Leggi i nostri articoli esclusivi su Cibo e Vino.

Archivio per "Cibo e Vino"

Stai organizzando una vacanza in Italia?
Leggi i nostri articoli e scopri l'infinita varietà di attrazioni turistiche, idee di viaggio ed esperienze da vivere in questo fantastico Paese.
Viaggia attraverso le meraviglie dell'Italia insieme a noi. Visita il nostro blog!

San Miniato è un’affascinante cittadina a metà strada tra Pisa e Firenze, non lontana da Lucca. Ha origini medievali e una bellezza quasi ineguagliabile. Oltre ad essere una rinomata destinazione turistica, San Miniato è il paese del Tartufo, un cibo pregiato apprezzato da tutti i buongustai. Si tratta di un tipo particolare di fungo che cresce sottoterra, vicino alle radici di alberi come pioppi, querce e tigli. Non è assolutamente facile da trovare: i “tartufai” sono persone con una lunga esperienza alle spalle che, grazie all’aiuto di cani dal fiuto molto sviluppato, riescono ad individuare il punto esatto in cui si trovano e a dissotterrarli con le proprie mani. A causa della difficoltà della caccia, del trasporto e della conservazione di questo prodotto, il tartufo viene venduto a costi altissimi e raramente intero. Ne basta una piccola quantità per insaporire piatti deliziosi e la sua bontà era conosciuta già nell’antichità dai Greci e dai Romani, che lo definivano “il cibo degli dei”. E’ proprio nei boschi delle colline samminiatesi che fu ritrovato nel 1954 il tartufo più grande del mondo da parte di alcuni tartufai professionisti! Alcuni di questi “cercatori di tartufi” si mettono addirittura a disposizione dei turisti per condividere le loro conoscenze durante delle emozionanti “Truffle Hunting Experiences”, cioè delle attività di caccia e degustazione in lingua inglese o italiana al fianco di esperti del settore. Sul sito www.truffleintuscany.it avrete la possibilità di scegliere tra una serie di iniziative, come la “Luxury Truffle Experience”, la “Truffle & Winery Experience” o le “Truffle Cooking Classes”, per imparare a valorizzare il prodotto in cucina. E’ un’opportunità unica ed imperdibile! Il Tartufo Bianco di San Miniato non è un semplice prodotto tipico, ma è parte del patrimonio culturale di questa regione, una vera e propria tradizione locale. Nel mese di novembre, da ormai 47 anni, si organizza infatti la “Mostra Mercato del Tartufo Bianco di San Miniato”, una sagra di importanza internazionale composta da circa 120 stand di ristoranti e produttori locali con squisitezze come oli, formaggi, vini e, ovviamente, dei magnifici tartufi. Quest’anno si svolgerà nei weekend dell’11-12, 18-19 e 25-26 novembre, quindi prenotate subito una delle nostre proprietà con offerte last-minute per approfittare di quest’occasione! Vi consigliamo Il Fienile di Giovanna o Villa Lorenza! Il tartufo è protagonista anche di un altro evento, “La Notte Nera”, che valorizza il Tartufo nero tipico dei mesi estivi e che avvolge la cittadina in un’atmosfera molto particolare, oscura e magica.
