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Secondo TasteAtlas, la cucina greca è al 2° posto tra le migliori cucine del mondo (preceduta solo da quella italiana). È un riconoscimento che riassume perfettamente l’essenza di questa nazione: la gastronomia greca è caratterizzata da una semplicità apparente, ma si fonda su ingredienti di alta qualità e una rigorosa attenzione alla stagionalità. La cultura del cibo in Grecia celebra la convivialità e il legame con il territorio, creando un'esperienza culinaria che va ben oltre il semplice pasto. Per chi sta pianificando una vacanza indimenticabile, c'è un dato che brilla particolarmente: Creta è stata eletta da TasteAtlas come la terza destinazione gastronomica al mondo. Questo primato non è frutto di tendenze passeggere, ma è il risultato di una tradizione culinaria autentica, radicata nei ritmi quotidiani della vita cretese. Qui, i visitatori possono immergersi in piatti ricchi di sapore, preparati con ingredienti freschi e locali, come l'olio d'oliva di alta qualità, le olive, i formaggi e i vini pregiati. Un mosaico millenario: storia e influenze della cucina greca La cucina greca è tra le più antiche d’Europa e si è evoluta nel tempo come un vero e proprio mosaico, influenzato dal clima marittimo, dalla geografia delle sue isole e dalle rotte commerciali che hanno attraversato il Mediterraneo. Fin dall’antichità, l’alimentazione ruotava attorno alla “triade” di grano, olio d’oliva e vino, arricchita da legumi, pesce fresco, verdure di stagione, erbe spontanee e latticini di alta qualità. Tuttavia, mangiare in Grecia non è mai stato solo un atto di nutrimento: è sempre stato un rito che celebra la comunità e l’identità culturale, un aspetto che si riflette ancora oggi nelle taverne e nei pasti familiari. Attraversando secoli di storia, la tavola greca ha assorbito numerose influenze, senza mai perdere la sua caratteristica identità. Le spezie e la frutta secca provenienti dal Levante e dal mondo persiano hanno arricchito i sapori, mentre l'eredità romana e bizantina ha perfezionato tecniche di panificazione e conservazione, insieme a una tradizione casearia ricca e variegata. Durante il periodo ottomano, sono emerse specialità come i meze e i dolci: i meze sono una selezione di piccole portate servite come antipasti, che possono includere un'ampia varietà di piatti, da olive marinate a involtini di foglie di vite farcite, creando un'esperienza culinaria condivisa e conviviale. I dolci, arricchiti con pasta fillo e sciroppi, raccontano storie di scambi culturali, mentre il noto tzatziki, una fresca salsa a base di yogurt, cetrioli e aglio, trae il proprio nome dall’etimologia turca “cacik”, evidenziando così l’influenza ottomana. Le isole greche, in particolare, hanno assimilato influenze veneziane e italiane, conferendo loro sfumature e vocaboli peculiari. Il pastitsio, ad esempio, è un piatto che oggi rappresenta un classico della cucina greca, ma le sue origini si intrecciano con la tradizione culinaria mediterranea, combinando strati di pasta, carne macinata e besciamella in un’armoniosa fusione di sapori. Il risultato è una cucina facilmente riconoscibile: l’olio d’oliva è il protagonista indiscusso, gli ingredienti locali sono in primo piano, le erbe aromatiche arricchiscono ogni piatto e la convivialità è al centro di ogni esperienza gastronomica. Ogni boccone racconta una storia di tradizioni secolari, di terre e di mari, offrendo un viaggio sensoriale che stimola il palato e risveglia l’anima. Ingredienti greci: prodotti simbolo, storia e qualità Il vero punto di forza della cucina greca non risiede nella complessità, ma nella straordinaria qualità degli ingredienti. Quando l’olio d’oliva è genuino, il pomodoro è fresco e di stagione, e il formaggio è scelto con cura, anche il piatto più semplice diventa un'esperienza memorabile. L’olio d’oliva è il filo conduttore di quest’arte culinaria: non è solo un condimento, ma un elemento fondamentale della cultura greca. In molte regioni, in particolare a Creta, l’olio d’oliva costituisce la struttura stessa del sapore, un’essenza che permea ogni piatto e celebra il legame con la terra. Accanto all’olio, le olive, in particolare le celebri Kalamata, rappresentano la potenza della semplicità. Queste olive, carnose e intense, sono inconfondibili e offrono un'esplosione di sapore che arricchisce ogni tavola. Quando si parla di formaggi, la Grecia si distingue per una varietà sorprendente e affascinante. La feta, regina incontrastata, è storicamente un formaggio da conservazione in salamoia, e oggi è un ingrediente indispensabile non solo per la celebre insalata greca, ma anche per torte salate e ripieni. Accanto alla feta, troviamo formaggi come il kasseri, il kefalotyri e il manouri, ognuno con un carattere unico e un uso specifico che arricchisce la tradizione culinaria. Particolarmente degna di nota è la Graviera, uno dei grandi formaggi ellenici. A Creta, la Graviera Kritis è un simbolo di qualità: solitamente prodotta con latte ovino, talvolta arricchita con latte di capra, offre note aromatiche e robuste, perfette sia da gustare al naturale che in cucina. Non meno importante è la Graviera di Naxos, recentemente premiata come “miglior alimento” da TasteAtlas. Questa varietà si distingue per il suo profilo più burroso e delicato, grazie a una lavorazione che valorizza il latte vaccino. Infine, due ingredienti emblematici della Grecia contemporanea meritano di essere menzionati: lo yogurt greco, denso e cremoso grazie al processo di scolatura, è un protagonista versatile sia nei meze che nei dolci, dove si sposa magnificamente con miele e noci; e il pistacchio di Egina (Fystiki Aeginas), un esempio perfetto di come la Grecia riesca a trasformare un territorio specifico in un gusto distintivo e riconoscibile, ricco di storia e tradizione. Questi ingredienti non solo raccontano la storia della cucina greca, ma sono anche testimoni della cultura e dell'identità di un popolo che celebra il cibo come una forma d’arte e di convivialità. I grandi classici: sapori greci tra taverna e vita quotidiana La cucina greca gode di una popolarità mondiale che si riflette anche nei suoi piatti iconici, facilmente riconoscibili ma indimenticabili quando preparati con maestria. Il gyros e il souvlaki, ad esempio, sono emblematici di una Grecia vivace e immediata, che si può gustare nei chioschi di strada e nelle taverne affollate. Il gyros, carne di maiale o pollo cotta su uno spiedo verticale e servita in un morbido pita con pomodoro, cipolla e salsa