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E’ il simbolo di Firenze nel mondo, immortalato nelle fotografie di milioni di turisti, riconoscibile in un colpo d’occhio, meraviglioso oggi come cinquecento anni fa. Stiamo parlando del Duomo o Cattedrale di Santa Maria del Fiore, una delle più belle chiese italiane situata nel centro storico della città e famosa per la sua enorme cupola.
Ma qual è la sua storia?
Al principio, un’altra piccola chiesa sorgeva al posto dell’attuale duomo: si trattava della chiesa di Santa Reparata, risalente al VII secolo. Alla fine del 1200 essa fu oggetto di alcuni progetti di ingrandimento e, poi, di una completa ristrutturazione ad opera di Arnolfo di Cambio. La nuova chiesa dedicata alla Madonna “del fiore” doveva essere magnifica e spettacolare, per rappresentare la grandezza di Firenze e per riuscire a competere con le imponenti cattedrali di Siena e Pisa. Fu terminata dai successori di Arnolfo nel 1421, quando non restava che costruire la cupola.
I problemi legati ad essa erano molti: che forma avrebbe dovuto assumere? In che materiale sarebbe stata costruita? E, soprattutto, come avrebbe potuto reggere l’enorme peso senza crollare?
La soluzione fu proposta da Filippo Brunelleschi al concorso bandito nel 1418: la cupola avrebbe avuto una forma ogivale, sarebbe stata autoportante con due calotte una interna all’altra, separate da un’intercapedine per preservarla da umidità e per permettere il passaggio degli operai per lavorarci. Il rivestimento scelto il mattone rosso, più pesante nelle parti basse e più leggero nelle parti alte, disposto in “opus spicatum” (a lisca di pesce). La cupola fu quindi inaugurata nel 1436, con un’altezza di 50 metri e un diametro di 46. Successivamente, vennero aggiunte le “tribune morte”, cioè dei tempietti semicircolari appoggiati al tamburo, la “loggetta”, un coronamento decorativo su un lato della cupola, e la “lanterna”, cioè un piccolo tempietto in marmo in cima alla cupola con una palla in bronzo dorato issata da Verrocchio.
La stupenda cupola è il simbolo della perfezione architettonica e del genio fiorentino. Può essere ammirata da molti angoli di Firenze, ma sicuramente il luogo più affascinante è il Piazzale Michelangelo, che offre una vista a 360° su tutta la città.
E’ possibile visitarla anche all’interno, percorrendo lo spazio che separa le due volte: l’orario di visita è 08:30-19:00 e il biglietto a 15€ comprende l’ingresso a tutti i monumenti del Grande Museo del Duomo.
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Firenze è una città conosciuta in tutto il mondo per la bellezza delle sue architetture, della sua arte, dei suoi numerosi musei ed edifici antichi. Esiste anche un vero e proprio museo all’aria aperta tra le strade della città, dietro al meraviglioso Palazzo Pitti: il Giardino di Boboli.
La storia del Giardino inizia nel 1418, quando Luca Pitti acquistò il terreno per edificare il proprio Palazzo. Si narra che il nome “Boboli” derivi proprio dal nome della famiglia che possedeva queste terre, chiamata “Borgolo”. Il passaggio di proprietà di quest’area avvenne nel 1549, quando i Medici acquisirono il Palazzo e commissionarono la realizzazione del Giardino a Niccolò Tibolo, seguito da Bartolomeo Ammannati dopo la sua morte. I lavori continuarono poi con le famiglie dei Lorena e dei Savoia, che adattarono lo stile tardo-rinascimentale alla loro epoca, aggiungendo elementi stilistici settecenteschi. L’apertura al pubblico avvenne con Pietro Leopoldo di Lorena e nel 2013 il Giardino è diventato un Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.
Si tratta di un parco storico cittadino che occupa una superficie di circa 45000 mq. E’ il più famoso, grande e importante esempio di giardino all’italiana ed ha quattro ingressi per il pubblico (Cortile dell’Ammannati, Forte del Belvedere, Porta Romana, Piazza Pitti).