Leggi Altro
La Sicilia è una stupenda destinazione turistica, ricca di bellezze naturali e artistiche in ogni suo angolo. Durante un soggiorno presso una delle nostre Ville di lusso in Sicilia come Villa Afrodite, Villa Marisol oppure Villa Agorà, non potrete dimenticarvi di assaggiare le sue deliziose specialità culinarie! La cucina siciliana è un viaggio attraverso due millenni di influenze diverse, un crogiolo di culture che ha plasmato un patrimonio gastronomico unico. Le sue basi risalgono al dominio fenicio, greco e romano: olio extravergine di oliva, vino, cereali, pesce e frutti di mare. Le comunità ebraiche hanno arricchito l’offerta gastronomica con ripieni aromatici, preparazioni a base di frattaglie e conserve. L’influenza araba ha introdotto nuovi metodi di conservazione, aromi speziati e ingredienti quali pesce, legumi, couscous e spezie come zenzero, cannella e chiodi di garofano. Ogni dominazione ha lasciato tracce indelebili e ha creato un patrimonio culinario che oggi viene celebrato nelle specialità siciliane del mare e della terra. Ecco a voi una lista dei dieci migliori piatti siciliani: Cassata Siciliana E’ la torta pasquale tipica di Palermo, preparata con ricotta, cioccolato, frutta candita, marzapane e molti altri ingredienti adagiati su un delizioso pan di spagna. E’ un dolce dallo stile “barocco” con ricche decorazioni, in grado di stupire chiunque con il suo gusto particolare. Granita con Brioche La colazione siciliana non prevede il tipico cappuccino, ma una buonissima granita con panna accompagnata dalla “brioscia col tuppo”, l’immancabile brioche. Se vi trovate a Catania, rinfrescatevi con una granita al classico gusto di limone o mandorla, oppure provate una delle tante deliziose varianti! Arancino L’Arancino è un must in Sicilia: si tratta di una palla di riso impanata e fritta, condita con piselli, pomodoro o il tipico ragù. E’ un “finger food” antico di origine araba, amato in tutta Italia ed invidiato dal resto del mondo. Busiati con l’Agghia Pistata E’ un primo piatto da assaggiare assolutamente in Sicilia. I "busiati" sono dei maccheroncini tipici simili ai bucatini, accompagnati dal buonissimo "pesto alla trapanese" a base di aglio, mandorle, basilico e pomodori. I siciliani si ispirarono al pesto genovese rivisitandolo e utilizzando dei freschi ingredienti locali a crudo: il risultato è prelibato! Cous Cous di Pesce Molti credono che il cous cous sia un piatto tipicamente nord africano, ma non è proprio così: in Sicilia è utilizzato come base per molti ottimi piatti, soprattutto nella zona di Trapani. Questa variante prevede l'uso una caratteristica pentola chiamata “couscoussiera” e il condimento di un delizioso brodo di pesce. Caponata/ Parmigiana di Melanzane La paradisiaca Parmigiana è cucinata in tutta Italia ma le sue origini sono proprio siciliane, dove il piatto è condito con molto formaggio, salame, uovo sodo e provola. Le melanzane sono anche la base di un altro buonissimo piatto, la Caponata, da assaggiare ad ogni costo! Pane e Panelle Il tipico panino di Palermo è con le “panelle”, cioè delle frittelle di farina di ceci affiancate da delle gustose crocchette di pepate e prezzemolo chiamate “cazzilli”. Assaggiatelo durante una camminata per le strade di questa meravigliosa città! Pasta di Mandorle Le tipiche mandorle siciliane sono utilizzate nella ricetta di molti dolcini e biscotti preparati dalle pasticcerie di ogni città, a base di “pasta reale” o “frutta martorana”. Assaggiatene uno a lasciatevi avvolgere dal suo gusto! Pasta con le Sarde und "Sarde Beccafico” Le sarde sono uno dei pesci più cucinati e più gustosi della Sicilia. Vi consigliamo di provare la "pasta con le sarde", tipica di Palermo, o le buonissime “Sarde Beccafico”: questa specialità è a base di sarde riempite con uva sultanina, prezzemolo, pinoli e acciughe. Cannolo con Ricotta I cannoli sono dei dolci croccanti e squisiti, fritti e riempiti con ricotta di pecora, gocce di cioccolato e scorze di frutta candita. Vantano origini antiche e tentativi di imitazione in tutto il mondo, nessuno capace di eguagliare la loro bontà. Sono dei dolci tipici di Carnevale, ma le pasticcerie della regione li preparano in ogni periodo dell'anno per rendere più dolce il soggiorno di ogni visitatore! Scegli di soggiornare presso una delle nostre EsclusiveCASE VACANZE IN SICILIA