tzatziki, offre un'esplosione di sapori che cattura l’essenza della vita greca. Il souvlaki, d’altro canto, consiste in spiedini di carne marinata, spesso accompagnati da verdure e una salsa fresca, rendendolo un piatto versatile e perfetto per essere condiviso. La moussaka, con le sue stratificazioni di melanzane, carne macinata e una ricca besciamella dorata, è un piatto che risveglia ricordi di casa e di domeniche in famiglia. Ogni morso racconta una storia, con le melanzane che assorbono i sapori della carne e della salsa di pomodoro, mentre la besciamella conferisce una cremosità irresistibile che avvolge l’intero piatto. L’insalata greca, conosciuta come horiatiki, è quasi una dichiarazione d’intenti della cucina ellenica: pochi ingredienti, ma tutti indispensabili per una combinazione perfetta. Pomodori succosi, cetrioli freschi, cipolla rossa, olive Kalamata e feta si uniscono in un’armonia di colori e sapori, che risalta solo se la materia prima è di alta qualità. Ogni boccone è un assaggio dell'estate greca, ricco di freschezza e vitalità. Non possiamo dimenticare altre delizie come la spanakopita, una torta salata ripiena di spinaci freschi e formaggio feta, avvolta in croccante pasta fillo. Questo piatto è un perfetto rappresentante della tradizione culinaria greca, dove ogni strato di pasta racconta storie di abilità artigianale. I gemista, ortaggi ripieni di riso e spezie, portano in tavola il sapore della terra, mentre le horta, erbe spontanee condite con olio e limone, rappresentano la parte più autentica e mediterranea della Grecia. Cosa mangiare a Creta, la 3ª destinazione gastronomica al mondo secondo TasteAtlas. Che Creta sia riconosciuta da TasteAtlas come la terza destinazione gastronomica al mondo è un segnale inequivocabile: qui, la gastronomia non è semplicemente un contorno alla vacanza, ma rappresenta una delle motivazioni principali per partire. La cucina cretese incanta per la sua capacità di essere al tempo stesso semplice e straordinariamente ricca: pochi ingredienti, ma scelti con attenzione; piatti essenziali, ma intrisi di una profonda identità culturale. Uno degli elementi distintivi della cucina cretese è l'olio extravergine d'oliva, utilizzato con abbondanza e di altissima qualità. Grazie a questo, anche le verdure, i legumi e le preparazioni tradizionali, spesso considerate "povere", acquisiscono un sapore straordinario e unico. Non possiamo dimenticare le erbe selvatiche e la tradizione delle horta, che offrono un patrimonio di sapori freschi e amarognoli, difficilmente riscontrabili con la stessa intensità in altre parti del mondo. I formaggi cretesi, come la graviera e la myzithra (sia fresca che più stagionata), completano questa esperienza gastronomica, arricchendo i piatti tradizionali e le preparazioni delle taverne locali. Creta è irresistibile anche per il suo doppio volto culinario: in pochi chilometri si può passare dai sapori del pesce fresco della costa a quelli robusti dell’entroterra, dove legumi, stufati e piatti grigliati raccontano storie antiche. Ogni pasto qui è un'esperienza, arricchita da una convivialità innata: piatti condivisi, ritmi lenti, assaggi di vino locale e raki, rendono ogni momento attorno al tavolo un'opportunità per immergersi nella cultura cretese. Un ulteriore motivo per scegliere Creta e vivere l’isola "da dentro" è la sua accessibilità alla qualità gastronomica ogni giorno, senza la necessità di cercare eccezioni. La Grecia occupa il secondo posto mondiale nel panorama culinario, e Creta si distingue per la sua capacità di rendere la gastronomia parte integrante del viaggio. Mercati vivaci, panifici artigianali, piccoli produttori e taverne familiari arricchiscono l'esperienza culinaria, offrendo ingredienti freschi e locali. Per chi desidera assaporare la cucina tipica cretese senza spendere troppo, ecco alcuni consigli per MANGIARE LOW COST a Creta Optate per i beach bar, invece che per i ristoranti: Questi chioschetti offrono panini e insalate a prezzi più economici e con un servizio veloce, rispetto alle taverne cittadine, dove i tempi di attesa si allungano e i costi tendono a essere più elevati, soprattutto la sera. Ascoltate i consigli dei locali: È sempre una buona pratica, poiché sono pensati per farvi sentire a casa e desiderosi di tornare su quest'isola incantevole. Esplorate i mercati locali: a Chania, ma anche in altre cittadine, è possibile trovare prodotti freschi e genuini a prezzi accessibili. Optate per piatti tipici della cucina cretese: Ordinate ad esempio la famosa dakos, un'insalata a base di pomodori e pane secco, è un modo per gustare sapori autentici senza svuotare il portafoglio. Cercate taverne che offrono menù del giorno: Questo può rivelarsi un’ottima scelta, perché qui spesso si possono gustare piatti casalinghi a prezzi contenuti. In questo contesto, Posarelli Villas offre delle bellissime case vacanza a Creta, che rappresentano un ottimo punto di partenza per godere appieno non solo del mare, della cultura e della natura dell'isola, ma anche della sua straordinaria cucina. Avere una base comoda e autentica consente di esplorare l'isola con libertà, seguendo i sapori oltre le rotte più battute, tra villaggi dell'interno, spiagge sempre diverse e tavole che svelano la vera essenza di Creta. Se vi è venuta voglia di vistare la Grecia e Creta in particolare, vi suggeriamo di cercare la vostra casa ideale cliccando sul pulsante qui sotto: CASE VACANZE A CRETA
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In Toscana, la vendemmia è molto più di una raccolta di grappoli: è un rito memorabile che sa di mani robuste e di un territorio che pulsa sotto il sole e la brezza serale. I giorni di settembre, quando l’estate cede il passo all’autunno, trasformano le vigne in una scena di vita collettiva, dove lavoro, sapori e bellezza si intrecciano in una narrazione che attraversa secoli. In questo articolo troverai informazioni su questi argomenti: La vendemmia ieri La vendemmia oggi Il territorio e la viticoltura Vivere la vendemmia come visitatore Vacanze in autunno in Toscana Ma che cos’era la vendemmia un tempo e cos’è rimasto oggi delle tradizioni antiche? La vendemmia tradizionale La vendemmia ieri: una finestra sull’antica bellezza della Toscana L’arrivo della vendemmia era il periodo più atteso dai contadini: un marcato momento di bilancio dell’annata, segnato da fatica, rischi climatici e incertezza, ma anche da una gratificante sensazione di conquista. Condizioni meteo difficili, come inverni rigidi, estati aride o improvvise