio descritti come aspri, aciduli, burrosi e salati, creando un'esperienza sensoriale senza eguali..
9.Crottin de ChavignolIl Chavignol è un piccolo formaggio prodotto con latte crudo di capra che deve pesare almeno 60 grammi. Il suo colore è bianco o avorio e ha una consistenza densa e umida con una crosta sottile e ammuffita all'esterno. Il sapore dello Chavignol è pieno, "caprino".10.BundzIl Bundz, un tipo di formaggio originario della Polonia, è prodotto con latte di pecora ed è tipico delle zone montane del paese. Il sapore e la consistenza di questo formaggio ricordano la ricotta e offrono un gusto delicato e fresco al palato. È interessante notare che dalla produzione del bundz si ricava anche il siero di latte avanzato, che viene utilizzato per creare una bevanda acida tradizionale polacca nota come żętyca.
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Le piste da sci nel centro Italia hanno appena finito di imbiancarsi, le temperature sono arrivate vicino allo zero e le giornate sono ancora corte.
Adesso vi starete chiedendo cosa c’entra il gelato con la stagione fredda, magari vi starete domandando perché vi stiamo parlando del gelato a gennaio.
Oggi abbiamo deciso di scrivere un articolo sul gelato per due motivi:
- Aiutarvi a scegliere il miglior gelato artigianale in Italia
- Perché non è mai la stagione sbagliata per un buon gelato
IL GELATO ARTIGIANALE: LE ORIGINI Il gelato artigianale è senza dubbio un dolce conosciuto in tutto il mondo e intorno alla sua nascita si sono tramandati nel tempo numerosi racconti, al limite fra fantasia e leggenda. Rintracciare l'origine del gelato non è infatti semplice, in quanto le testimonianze storiche e i riferimenti alle antiche usanze di conservare il latte e gli alimenti congelandoli sono molteplici. Diverse sono inoltre le controversie nate nel corso dei secoli per accaparrarsi il fregio di inventore del gelato.
Non entrando nei particolari possiamo dire che l’inventore del gelato risponde al nome di Bernardo Buontalenti, un architetto fiorentino appassionato di cucina. Questi, nel XVII secolo, ideò un dessert molto cremoso a base di latte, zucchero, uova, miele e vino.
Il dessert ottenuto da Buontalenti è considerato all’origine del gelato tanto che, ancora oggi, viene utilizzata questa ricetta – che prese il nome di “Crema Fiorentina” o “Gelato Buontalenti”- come base per creare i gelati più moderni.
COME SCEGLIERE UN BUON GELATO ARTIGIANALE SENZA CADERE IN TRAPPOLE PER TURISTI? Ecco qui un vademecum da tenere bene a mente quando entrate in una gelateria:
- Evitate le gelaterie che hanno esposte delle montagne di gelato, la quantità non corrisponde alla qualità molto spesso.
- La tabella degli ingredienti deve sempre essere presente. Che sia un cartello ben visibile o un libro, deve essere a disposizione e consultabile dal cliente. È sinonimo di serietà, rispetto delle leggi, trasparenza verso il cliente.
- Gli ingredienti del gelato devono essere pochi e ben comprensibili, se leggete dei nomi strani significa che il gelato è ricco di elementi che lo rendono ultra processato.
- Diffidate da colori troppo accesi (anche se ormai si trovano pessimi gelati di colori assolutamente perfetti), masse troppo lucide o troppo opache (in questo caso potrebbe trattarsi di un prodotto troppo carico di grassi o troppo vecchio).
- La consistenza del gelato deve essere valutata solo al momento dell'assaggio e non al momento del servizio. Un gelato che noterete troppo duro e compatto al servizio si potrebbe rivelare setoso e scioglievole all'assaggio.
LE MIGLIORI GELATERIE Ora che sapete cosa guardare per valutare il vostro gelato ecco alcune delle migliori gelaterie italiane che si trovano vicine alle nostre ville:Toscana
Gelateria della Passera | FIRENZE
Chiccheria | GROSSETO
De’ Coltelli | PISA
Dondoli | SAN GIMIGNANO [SI]
Sicilia
Cappadonia Gelati | PALERMO
Puglia
G&co | TRICASE [LE]
Siete pronti per venire ad assaporare il vero gelato artigianale? Prenotate una delle nostre ville, non ve ne pentirete.