Leggi Altro
La Costiera Sorrentina non è solo una meravigliosa meta turistica del sud Italia, ma anche una rinomata zona di agricoltura, dove si coltiva un agrume molto particolare. Si tratta del Limone di Sorrento, un frutto di dimensioni medio-grandi di forma ellittica, con una buccia spessa di colore giallo citrino e molto profumata. Mentre il limone della costiera amalfitana appartiene alla categoria dello sfusato, questo è un limone femminello, per alcune differenze nelle sue proprietà e modalità di coltivazione. Da anni il prodotto ha ottenuto il riconoscimento di “I. G. P.” (Indicazione Geografica Protetta) ed è molto amato sia in Italia che all’estero. Le piante di questo limone si trovano sia nella Penisola Sorrentina (nei comuni di Meta, Piano di Sorrento, Massa Lubrense, Sorrento, Sant’Agnello e Vico Equense) che sull’isola di Capri. Nel primo caso i limoneti sono posti lungo dei pendii vicini al mare, mentre nel secondo vengono usate delle strutture chiamate “pergolati sorrentini”, costituiti da “pagliarelle”, cioè coperture di canne e pali di castagno. A partire dal Limone di Sorrento vengono prodotti delle bevande alcoliche come il Limoncello o il Liquore di Limone di Sorrento IGP, che hanno reso famosa questa zona e che sono utilizzati per preparare altri deliziosi dolci italiani, come il Babà Napoletano. Non vi resta altro che assaggiare questi buonissimi piatti durante un soggiorno in questa zona! Date un’occhiata altre nostre proprietà lungo la Costiera Amalfitana e Sorrentina! © Alice Pilastri
Leggi Altro
Le "chiacchiere", i "galani", le "lattughe" o, come le chiamiamo in Toscana, i “cenci” sono i dolci di carnevale per eccellenza. Questi dolcetti chiamati dai fiorentini “cenci” come gli stracci usati per pulire, hanno probabilmente origini molto antiche, che risalgono all’epoca romana. Se vi trovate a Firenze, non potete non provare le creazioni del Santo Forno (Via Santa Monaca, 3r) o della Pasticceria Stefania (Via Guglielmo Marconi, 26), magari durante un fantastico soggiorno nella città in una delle nostre case! Ecco la ricetta di questo dolce: INGREDIENTI ◾ 500 g di farina bianca ◾ 150 g di zucchero a velo ◾ 5 uova ◾ Olio d’oliva o di semi di girasole ◾ Strutto ◾ ½ bicchiere di vino bianco secco ◾ 1 bustina di vanillina ◾ 1 limone ◾ 1 bicchierino di rum 1. Ponete sulla spianatoia la farina, 130 g di zucchero, la scorza grattugiata del limone, la vanillina e un pizzico di sale. Mescolate tutti gli ingredienti, fate la fontana, ponete 5 tuorli nel centro (tenendo due albumi da parte), cinque cucchiai d’olio, il vino, il liquore e due albumi montati a neve ben soda. Impastate il tutto lavorando energicamente per qualche minuto, per rendere l’impasto abbastanza sodo e compatto. 2. Quando avete finito, stendete con il mattarello la pasta all’altezza di circa mezzo centimetro e con una rotellina dentata tagliatela creando dei rettangoli di 7x12 cm. Sempre usando la rotellina, fate all’interno dei rettangoli quattro tagli paralleli stando attenti a non tagliare fino ai lati del rettangolo. 3. Quando tutta la pasta sarà tagliata, ponete a fuoco una padella per friggere aggiungendo abbondantissimo olio o, se possibile, strutto. Appena sarà bollente mettetevi due o tre rettangoli di pasta, lasciateli dorare e poi girateli dall’altro lato. Vi suggerisco di incrociare le strisce di pasta dei rettangoli nella padella, così i cenci verranno più voluminosi! 4. A cottura ultimata, scolateli e metteteli su un foglio di carta assorbente per togliere l’unto in eccesso. Quando tutte saranno fritte, spolverizzatele con il restante zucchero a velo fatto scendere da un setaccino, accomodatele su un piatto di portata coperto da un tovagliolino e servite. Buon appetito!