grandinate, potevano infatti compromettere l’intero lavoro. Il lavoro in vigna comprendeva una serie di attività: trattamenti alle viti, pulizia degli spazi tra i filari, monitoraggio delle malattie e gestione delle erbe infestanti. Al momento della raccolta, bigonce di legno, ceste e tinozze venivano trasportate sui carri trainati da buoi, e all’alba intere famiglie si mettevano al lavoro. In vigna si staccavano i grappoli con forbici o lame nette, si raccoglievano nelle ceste e si scaricavano nelle bigonce, poi si pigiavano a piedi nudi nelle tinozze. La vendemmia era una prova di fatica condivisa, dove anche il pranzo diventava rito: donne e famiglie portavano cibi a supporto della giornata, consolidando una tradizione di convivialità. Questa è la vendemmia di ieri: radici profonde, lavoro partecipato e una memoria che ancora oggi ispira chi visita la Toscana in cerca di autenticità enoturistica. La vendemmia moderna La vendemmia oggi: una sintesi equilibrata tra tradizione e tecnologia Le pratiche di raccolta si sono evolute verso la meccanizzazione, offrendo qualità costante, rapidità di raccolta e possibilità di operare anche di notte, con riduzione dei costi. Anche la pigiatura è diventata meccanica, e la tecnologia è sempre più presente in cantina. I progressi hanno reso le macchine precise e sicure, ottimizzando tempi e risorse pur mantenendo alti standard di qualità. Oggi i viticoltori sanno che l’equilibrio tra tradizione e innovazione è la chiave per un vino che sia espressione autentica del territorio, ma anche prodotto con efficienza e responsabilità. Pigiatura e pressatura possono essere meccanizzate, consentendo una estrazione delicata degli aromi senza spezzare la dignità del vino in divenire; la filtrazione mantiene limpidezza e purezza organolettica; le vendemmiatrici, capaci di aspirare gli acini o scuotere i rami, permettono raccolte rapide e più omogenee, specialmente in vigneti estesi o messi alla prova da condizioni climatiche mutevoli. La tecnologia non erige barriere tra chi lavora la terra e chi la vive come visitatore: al contrario, permette di custodire la qualità fin dall’inizio del processo, riducendo tempi e sprechi senza tradire l’anima del territorio. Vigne Toscane L’importanza del territorio nella produzione del vino Il clima toscano definisce il carattere del vino fin dalle sue radici: le brezze marine che soffiano tra le colline modulano le temperature estive, mentre inverni miti e estati soleggiate valorizzano una maturazione lenta e controllata. I vigneti scelgono posizioni strategiche, con pendii soleggiati e esposizioni orientate a est e a sud, che permettono una gradualità di sviluppo della maturazione e una conseguente acidità equilibrata. Un’altitudine moderata offre l’ideale equilibrio tra colore, struttura e freschezza, mentre la distanza dal mare mitiga i venti e contribuisce a preservare aromi delicati. La topografia collinare, con le sue microzone, genera variazioni climatiche preziose per la qualità: la luce del sole, filtrata dalle chiome delle viti, modella profili aromatici complessi e le escursioni termiche tra giorno e notte affinano tannini e struttura. La varietà dell’uva toscana è la chiave di lettura di ogni vigneto: il Sangiovese, cuore dei vini Chianti, esprime eleganza e longevità, mentre i bianchi come Trebbiano e Vernaccia regalano mineralità e vivacità; Vermentino e altre varietà autoctone aggiungono freschezza e sapidità. Ogni vigneto riflette una geografia unica, dal Chianti alle colline della Maremma, e le esposizioni differenti permettono profili di gusto distinguibili legati al terreno. La composizione del suolo, argilloso o sabbioso, condiziona la struttura del vino e, nel complesso, clima, esposizione e varietà collaborano per creare vini longevi e aromatici. In Toscana viticoltura e paesaggio convivono per raccontare una storia di bellezza e territorio, la cui profonda conoscenza, affinata nel tempo, permette agli agricoltori di adattarsi a cambiamenti climatici e di offrire al visitatore un panorama di vini che raccontano una geografia, una cultura e una convivialità che resiste al passare degli anni. Vivere la vendemmia come visitatore La Toscana offre, a chi desidera immergersi in questa stagione, occasioni uniche per toccare con mano la magia della vendemmia. Immaginate di camminare tra filari che si disegnano contro il rosso e l’oro dell’orizzonte autunnale, di partecipare a una raccolta guidata da esperti che condividono tecniche e segreti del mestiere, oppure di fermarvi a tavola in una cantina accogliente dove vi raccontano la storia di quel vino, dal grappolo al bicchiere. Il tempo di una visita può trasformarsi in un soggiorno completo: soggiornare in una casa rurale o in un agriturismo toscano permette di vivere l’esperienza dall’interno, di osservare i lavori di cantina, di partecipare a degustazioni costruite su percorsi sensoriali e di riscoprire l’unità tra terra, uomo e tavola. Per maggiori informazioni su come poter partecipare a una vendemmia in Toscana, consultate il sito www.movimentoturismovino.it. Una Villa in Toscana Perché scegliere una casa vacanza in Toscana in autunno Se state pensando di prenotare una casa in Toscana per questo autunno, preparatevi a vivere un’emozione autentica: non solo osservare, ma assaporare la vendemmia da una vicinissima prospettiva di visitatore. Ecco perché: Atmosfera autentica: settembre e ottobre creano una cornice di luci morbide, profumi di mosto e di vigneti che iniziano a spegnersi in attesa della maturità definitiva. Connessione con la tradizione: la possibilità di assistere a momenti di vendemmia reale, magari con una cena conviviale a base di prodotti locali, rende la vacanza non solo visiva ma esperienziale. Opportunità enoturistica: visite guidate in cantine, incontri con i produttori, degustazioni verticali e percorsi di abbinamento cibo-vino permettono di conoscere i vini toscani in profondità. Comfort e stile di vita: una casa in campagna consente di vivere l’autunno toscano a ritmo umano, godendo di panorami suggestivi, privacy e di una gastronomia che celebra la stagione. Se cercate una casa in affitto durante il periodo della vendemmia, visitate la nostra scelta di ville in zone vinicole in Toscana:VILLE IN ZONE VINICOLE