Il parco si articola su due assi principali e contiene viali, statue, fontane, sculture manieriste, alberi secolari, strade labirintiche immerse nella vegetazione e meravigliosi edifici antichi. Una delle sue parti è l’Anfiteatro, un’antica cava di pietra forte che oggi presenta al centro un obelisco egizio. Al sul interno potrete trovare il Bacino di Nettuno e la Fontana del 1637, chiamata “la Forchetta” dai fiorentini. Il viale che collega le terrazze fino a Porta Romana prende invece il nome di “Viottolone” ed è costituito da gallerie di rami di lecci intrecciati tra loro, che ricreano un’atmosfera davvero magica. Visiterete anche il Prato del Cavaliere, progettato da Michelangelo, la Grotta di Madama di Tribolo, la Limonaia medicea e la Kaffeehaus, una struttura settecentesca del colore-simbolo dei Lorena (verde pastello).
Il luogo forse più suggestivo del parco è la Grotta del Buontalenti, realizzata nel 1583-93 da Vasari e Buontalenti. Si tratta di uno spazio suddiviso in tre stanze, riccamente decorato con stalagmiti, affreschi, stalattiti e statue. Oltre ai giochi d’acqua delle fontane, essa includeva anche una vasca con vari pesci. La prima camera ricrea l’atmosfera di una grotta naturale con molte statue di animali e, fino a qualche secolo fa, essa ospitava anche le sculture dei “Prigioni” di Michelangelo. La seconda stanza contiene invece le statue di Paride ed Elena, realizzate da Vincenzo de Rossi, mentre la terza, più buia e nascosta, presenta la “Venere al Bagno” di Giambologna. Il tema delle decorazioni era infatti la serie di incontri d’amore segreti del granduca Francesco I. Lo stile è puramente manierista, in quanto si basa sull’incontro tra elementi naturali e artificiali.
Cosa aspettate? Visitate subito il Giardino di Boboli! Il biglietto intero costa 7€, il ridotto 3,50€ e gli under 18 entrano gratuitamente. Il parco è aperto tutti i giorni a partire dalle 8,15, ma consigliamo di controllare gli orari perché variano di mese in mese.
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Il Mugello è una splendida zona della Toscana che si estende tra la città di Firenze e il confine con l’Emilia Romagna. Qui si alternano paesaggi diversi, uno più bello dell’altro: dalle acque trasparenti del lago di Bilancino si passa a colline verdeggianti, a boschi abitati da centinaia di animali selvatici e a tipiche stradine di campagna circondate da campi di girasoli e file di cipressi.
I suoi centri abitati, come Barberino di Mugello, Dicomano e Firenzuola, sono cittadine ricche di storia, arte, cultura e tradizioni antiche.
Scarperia, ad esempio, è un meraviglioso paesino con molte testimonianze del suo fiorente passato, caratterizzato dal dominio della famiglia dei Medici e dal passaggio di alcuni famosi artisti italiani rinascimentali. Dovrete assolutamente visitare il Palazzo dei Vicari, la Mostra Mercato dei ferri taglienti e partecipare a eventi speciali come la rievocazione della “Giornata Rinascimentale”.
Il Mugello offre ai suoi visitatori anche molti interessanti musei come la “Casa di Giotto” e itinerari naturali per escursioni di trekking o mountain bike per esplorare le bellezze di questo luogo.
Se invece preferite partecipare a un evento più particolare o siete appassionati di sport e automobili, non potrete perdervi l’”Autodromo Internazionale del Mugello”, un circuito molto famoso dove si disputano gare di F1, MotoGP o il Mondiale Superbike.