Leggi Altro
Uno dei dolci autunnali più tipici in Toscana è il Castagnaccio, una torta preparata con la farina di castagne, uvetta, pinoli, noci e rosmarino. La sua storia è infatti legata alla città di Lucca, in quanto, nel “Commentario delle più notabili et mostruose cose d’Italia ed altri luoghi” di Ortensio Lando (1553), è indicato un certo Pilade da Lucca come l’inventore della ricetta. Oltre ad essere una preparazione semplice, è anche molto veloce e il suo sapore particolare è conferito dalla dolcezza della sua farina. Nei mesi autunnali, in Toscana si organizzano decine di feste e sagre dedicate alle castagne e al castagnaccio: non perdete l’occasione di fare un salto a “Castagne e Vino Novo” a San Gimignano nei giorni 13,20,27 novembre e 8,9,10 dicembre (scoprite le nostre case in affitto a San Gimignano) o alla “Festa della Castagna” a Lupinaia (LU) il 13 novembre (scoprite le nostre case in affitto a Lupinaia)! INGREDIENTI: ◾ 300 g farina dolce di castagne ◾ 40 g pinoli sgusciati ◾ 40 g noci sgusciate ◾ 70 g uvetta ◾ Rosmerino ◾ Sale ◾ Olio d’oliva 1. Lavate l'uvetta sotto acqua fresca corrente e poi mettetela in ammollo per 10 minuti in una ciotola con acqua fredda per farla reidratare. 2. Setacciate la farina di castagne e ponetela in una zuppiera molto capace, poi diluitela con acqua fredda poco alla volta mescolando con una frusta, in modo da ottenere una pastella abbastanza liquida e senza grumi (occorrerà circa mezzo litro d’acqua). 3. Aggiungete due cucchiaiate d’olio, un pizzico di sale, l’uvetta ammollata e amalgamate ancora. Dopo aver tostato leggermente i pinoli in una padella, aggiungeteli assieme alle noci, tenendone da parte alcune per cospargere la superficie del dolce. 4. Versate l’impasto in una tortiera (tipica è quella rettangolare) unta d’olio e di dimensioni tali che il castagnaccio risulti alto circa un dito. 5. Cospargete la superficie con i pinoli, le noi spezzettate e qualche foglia di ramerino: prima di metterlo nel forno già caldo (200°) “arabescatelo” con un sottile filo d’olio (2 cucchiai circa). 6. Per la cottura occorreranno circa 30 minuti; comunque il castagnaccio è pronto quando la superficie sarà bella abbronzata, croccante e screpolata.
Leggi Altro
Si sente spesso parlare del vino rosso toscano come uno dei migliori del mondo intero, senza saperne davvero la ragione. Per non parlare, poi, del vino “Chianti” o di tutte quelle bottiglie con le iniziali “DOCG” che non ricordiamo mai a cosa si riferiscono. Qual è, poi, la differenza tra un Merlot, un Sangiovese e un Colorino? E perché alcuni vini sono “Annata” mentre altri sono “Riserva”? Purtroppo non siamo tutti esperti di enologia ed è normale non riuscire a rispondere a queste domande. Possiamo, però, cercarne le risposte e magari trovarne alcune proprio in questo articolo. Innanzitutto, cos’è il Chianti? Il Chianti è un’area di circa 70.000 ettari compresa tra le province di Siena e Firenze. Ben 7.000 ettari sono ricoperti da vigneti da cui si ricavano vini rossi di ottima qualità. Fu Cosimo III De’ Medici a delinearne i confini nel 1716, quando indisse un bando tra le quattro regioni vocate alla produzione del “buon vino”, cioè Regione Chianti, Pomino, Carmignano e Val D’Arno di sopra, introducendo per la prima volta in concetto di denominazione territoriale e controllo sulla produzione dei vini. Cosa significa DOCG? DOCG è l’acronimo di “denominazione di origine controllata e garantita”. Infatti, i vini DOCG sono severamente controllati, sottoposti a esami organolettici e sono riconosciuti come DOC da almeno dieci anni. Il 96% dei vini DOCG in commercio è prodotto dal Consorzio Chianti Classico. Cos’è il Consorzio Chianti Classico? Il consorzio è un’associazione di varie aziende del Chianti che ne vigila e controlla la produzione e che valorizza la denominazione Chianti Classico nel mondo. Nato nel 1924, ha come marchio un gallo nero ed è l’unico a cui è permesso produrre vino “Chianti” dal 2010. I vini delle sue aziende devono essere prodotti a partire da uve sangiovese per almeno 80% e da altri vitigni a bacca rossa come canaiolo nero, colorino, merlot e cabernet savignon. Se ne distinguono inoltre tre tipologie (Gran Selezione, Riserva, Annata) a seconda dell’invecchiamento o delle caratteristiche chimiche/organolettiche. Una delle aziende che fanno parte del Consorzio dal 1948 è la Fattoria di Bibbiano, splendido agriturismo nel comune di Castellina in Chianti. Immersa nel verde della campagna toscana e in cima a una collina circondata da cipressi e filari di vigne, la tenuta è formata da alcuni lussuosi casolari toscani gestiti in esclusiva da Posarelli Villas.