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Se siete stanchi di affittare la solita splendida ma impersonale villa per le vacanze, se state cercando una soluzione caratteristica, che evochi la tradizione del luogo e che racchiuda nelle sue mura secoli di storia questo articolo fa per voi. Per la vostra prossima vacanza in Puglia prenotate un Trullo. Il trullo è un tipo di costruzione conica in pietra a secco tradizionale della Puglia centro-meridionale. I trulli possono essere composti da un vano semplice (modulo unitario), oppure dall'accostamento di più ambienti (moduli), che in genere vengono aggiunti per gemmazione attorno al vano centrale. L'unità costruttiva modulare del trullo presenta una pianta di forma circolare, sul cui perimetro si imposta la muratura a secco di spessore molto elevato. Il grande spessore delle murature, unito al ridottissimo numero e dimensionamento delle aperture ne assicura un'elevatissima inerzia termica, il che garantisce una buona conservazione del calore all'interno durante l'inverno e le giornate più fredde, così come in estate attenua i picchi della temperatura esterna. Il Trullo nasce come una tipica costruzione contadina in cui potevano trovare riposo coloro che lavoravano i campi. Erano ambienti semplici e spogli. I trulli che vi proponiamo oggi però sono leggermente diversi, tradizione si ma senza rinunciare ai comfort: dal trullo con piscina privata, a quello con idromassaggio. Scoprite la nostra selezione di Trulli Vacanza. TRULLO SANTO STEFANO Trullo Santo Stefano è una splendida tenuta tradizionale con un trullo restaurato con cura, situata vicino al paese di San Michele Salentino. Il trullo è arredato in stile pugliese e garantisce un ambiente tranquillo. L'area esterna è verde e rigogliosa: qui troverete arbusti e piante tipici della vegetazione mediterranea. Potrete godere di assoluta privacy e la proprietà è circondata da un ettaro di ulivi! TRULLO OAK Trullo Oak è una meravigliosa villa in affitto per vacanze in Puglia, situata in una posizione rialzata nelle campagne della città di Martina Franca. Gli ambienti interni sono sobri e curati, l’arredamento è minimale e mette in risalto i magnifici soffitti a volta con pietre a vista. All’esterno il Trullo dispone di una grande veranda coperta al lato della piscina e di varie zone relax con sedute in pietra. La posizione centrale di Trullo Oak vi consentirà di raggiungere comodamente le principali località della zona come Martina Franca, Ostuni e Locorotondo o di stare al mare sulle belle spiagge dello Ionio e dell’Adriatico. © Rebecca Taizzani
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San Casciano dei Bagni è un piccolo gioiello della campagna senese: castelli, borghi come Celle sul Rigo e Palazzone, tradizioni gastronomiche ( i pici nascono proprio qui) , calanchi, ben quarantadue sorgenti termali ad una temperatura di 40 gradi . Ma tutto ciò non sembrava essere abbastanza per il bellissimo paese Toscano, l’8 novembre tra le pietre del Bagno Grande è stata effettuata una delle scoperte più importanti dopo i Bronzi di Riace: il ritrovamento di 24 statuette e migliaia di monete. Divinità, matrone, fanciulli e imperatori sono solo alcuni dei soggetti delle statuette che hanno dormito serenamente per 2300 anni nell’acqua bollente delle vasche sacre di San Casciano dei Bagni. DOVE ? Le statue sono state rinvenute nella Vasca Sacra o Santuario Ritrovato del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni. Il santuario, concepito in epoca primo-imperiale, è costituito da un portico , una vasca, una sorgente su diversi livelli ed un arco centrale. Il luogo, è un punto di interesse archeologico da ormai svariati anni ( si trova citato in studi risalenti al 1800 ) . Gli scavi archeologici che hanno portato alla recente scoperta iniziarono nell’estate del 2020 ed hanno visto il susseguirsi diverse campagne.                                                                                                                                                                                                                   Crediti foto Ministero della Cultura                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    COSA?Durante la 6 campagna di scavi sono state rinvenute dal fondo della vasca 24 capolavori di toreutica databili tra il secondo ed il primo secolo a.c e cinquemila monete in oro, argento e bronzo. Le statue furono realizzate al vero o secondo i canoni della cosiddetta mensura honorata, cioè alte tre piedi romani (l’equivalente di circa un metro), e raffigurano le divinità venerate nel luogo sacro assieme agli antichi dedicanti. Le statue, dedicate alla divinità della fonte ed in perfetto stato di conservazione , oltre ad essere un tesoro dal valore inestimabile sono una testimonianza ( grazie alle incisioni in latino ed etrusco) della coesistenza della civiltà etrusca e romana in quel periodo : coesistenza che al di fuori del santuario  prendeva il nome di conflitto. I ritrovamenti sono quindi una testimonianza di un contesto multiculturale e plurilinguistico assolutamente unico, di pace, circondato da instabilità politica e guerra. Le statue erano presumibilmente posizionate sul bordo esterno della grande vasca sacra e ancorate sugli eleganti blocchi in travertino. A più riprese poi, le statue furono staccate dal bordo della vasca e depositate sul fondo. Si deduce quindi che non si trattò di uno scarico di materiale sacro nell’acqua calda, ma di una deposizione rituale, mediata con la divinità. Gli atti votivi proseguirono fino al IV secolo d.C. con la deposizione di quasi seimila monete (in argento, bronzo e oro). Solo agli inizi del V secolo d.C. il santuario venne smantellato e chiuso.Crediti foto Ministero della Cultura  CHI? Lo scavo è stato coordinato dal prof. Jacopo Tabolli dell’Università per Stranieri di Siena e diretto sul campo dal dott. Emanuele Mariotti per conto del Comune di San Casciano dei Bagni; la tutela è stata diretta dalla Dr.ssa Ada Salvi della Soprintendenza di Siena Grosseto e Arezzo. La campagna di scavo è stata integralmente finanziata dal Comune di San Casciano dei Bagni e si è avvalsa del contributo di società e fondazioni internazionali (Ergon, Heureka Ambiente, Vaseppi Trust, Fondazione Friends of Florence, Max Ulfane). La conservazione e il restauro sono condotte dalla Dott.ssa Wilma Basilissi dell’Istituto Centrale del Restauro in collaborazione con la Dott.ssa Pozzi della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo. Il Nucleo Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale di Firenze ha inoltre coadiuvato la direzione scientifica dello scavo nelle operazioni di sicurezza del cantiere di scavo e dei reperti.                                                                                                                                                                                                                  