Situato a pochi chilometri da Scarperia, il moderno Autodromo fu costruito negli anni 70 ed è uno dei circuiti più sicuri, suggestivi e conosciuti a livello internazionale. Le sue origini risalgono al 1914, quando si disputò una prima competizione di regolarità tra Scarperia e Firenzuola. Purtroppo, la sua popolarità fu ridotta fino alla scomparsa della gara “Mille Miglia”: a partire dagli anni 50-60, il circuito del Mugello ospitò quindi ben sette edizioni di successo, alle quali parteciparono piloti molto conosciuti e numerosi spettatori.
Sui suoi 5 km di pista, potrete veder sfrecciare campioni come Valentino Rossi, Biaggi o Capirossi! Comprate i biglietti online, godetevi lo spettacolo da una delle comode tribune e approfittate di tutti i servizi offerti dal Circuito.
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L’Italia, si sa, è famosa per essere il Paese della pasta, del gelato e della pizza. Gran parte della cultura italiana è infatti legata alle antiche tradizioni culinarie, diverse di regione in regione e la cui bontà riesce a fare invidia al mondo intero.
Ma qual è la vera storia della pizza? Da dove deriva il suo nome e quando è stata cucinata per la prima volta?
L’origine di questo piatto è primordiale: possiamo parlare di “pizza” già nel momento in cui i primi uomini hanno iniziato a cucinare delle fette sottili di pane non lievitato cuocendole tra pietre roventi. L’impasto era a base di acqua e chicchi d’orzo pestati, ed è proprio per questo motivo che esso assunse il nome di “pizza”, che deriva dal latino “pinsere”, cioè “schiacciare”.
Furono gli Egizi ad utilizzare per la prima volta il lievito in questa preparazione, che iniziò a diventare la loro merce di scambio nei traffici internazionali.
Gli sviluppi successivi del piatto ebbero luogo nel Sud Italia, con l’intenzione di renderlo più buono e appetitoso. Inizialmente, fu cotta una schiacciata con aglio, strutto e sale grosso, poi perfezionata utilizzando olio, formaggio e alcune erbe aromatiche, tra cui il basilico. Nel Meridione si diffuse anche la cosiddetta schiacciata “cicinielli”, preparata utilizzando la minutaglia del pesce.
La salsa di pomodoro fu introdotta più tardi, solo a seguito della sua importazione dall’America e la sua diffusione da parte degli spagnoli. Come riporta un documento del 1778, “Il Cuoco Galante” di Vincenzo Corrado, la salsa fu dapprima usata per condire i maccheroni.
Il primo uso del pomodoro nella preparazione di una pizza risale al 1840-50, quando fu aggiunta ad una pizza con la mozzarella di bufala.
Il lancio ufficiale del piatto avvenne quindi nel 1889, quando Don Raffaele Esposito e sua moglie Donna Rosa Brandi furono invitati alla corte del re d’Italia Umberto I e della Regina Margherita per assaggiare la loro famosa pizza. Essi prepararono le tre famosissime tipologie di pizza, cioè la pizza “alla Vasenicola” (con strutto, formaggio e basilico), la pizza “alla Marinara” (con pomodoro, aglio, olio e origano) e la pizza “Margherita” (con pomodoro, olio, basilico e mozzarella), chiamata così in onore della regina. I colori del piatto riprendevano quelli della bandiera italiana e la pizza assunse quindi un significato simbolico di rappresentanza del Paese nel mondo.
Dopo il 1889, il piatto si diffuse velocemente e divenne uno dei più amati in Italia e all’estero, soprattutto in America, dove venne importata dai pizzaioli emigrati all’inizio del Novecento.
Sebbene nel corso degli anni si siano diffuse varie varianti della pizza, la ricetta autentica e tradizionale è quella napoletana, in cui la pasta è morbida e sottile e dai bordi alti.
Quindi, se volete assaggiare la “vera pizza italiana”, vi consigliamo vivamente di visitare la Campania! Scegliete una delle nostre proprietà nei pressi di Napoli e della Costiera Amalfitana e scegliete la più adatta alle vostre esigenze.