Leggi Altro
I pici all’aglione sono un tipico primo piatto toscano: è impossibile trovare un ristorante o un’osteria nella provincia senese che non li proponga nel suo menu. I “pici” sono dei grossi spaghetti rustici solitamente fatti in casa con una tecnica di lavorazione chiamata “appiciare”. Si possono comunque acquistare in qualunque bottega di alimentari toscana o nel reparto di “pasta tipica o speciale” dei supermercati. Il condimento è a base di pomodoro ed aglio, anzi, “aglione”, cioè una varietà tipica della zona della Valdichiana. La differenza è evidente: una testa di aglione può pesare più di mezzo chilo e il suo sapore è molto più delicato di quello dell’aglio comune. Questa ricetta antica è molto semplice: l’unica difficoltà sta nell’evitare di rosolare troppo l’aglio, perché il suo retrogusto sgradevole rovinerebbe tutto il piatto. Anche uno dei miei colleghi ha scelto di assaggiare questo piatto nell’”Antico Posto di Ristoro”, un ristorante in cui ci siamo fermati a mangiare qualche giorno fa, di ritorno da una delle nostre visite nell’aretino. Ci troviamo su una strada secondaria che collega Arezzo alla Val Tiberina e lungo la quale si diffonde l’invitante profumo delle tagliate cotte alla griglia dallo chef. E’ infatti la carne la specialità del ristorante: il menu offre decine di piatti a base di cacciagione, agnello, anatra e coniglio, oltre all’immancabile bistecca alla fiorentina. La famiglia Piomboni, proprietaria del ristorante, possiede anche alcune meravigliose case nella località di Anghiari chiamate "Villa Lorenzo"”, entrambe con piscina privata e gestite da Posarelli Villas. Ecco qua la ricetta dei pici: INGREDIENTI PER 4 PERSONE: ◾8 spicchi di Aglione ◾4 cucchiai di olio extravergine di oliva ◾4 cucchiai di vino bianco ◾700 g di polpa di pomodoro a cubetti ◾q.b. di sale ◾un pizzico di zucchero ◾330 g di pici 1. Innanzitutto, sbucciate gli spicchi d’aglio, tagliateli a metà ed eliminate il germoglio interno di colore verde. Siete liberi di scegliere la quantità di aglio che volete usare, ma non esagerate: un sapore troppo forte potrebbe risultare spiacevole. Tritateli poi finemente o schiacciateli con uno spremiaglio. 2. Fate riscaldare l’olio d’oliva in una padella capiente, che riesca a contenere la pasta e il condimento che preparerete. Una volta caldo, aggiungete l’aglio tritato e lasciatelo ammorbidire: se necessario, schiacciatelo ancora con un cucchiaio di legno durante la cottura. Fatelo dorare (ma non scurire) e, una volta morbido, aggiungete il vino bianco e lasciate sfumare per qualche minuto. Dopo circa 4-5 minuti, il vino dovrebbe essere completamente evaporato e l’aglio si dovrebbe essere praticamente sciolto. 3. Aggiungete il pomodoro a pezzi, il sale e un pizzico di zucchero (per limitare l’acidità del pomodoro e dare al piatto un sapore leggermente agrodolce). Lasciate così cuocere il sugo per 10-15 minuti a fiamma bassa, girando di tanto in tanto con cucchiaio di legno per non farlo restringere troppo. 4. Intanto lessate i pici in abbondante acqua salata: il loro tempo di cottura varia tra i 15 e i 20 minuti. Poco prima di scolarli, accendete il fuoco sotto la padella del condimento. 5. Una volta cotti, scolate i pici trasferendoli direttamente nella padella del sugo e fate insaporire qualche minuto, facendoli saltare a fiamma vivace girando di frequente. 6. Servire immediatamente. Buon appetito!
Leggi Altro
Ogni anno moltissime persone scelgono l’Italia come location per il proprio matrimonio e la Toscana è una delle destinazioni più gettonate del Paese per sposarsi! Se anche tu sogni di celebrare e festeggiare il tuo matrimonio tra le splendide e dolci colline della regione, ma non sai come organizzarti o cosa fare, questo articolo fa per te. Qui di seguito troverai alcuni consigli per trasformare il tuo matrimonio da sogno in Toscana in realtà!
Leggi Altro
paypal
ideal
diners
wire-transfer
visa
mastercard
amex
paylib
sofort
stripe
klarna