Crediti foto Ministero della Cultura                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          PERCHÈ?Vi abbiamo parlato di questa sorprendente scoperta perché a breve sarà aperto un museo dove potranno essere visionati i reperti archeologici , occasione imperdibile. La buona notizia? Abbiamo diverse strutture a pochissimi chilometri da San Casciano dei Bagni dove potrete rilassarvi dopo una giornata all’insegna della scoperta e della cultura. Se volete alloggiare quasi nel centro di San Casciano vi consigliamo la nostra Villa Gualchiere e Villa Danilo che si trovano solo a due chilometri. Se invece anche una distanza maggiore non è un problema per voi ( stiamo parlando di 4 km) vi consigliamo Villa Lucarella.Prenotate con noi per venire ad ammirare questa scoperta unica, in grado di riscrivere la storia dell’arte antica e con essa la storia del passaggio tra Etruschi e Romani in Toscana.  Crediti foto Ministero della Cultura  Vi aspettiamo    © Rebecca Taizzani
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Sulle pendici del Montalbano si erge un piccolo paesino chiamato Vinci. Nelle sue strette vie venne alla luce un uomo ( che chiamare uomo è diminutivo) che rivoluzionò le arti figurative , la storia del pensiero e la scienza.Figlio illegittimo di un Notaio, il ragazzo iniziò presto ad interessarsi all’arte: all’età di 17 anni era già iscritto alla Compagnia dei Pittori fiorentina. Fu scolaro del grande Verrocchio ma nei suoi lavori era evidente l’influenza della scuola dei Pollaiolo.Nel mentre si destreggiava come musico alla corte di Lorenzo Il Magnifico, illustrava le sue idee per opere architettoniche a Ludovico il Moro e lavorava come pittore e scenografo per gli Sforza.Il genio dalle mille sfaccettature si chiamava Leonardo e noi siamo orgogliosi di parlarvi della sua città natale. LA CITTÀ Vinci è un comune italiano di 14 576 abitanti della città metropolitana di Firenze in Toscana. È situato sul Montalbano, massiccio collinare ricco di vigneti e oliveti e di terrazzamenti sorretti da caratteristici muri a secco. La parte più antica di Vinci presenta una pianta a forma di mandorla, insolita in questa zona della Toscana. Vista dall'alto, fa pensare a un'imbarcazione a due alberi (dove i due alberi sarebbero la torre della Rocca dei Conti Guidi e il campanile della chiesa di Santa Croce). Il centro storico del borgo leonardiano è noto, per questo motivo, anche come “Castel della Nave”. Il borgo nel suo piccolo offre attrazioni ed eventi imperdibili a tutti i suoi visitatori.La visita della “Città di Leonardo” inizia da Piazza dei Guidi e dalla terrazza con la grande scultura in legno dell’Uomo Vitruviano, uno dei suoi disegni più conosciuti. Vediamo adesso cosa altro potete fare in una giornata a Vinci! LE ATTRAZIONI Biblioteca Leonardiana: La nascita della Biblioteca Leonardiana risale ai primi del Novecento ed è legata strettamente alla figura di Gustavo Uzielli, uno dei maggiori studiosi di Leonardo da Vinci della seconda metà dell’Ottocento. I suoi sforzi e quelli dell’Amministrazione di Vinci, per la costituzione di una Biblioteca Vinciana nella città natale di Leonardo, si realizzarono nel 1928, anche a seguito dell’acquisizione da parte del Comune di Vinci del fondo leonardiano della biblioteca privata di Gustavo Uzielli. Negli ultimi decenni la Biblioteca Leonardiana si è andata sempre più configurando come centro non solo documentario, ma anche di informazione bibliografica per gli studi leonardiani attraverso Bibliografia Internazionale Leonardiana (BIL), che aggiorna sistematicamente il repertorio bibliografico delle opere di e su Leonardo da Vinci e include bibliografie tematiche, alcune delle quali dedicate a protagonisti degli studi leonardiani. Oggi la Biblioteca raccoglie circa 22 mila opere di e su Leonardo ed è possibile visionare numerose riproduzioni in facsimile di tutti i suoi manoscritti e disegni e tutte le opere a stampa a partire dalla prima edizione del Trattato della pittura del 1651. La struttura è aperta al pubblico quotidianamente per la consultazione e il prestito, la Biblioteca è anche visitabile su prenotazione per scuole e gruppi che potranno così scoprire da vicino l’opera manoscritta di Leonardo riprodotta come dal vero.  Museo Leonardiano di Vinci: L’idea di dedicare un museo a Leonardo nacque nel 1919 in onore del quarto centenario per la sua morte. In quel periodo il Castello dei Conti Guidi fu donato al comune di Vinci ed iniziarono i restauri . Nel 1953 il museo era pronto all’apertura, ma condivideva ancora gli spazi con la biblioteca Leonardiana. Dal 1986 al 2010 furono effettuati una serie di lavori di ristrutturazione ed ampliamento: oggi il museo si estende all’interno della palazzina Uzielli, nel Castello dei Conti Guidi e nella Villa il Ferrale. Ogni spazio ospita opere diverse, raggruppate per tematica:1. In Palazzina Uzielli la videoinstallazione "La meccanica di Leonardo" introduce il visitatore alla tematica principale cui è dedicata la collezione: Leonardo tecnologo e ingegnere. Il percorso prosegue con le sezioni dedicate alle macchine da cantiere, alla tecnologia tessile, agli orologi meccanici e agli studi anatomici.2. Nel Castello, antica dimora della famiglia Guidi, trovano spazio macchine e modelli che documentano gli interessi di Leonardo per la guerra, l'architettura, la meccanica e il volo.3. La villa il Ferrale ospita la sezione "Leonardo e la pittura" riunendo in un’unica sede le riproduzioni di tutti i dipinti e di alcuni tra i più significativi disegni realizzati da Leonardo. La Casa Natale di Leonardo: Chiamata anche Casa di Anchiano è raggiungibile sia in auto che in pullman, la Casa natale è collegata al borgo anche dalla Strada Verde, un antico sentiero di circa 3 km percorribile a piedi. La Casa ospita parte del percorso espositivo che invita a scoprire i luoghi e gli scenari che per primi ispirarono l’opera di Leonardo. Per non perdervi nessuna attrazione di Vinci soggiornate nella nostra Casa Lionardo: a soli 150 metri dalla Casa natale di Leonardo citata sopra, questa villa con piscina privata è una location unica nel suo genere. Lo sapevate che durante i periodi in cui non viene affittata è la sede delle manifestazioni culturali per la celebrazione del Genio Leonardo?   © Rebecca Taizzani
