
Tutti sanno che la tradizione culinaria è parte integrante della cultura italiana, una vera e propria religione che gli abitanti di ogni Regione interpretano in modo diverso attraverso le specialità locali.
In Toscana e, soprattutto, a Firenze si cucina con passione un piatto che rappresenta l’anima della città, da assaggiare a tutti i costi durante una vostra visita: la famosissima Bistecca alla Fiorentina.

Si narra che la storia di questa delizia abbia avuto origine nel Rinascimento e, in particolare, durante le celebrazioni della festa di San Lorenzo nel XVI secolo. Si tratta di uno dei Santi più amati del territorio, morto arrostito su una graticola nel 258 a Roma e ricordato il 10 agosto di ogni anno. A quell’epoca erano rarissime le occasioni in cui la povera gente poteva avere accesso alla prelibata carne di manzo, riservata soltanto ai ricchi. Al “popolo minuto” erano di solito lasciate le carni semplici come quella del pollo, verdure e frattaglie, le quali hanno poi fondato la grandissima tradizione del Lampredotto o della Trippa.
Tuttavia, dal 1500 la festa di San Lorenzo fu caratterizzata dalla preparazione di enormi quantità di carne di manzo arrostita sulla brace, che veniva distribuita gratuitamente al popolo grazie al patrocinio della famiglia Medici, Signori di Firenze.
Decine di lombate di manzo chiamate “Gran Pezzo” venivano quindi arrostite intere sui bracieri per essere tagliate a fette dopo la cottura. Fra la gente festante che divorava queste meraviglie gastronomiche, si racconta che ci fosse un gruppo di mercanti inglesi che ha iniziato ad urlare a gran voce “beef steak, beef steak!", con gioia e entusiasmo. Evidentemente, questo aneddoto rimase impresso nella mente dei fiorentini e la parola gridata dei mercanti fu storpiata e poi adattata all'italiano, diventando proprio “bistecca”.

Negli anni, la preparazione di questa carne si trasformò fino a diventare quello della Bistecca Alla Fiorentina che oggi conosciamo.
La tradizione prevede la cottura di una lombata di manzo di razza Chianina, Maremmana o Romagnola di età compresa tra i 12 e 24 mesi e frollata una settimana; il taglio deve contenere l’osso, il filetto e il controfiletto, deve essere alto almeno tre dita (a Firenze si dice che “la bistecca, sotto le tre dita, è carpaccio”) e pesante almeno 1Kg. La cottura deve avvenire esclusivamente su carboni ardenti di legna di quercia, leccio o ulivo e, una volta pronta, deve essere condita con sale, pepe e olio extra vergine toscano.
A quel punto, è una poesia da gustare fino all'osso.
Assaggiate questa delizia locale in uno dei migliori ristoranti di Firenze! I fiorentini consigliano di prenotare un tavolo da “Il Latini” (Via dei Palchetti), da “Buca Lapi” (Via Tornabuoni) o alla “Trattoria Da Burde” (Via Pistoiese), per vivere a trecentosessanta gradi la vostra esperienza nel capoluogo toscano.
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