© Rebecca Taizzani
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È Dicembre, la canzone degli Wham! risuona in tutte le vie (sabotando la vostra vincita dello Whamageddon) , i negozi sono addobbati, le piazze illuminate e voi siete alla ricerca di qualche regalo.
Dicembre è un mese che sprigiona calore (nonostante i climi freddi) , familiarità e convivialità. Dicembre in Italia significa cene con i parenti, vin brulè mentre osservi le vetrine (occhio ad esagerare, potresti vederci doppio), pomeriggi davanti al camino, ma soprattutto: PANETTONE.
Il panettone è uno dei dolci tipici del Natale, ma pochi conoscono la sua vera storia. In realtà le origini di questa delizia si perdono nel tempo e la nascita del panettone è legata a numerose leggende.
LA NASCITA DEL PANETTONE SECONDO LA LEGGENDA La più famosa narra che il panettone sarebbe nato alla corte di Ludovico il Moro, signore di Milano nel lontano XV secolo. Era la Vigilia di Natale quando, in occasione del banchetto, il cuoco ufficiale della famiglia Sforza bruciò inavvertitamente un dolce. Per recuperare la situazione Toni, lo sguattero che lavorava in cucina, decise di utilizzare un panetto di lievito che aveva tenuto da parte per Natale. Lo lavorò aggiungendo farina, uova, uvetta, canditi e zucchero, ottenendo un impasto particolarmente lievitato e soffice. Il dolce venne apprezzato così tanto che la famiglia Sforza decise di chiamarlo “pan di Toni”, da cui deriverà nei secoli a venire il termine “panettone”. Questa però non è l’unica leggenda legata a tale dolce natalizio, perché secondo altre storie ad inventarlo sarebbe stata suor Ughetta oppure Ughetto degli Atellani. L’unica certezza è che il panettone è nato nel medioevo ed è legato alla tradizione, che vigeva all’epoca, di preparare in occasione del Natale dei pani molto ricchi, che venivano serviti dal capofamiglia ai commensali.
LA NASCITA DEL PANETTONE SECONDO LE FONTI STORICHE1470: la prima testimonianza del panettone. In un documento storico viene descritto il “rito del ciocco”: a Natale in ogni casa si metteva un grosso ceppo di legno sul fuoco e tutti i commensali mangiavano delle fette di pane di frumento distribuite dal capofamiglia, che ne conservava una per l’anno successivo, come buon augurio. Quel pane aveva, soprattutto per i poveri, un valore speciale. I fornai infatti, tranne quelli che panificavano per i nobili, durante l’anno avevano il divieto di usare farina di frumento in quanto prerogativa dei ricchi.1549: Cristoforo di Messisbugo, un cuoco di Ferrara, elenca gli ingredienti di un dolce delle zone milanesi -farina, burro, zucchero, uova, latte e acqua di rose- aggiungendo che deve ben lievitare e avere forma tonda.
1599: nelle note di un registro del Collegio Borromeo di Pavia che riguardano le spese del pranzo di natalizio, si parla di tre libbre di burro, due di uvetta e due once di spezie che sarebbero servite a preparare “13 pani grossi”.
1606: la prima definizione ufficiale de il “panaton”, nel dizionario milanese-italiano, è un grosso pane preparato a Natale.
1853: si menziona per la prima volta il lievito nella ricetta del panettone, fino a questo momento il dolce aveva più le sembianze di una focaccia.
1854: si menzionano i canditi nella ricetta del panettone ed inizia la sua diffusione in tutto il Nord Italia.
COME SCEGLIERE IL PANETTONE GIUSTO
Il Panettone Classico ha pochi e semplici ingredienti:
• Acqua• Farina 0• Sale• Uova fresche e/o tuorli pastorizzati• Latte• Burro• Zucchero• Frutta candita (in particolare arancia e cedro)• Uvetta sultanina• Vaniglia• Lievito naturale“De gustibus non est disputandum” quindi sentitevi liberi di scegliere un panettone al cioccolato o al pistacchio invece che uno con i canditi ( il preferito della sottoscritta è un panettone artigianale Rhum e Cioccolato) .
Se prenotate una delle nostre Ville potremmo farvi recapitare i migliori panettoni della zona!
Cosa aspettate, siete ancora in tempo!© Rebecca Taizzani
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