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LaGrecia non è solo una meravigliosa destinazione per trascorrere le vacanze estive, è un Paese con una storia unica e un patrimonio artistico da scoprire per partire all'insegna di un tuor culturale! Musei, siti archeologici, templi e ritrovamenti antichi sono ovunque e non è facile scegliere quali (non) meritino una visita. Alcuni di essi sono stati riconosciuti come patrimonio dell'umanità dall'UNESCO per la loro grandissima importanza storica e artistica. Perché non pianificare un tour di visite ai Siti Patrimonio dell'Umanità nel tuo prossimo viaggio? Leggi la nostra classifica dei 7 luoghi migliori da vedere durante il tuo tour in Grecia e i nostri suggerimenti su dove soggiornare! 1)L'Acropoli Nel cuore di Atene vi è una grande collina che sovrasta l'intera città, sulla cui cima troverete magnifici monumenti. L'Acropoli di Atene è la più rinomata e il più grande santuario della città, costruito nel V secolo a.C. . Comprende vari monumenti importanti come il Pantheon, la Propylaia, l'Erechteion e il Tempio di Athena Nike, i quali rappresentano le costruzioni più iconiche dell'Antica Grecia. Dedicata a Athena Polias, l'Acropoli era un luogo dedicato al culto degli dei e alla politica: da vedere assolutamente almeno una volta nella vita. 2) La Città Vecchia di Corfù L'antica città di Corfù fu fondata nell'VIII secolo a.C. ed è uno dei centri principali dell'Isola, oltre ad essere la capitale delle Isole Ionie. Si presenta con una grande fortificazione e un bellissimo porto, punto focale nel commercio marittimo antico. Il mix di civiltà e culture che hanno influenzato lo sviluppo della città la rende unica nel suo genere e leggermente "italiana": la dominazione Veneziana ha avuto un grande impatto! Cammina nelle viuzze della città, ammira il fascino delle costruzioni in pietra e rilassati a Corfù, meglio ancora se in una delle nostre ville per vacanze, come Villa di Giovanni ! 3) Meteora Meteora è una località nella Pianura di Thessaly, che ospita un sito unico composto da numerosi monasteri a 400 mslm. Non è solo un luogo dedicato alla religione cristiana e ai pellegrini, ma anche uno dei posti più fotogenici (e Instagrammabili!) dell'intera Grecia, grazie alla sua speciale architettura. Questa "Foresta di Pietra" è un luogo spirituale dotato di una bellezza senza tempo e immerso in un magico paesaggio: non perdertelo! 4) Il Sito Archeologico di Delphi Il bellissimo Sito Archeologico di Delphi è ubicato vicino al Monte Parnasso ed è stato dimora dei più famosi oracoli della Grecia Antica. Ospita due affascinanti santuari, dedicati ad Apollo e ad Atena, e rappresentava il centro di culto religioso, culturale e sportivo dei tempi antichi. Delphi, infatti, era considerata il "Centro del Mondo"! 5) La Cittadina Medievale di Rodi La Città Vecchia di Rodi è un luogo di incontaminata bellezza. Posizionata nel cuore dell'isola, è stata ampiamente influenzata dall'arrivo di alcuni cavalieri appartenenti all'Ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme nel XIV secolo, che hanno introdotto alcuni dettagli bizantini alle loro architetture gotico-rinascimentali. 6) Il Santuario di Askelopios a Epidaurus Epidaurus è ubicata in una splendida valle nel Peloponneso ed è stato uno dei centri di guarigione più importanti del Mediterraneo. Il sito include più di 200 lazzaretti e le persone arrivavano qui dalle più lontane terre per ricevere cure per lo spirito, il corpo e l'anima. Epidaurus è ricco di antichi templi e altari, fra i quali il famoso Santuario di Askelopios, una testimonianza di valore inestimabile di arte greca, considerato il luogo di nascita della medicina. 7) Il Sito Archeologico di Olympia Questo è forse uno dei siti archeologici più conosciuti al mondo. Olimpya è la città in cui si svolsero i primi Giochi Olimpici e il magnifico stadio è ancora visibile. Ubicato nella parte Occidentale del Peloponneso, fu un importante centro religioso e atletico dedicato al culto di Zeus.
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Tra la natura brulla e il mare cristallino della Sicilia, isola italiana famosa per la sua ricchezza di testimonianze storiche e culturali, vi è un luogo che lascia chiunque vi si addentri senza fiato. Stiamo parlando della magnifica Valle dei Templi di Agrigento, un museo archeologico a cielo aperto riconosciuto patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1998. L'area archeologica si estende per 1300 ettari ed è il ricordo della città che anticamente dominava la collina su cui era costruita: Akragas, il nucleo principale della futura Agrigento. La città raggiunse il suo splendore nel V secolo a.C. ed era una colonia greca, come si può ben notare dal suo stile artistico e architettonico. La Valle dei Templi racchiude alcune delle più importanti testimonianze di arte e cultura classica greca e ci racconta una storia millenaria attraverso i suoi resti. La città di Akragas visse molte vicissitudini ed era sempre sotto il mirino straniero per la sua importante posizione strategica sul Mar Mediterraneo. Fu conquistata dai Cartaginesi nel 410 a.C. che la rasero al suolo e poi dai Romani qualche secolo più tardi, che restituirono alla città un nuovo splendore, battezzandola Agrigentum. Scopriamo insieme quali sono i più importanti siti da vedere assolutamente durante la vostra visita alla Valle dei Templi. La zona archeologica della Valle dei Templi ospita un totale di 8 templi, alcuni dei quali conservati molto bene. 1. Tempio dei Dioscuri Chiamato anche tempio di Castore e Polluce. In realtà il tempio sorge all'interno del santuario delle divinità ctonie ed è quindi probabile che sia stato edificato in onore delle divinità della terra (Demetra, Persefone, Dioniso) e non dei Dioscuri. 2. Tempio di Zeus Era uno dei templi più grandi al mondo, paragonabile al famoso Partenone di Atene. Occupava le dimensioni di un campo da calcio e poteva ospitare fino a circa 42.000 persone. Ora rimangono solo i basamenti di questo magnifico tempio, ma vi è un modello della sua ricostruzione nel Museo Archeologico di Agrigento che può dare l’idea di come doveva essere ai tempi la sua architettura. 3. Tempio di Eracle O tempio di Ercole, che nell’antica Akragas era il culto maggiore. Questo è uno dei templi più antichi della Valle e fu distrutto da un terremoto, infatti ora possiamo osservare solo otto delle sue originarie colonne. 4. Tempio della Concordia È il tempio meglio conservato e simbolo della Valle dei Templi, costruito verso il 480 a.C. per onorare Zeus. Era un tempio unico nel suo genere e fu mantenuto intatto perché convertito nel VI secolo d.C in chiesa cristiana. La sua particolarità erano i Telamoni: giganti in pietra rappresentanti Atlante, alti quasi otto metri che sorreggevano il tetto del tempio, figurativamente la volta celeste. Si può osservare una copia di un Telamone alla Valle, mentre l'unico originale, il Telamone dell'Olympeion, insieme ai resti di altri tre, si trova al Museo Archeologico di Agrigento. 5. Tempio di Giunone O di Hera Lacinia, era il tempio in cui si celebravano le nozze. Simile architettonicamente al Tempio della Concordia, sono rimasti basamenti e alcune colonne intatti. Il tempio era alto circa 20 metri e circondato da 34 colonne. Fu costruito attorno al 450 a.C. e poi distrutto dai Cartaginesi quando presero possesso della città. Gli altri tre templi, meno famosi, ma non trascurabili, sono: 6. Il Tempio di Efesto 7. Il Tempio di Demetra 8. Il Tempio di Asclepio (Dio della Medicina) utilizzato per accogliere i malati. Le altre zone della Valle dei Templi a cui fare particolare attenzione, da scorgere tra un tempio l’altro, sono varie e di seguito elencate: - Necropoli: si estende sulla strada per arrivare al Tempio della Concordia ed è ancora ben conservata, mantenendo la sua caratteristica forma dei loculi. - Le zone dell’Agorà, che era sviluppava su più terrazzi ed era il centro della vita pubblica, in cui si scorgono il Bouleuterion (la “Sala del Consiglio”) e l'Oratorio di Falaride. - Il giardino della Kolymbetra, un giardino ricco di piante e agrumi gestito dal FAI (Fondo per l’ambiente italiano) Da non perdere, per i veri amanti della storia e dell’archeologia, una visita al Museo Archeologico, dove sono conservati in ottimo stato tutti i reperti quali anfore, mosaici e statue che sono stati ritrovati nella Valle dei Templi e nelle zone circostanti. La Valle dei Templi può essere visitata anche di notte, per una gita suggestiva e ricca di emozioni! Inoltre, soprattutto nella stagione estiva, può essere più piacevole una visita in ore meno calde. L’orario di arrivo ottimale è quello attorno le 18:30, per poter ammirare uno splendido tramonto con i templi come sfondo. Cosa aspetti a prenotare un viaggio alla Valle dei Templi di Agrigento? Questo importante sito archeologico è raggiungibile dalle nostre splendide ville per vacanze in Sicilia, come Villa Agorà, Villa Camemi e Villa Dimora Pura
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Dopo aver visitato il centro storico di Corfù, ammirato i suoi edifici in stile veneziano e i deliziosi vicoletti, ciò che devi fare è lasciarti indietro tutto e avviarti su una strada in mezzo alla natura. Una volta arrivato in cima ad una verde collina ti troverai di fronte a un'imponente costruzione bianca circondata da statue in stile classico e colonne. Sul cancello leggerai una scritta dorata: "Achilleion". Scopri di più su questa imperdibile attrazione a Corfù e organizza la tua visita! In realtà, questo non è un comune palazzo. Qui, l'Imperatrice d'Austria Elisabetta, conosciuta meglio come Sissi, trascorse le sue vacanze e vi si rifugiò per scappare dalle ferree regole della corte Viennese. Trovò a Corfù il posto ideale in cui rilassarsi, distaccandosi dalla stressante vita imperiale e decise di cercare una villa con un'incredibile vista panoramica sul Golfo di Corfù. La villa fu poi demolita per fare spazio ad un imponente edificio in stile pompeiano costruito dall'architetto italiano Raffaele Caritto. Dovevano essere presenti statue, colonne e affreschi per ricreare l'atmosfera dell'Antica Grecia, molto amata dall'Imperatrice. La decorazione del palazzo fu interamente concepita dalla stessa Sissi, che decise di abbellire i giardini con siepi, sentieri e fontane. Per garantire privacy, la proprietà ricopriva 80 ettari di terreno e aveva anche un accesso segreto al mare. Completata interamente nel 1891, fu chiamata "Achilleion" in onore dell'eroe omerico Achille. Infatti, nel giardino era presente una statua scolpita da Gustav Herter di Achille morente nell'atto di rimuovere la freccia dal suo tallone. Uno dei più caratteristici elementi rimane comunque il peristilio delle Muse, un portico in stile ionico decorato con le statue delle nove Muse e delle tre Grazie. Nel 1898, Sissi fu uccisa e il suo palazzo passò nelle mani di sua figlia. Lei si apprestò a venderlo a Kaiser Guglielmo II, un grande amante dell'Antica Grecia. Egli rimpiazzò la statua di Achille con un'altra che mostra l'eroe in posizione vittoriosa, che meglio si adattava allo spirito espansionistico della Germania in quel periodo. Negli anni, il palazzo ebbe parecchie vicissitudini: durante la Prima Guerra Mondiale fu un ospedale militare, durante la Seconda diventò quartier generale nazista. Tra gli anni Sessanta e Settanta fu sede di un casinò: sapevi che le scene di James Bond in "Solo per i Tuoi Occhi" furono girate qui? Dagli anni Ottanta, l'Achilleion diventò un meraviglioso museo da visitare a Corfù. I visitatori possono entrare nel palazzo, camminare nei giardini e ammirare le lussuose stanze che ancora sono arredate con la mobilia scelta da Sissi e Guglielmo II. L'Achilleion è una splendida costruzione in cui la Famiglia Reale Austriaca ha lasciato molti oggetti personali e una visita è sempre incredibilmente interessante. Inoltre, il bellissimo giardino e il suo portico sono il luogo perfetto per scattare qualche fotografia! Prenota la tua vacanza a Corfù e organizza una visita al Palazzo Achilleion! Dai un'occhiata alla nostra selezione di ville sull'Isola, come Villa Jewel, Beach Villa Blue o una delle altre proprietà a Corfù! © Alice Pilastri
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Sapevi che nel cuore della Toscana si trova un meraviglioso percorso naturalistico che ripercorre le tracce di Leonardo da Vinci? Passando da Vinci, Anchiano e Montevettolini, ovvero dai luoghi natali dell'artista, il sentiero Leonardino è stato creato traendo ispirazione da un disegno di Leonardo del 1473, che raffigurava una veduta dall’oratorio di Santa Maria della Neve. I percorsi sono due: uno è il sentiero alto, che passa per il crinale del Montalbano ed è lungo 17 km, mentre il sentiero basso attraversa il Padule e prosegue per un totale di 19 km. Passando per alcuni dei luoghi più belli della campagna toscana, questi sentieri permettono di scoprire bellezze nascoste e paesaggi da sogno, spesso ignorati dagli itinerari più conosciuti. Ideali per persone di tutte le età, possono essere percorsi a piedi in 5-6 ore o in mountain bike in 2-3 ore. Vuoi saperne di più? Scopri subito le caratteristiche del Leonardino e organizza subito il tuo tour sulle tracce del genio toscano! Il primo percorso attraversa alcuni luoghi dal forte valore storico. Si parte da Anchiano, dove si trova la casa natale di Leonardo: qui vi nacque il 15 aprile 1452 e la casa restò in possesso della famiglia Da Vinci fino al 1624. Percorrendo la strada che prosegue verso Sant’Amato, si incrocia il Sentiero degli Antichi Mulini e i resti di un muro del Barco Reale, ovvero la costruzione voluta dai Medici per proteggere la selvaggina del Montalbano. Si arriva quindi alla Costareccia, luogo in cui si trovava una delle proprietà della famiglia, per poi proseguire in direzione Orbignano. In questo piccolo paesino si trova la Chiesa di Santa Maria al Pruno, che conserva una statua lignea della Madonna che, secondo una leggenda, fu ritrovata abbandonata in mezzo ai rovi dopo un furto. Il percorso continua verso Lamporecchio, dove potrai visitare la Pieve di Santo Stefano e vedere la meravigliosa pala in terracotta del 1524, realizzata da Giovanni Della Robbia. Si arriva poi a Larciano, paesino dominato dalla torre di una rocca castellana, si passa per il borgo medievale di Cecina e si raggiunge, infine, Montevettolini. In questa località, i Medici costruirono nel 1597 una villa che troneggia su tutta la vallata. Il secondo percorso, che più valorizza le bellezze naturali del luogo, inizia sempre dalla casa natale di Anchiano per poi continuare verso la Chiesa di Santa Lucia, considerata da alcuni il luogo di battesimo di Leonardo. Da qui, si prosegue verso la Torre di Sant’Alluccio, dove il santo creò un ospizio per pellegrini durante in Medoevo e da cui si gode di una splendida vista del Valdarno e della piana di Pistoia! Sulla strada del crinale, si trova anche l’Abbazia di San Baronto, che nel Medioevo fu un importante luogo di sosta per pellegrini. Proseguendo, si incontrano anche i resti del Barco Reale, una meravigliosa bandita di caccia voluta dai Medici fra il XVI e il XVII secolo, dove la selvaggina veniva allevata e custodita. Il muro era intervallato da cancelli e chiuse a cateratte e ancora oggi si può vedere una delle cateratte per il deflusso dell’acqua. E' un luogo splendido, assolutamente da non perdere! Da vedere anche la chiesa di Santa Maria Assunta a Faltognano e la Cappella del Barco costruita nel 1624, che si trovano nei pressi di questo sentiero. Infine, si giunge a Montevettolini, dove potrai innamorarti della bellezza della Villa Medicea. Sei pronto per il tuo itinerario sulle tracce di Leonardo da Vinci Prenota subito una delle nostre proprietà nei pressi di Vinci, come Nicola, Il Sole di Vino e Villa Nora, e parti alla scoperta dei luoghi del genio toscano!
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Sono tanti i motivi per visitare la Val d’Orcia: i suoi paesaggi, la sua storia e il suo ottimo cibo rendono ogni vacanza un sogno ad occhi aperti per turisti provenienti da ogni parte del mondo. Ma questa destinazione è perfetta anche per tutti gli appassionati di cinema! Se volete visitare le location dei film più famosi, scoprendo le infinite bellezze di questo territorio, allora un itinerario tra i luoghi del cinema in Toscana è ciò che fa al caso vostro. Molti film sono stati girati in questa zona della Toscana e hanno ancora una volta sottolineato la bellezza della campagna e dei meravigliosi borghi. Scopri subito quali sono i capolavori del cinema che hanno scelto la Val d'Orcia come location e organizza il tuo tour per ripercorrere le tracce dei personaggi dei tuoi film preferiti! Sicuramente, uno dei film di maggiore successo ambientato nella Val d'Orcia è "Il gladiatore" di Ridley Scott. Sono già passati 18 anni dalla sua uscita, ma la pellicola continua a riscuotere un incredibile successo nel mondo, grazie ai suoi eccellenti attori e a tutti gli splendidi paesaggi. La prima scena girata nella Val d'Orcia è quella iniziale, ambientata nella casa del Gladiatore dove si verifica la tragica morte della moglie e del figlio. La famosa immagine della mano che accarezza il grano è tratta proprio da questa parte del film! La seconda scena, invece, è l’indimenticabile finale, in cui il protagonista si trova nei Campi Elisi e attraversa un campo di grano maturo ricongiungendosi con la sua famiglia. Sono proprio le dolci colline toscane il luogo da lui sognato per riabbracciare i suoi cari, come se fosse un vero e proprio paradiso in terra. Questi due luoghi sono facilmente visitabili da chi desidera ripercorrere le tracce del gladiatore! La casa si trova a di San Quirico d’Orcia: percorrendo la strada SP146 che porta a Pienza, troverete sulla sinistra il cancello dell’Azienda agricola Manzuoli...ed è proprio lì che vedrete la casa di Massimo Decimo Meridio! Il paesaggio della scena finale, invece, si trova a Pienza, alla fine di una stradina sterrata che scende dalla Pieve di Corsignano. Un altro film pluripremiato agli Oscar, "Il paziente inglese", è stato girato tra Montepulciano e Pienza. Il protagonista, gravemente ferito, viene curato in un convento abbandonato nei pressi di Pienza e alloggia nel Monastero di Sant’Anna in Camprena, che attualmente è un agriturismo. La maggior parte delle riprese sono state effettuate tra Piazza Pio II di Pienza e le strade di Cosona, un complesso fortificato del 1400. Anche molte scene del film "Sotto il sole della Toscana" sono state girate tra Montepulciano e Pienza, nonostante la location principale sia il borgo di Cortona, situato a 30 km da Arezzo. Qui il paesaggio è sia il protagonista che il magnifico scenario di tutta la storia! E come non citare gli amatissimi film della saga di Twilight? Nel film "New Moon", Edward Cullen, credendo che Bella sia morta, decide di recarsi dai Volturi a Volterra per porre fine alla sua vita. Il film è stato però girato a Montepulciano, precisamente a Piazza Grande, perché questa location era più apprezzata dal regista. Non possiamo dimenticare, infine, il grande regista toscano Franco Zeffirelli, che qui ha ambientato i suoi film "Romeo e Giulietta" e "Fratello sole sorella luna". Camminando lungo il corso di Pienza vi sembrerà di rivivere le scene di queste famose pellicole, vedendo Giulietta che danza nel cortile di palazzo Piccolomini e Mercuzio che attraversa con Romeo la Piazza del Duomo. Invece, andando all’Abbazia di Sant’Antimo, vi ritroverete immersi nelle scene del film su San Francesco! Sei pronto a organizzare il tuo itinerario alla scoperta delle location dei film più amati nel mondo? Prenota subito una delle nostre proprietà in Val d'Orcia, come Villa San Michele e Casale Santa Francesca! © Alice Pilastri
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