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Una meravigliosa destinazione per il vostro prossimo viaggio in Sardegna è sicuramente La Maddalena, l’isola più grande dell’Arcipelago di ben 62 isole di cui fa parte. Le più famose e grandi sono Budelli, Spargi, Santo Stefano, Razzoli e Caprera. La Maddalena si trova di fronte a Palau, nel nord della Sardegna, proprio davanti alla meravigliosa Villa Sole tra i Ginepri, una proprietà in affitto sul nostro sito!
La Maddalena è un’isoletta di circa 50 km² caratterizzata da dolci colline e coste frastagliate con calette ed insenature. Il mare è limpido e le bellezze naturali sono numerose: si contano più di 700 specie vegetali e una ricca fauna marina tutelata dall’ente parco, che non permette ai turisti di accedere ad alcune meravigliose spiagge. Una di queste è infatti la famosissima Spiaggia Rosa, situata sull’isola di Budelli e il cui colore della sabbia è dovuto alla presenza di scheletri di bioclasti rosa. I visitatori possono però visitare le bellissime spiagge di Bassa Trinita, Spalmatore, Cala Lunga, Abbatoggia, Punta Tegge, Cala di Testa del Polpo e la spiaggia del Relitto, dove una nave si arenò dopo un incendio.
Per quanto riguarda i luoghi di interesse, vi consigliamo vivamente di vistare il Compendio Garibaldino e il Memoriale Garibaldi sull’isola di Caprera. Qui, Giuseppe Garibaldi arrivò nel 1857 e decise di trascorrere gli ultimi anni della sua vita. E’ possibile visitare la stalla, la dimora privata e il luogo dove sono stati sepolti lui e le due figlie. Inoltre, queste isole propongono un interessante tour di musei, come il Museo Diocesano, del Mare, Geomineralogico e molte escursioni via mare e terra.
I primi insediamenti sull’isola de La Maddalena risalgono al Neolitico, ma fu abbandonata fino al diciottesimo secolo, quando divenne un obiettivo militare molto ambito grazie alla sua posizione strategica. Furono quindi costruite alcune fortificazioni difensive come il Forte San Vittorio e, successivamente, costruzioni mimetiche per nasconderle agli attacchi aerei del 1900. Dedicate un giorno del vostro soggiorno anche alla visita delle caratteristiche cave di granito, da cui viene ancora estratto un granito di alta qualità utilizzato per realizzare monumenti importanti, come quello del Canale di Suez.
La Maddalena garantisce una vacanza all’insegna del relax, delle bellezze naturali ed anche del divertimento: il centro cittadino offre ai visitatori molti ristoranti tipici dove mangiare pesce fresco, locali, discoteche e negozi di souvenir. Per raggiungerla è necessario imbarcarsi su un traghetto al porto di Palau, anche con la propria vettura.
Una volta arrivati, gli splendidi paesaggi e scorci marittimi renderanno indimenticabile la vostra vacanza.
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La Toscana è una regione dalle mille bellezze, dove si possono trovare delle spiagge stupende, soprattutto nell’area in provincia di Livorno o Grosseto. Una di queste è sicuramente la spiaggia del golfo di Baratti, nei pressi di Piombino. Questa striscia di sabbia di colore rossastro, causato dei minerali del ferro presenti nel terreno, separa un mare cristallino da un promontorio verdeggiante. E’ una destinazione ideale per le famiglie con bambini, per coppie, gruppi di amici e anche per animali, ammessi in un tratto della spiaggia. L’acqua è pulitissima, il fondale è basso e il panorama circostante meraviglioso.
Infatti, Baratti non è famosa solo per la sua spiaggia, ma anche per la sua storia millenaria legata alla civiltà etrusca. Accanto a Baratti, infatti, sorge la città di Populonia, che tra il IX e IV secolo a.C. fu uno dei più importanti centri dell’Etruria. La vicinanza al mare era fondamentale per l’attività commerciale, basata sulla lavorazione del ferro e di altri metalli. Più tardi, Populonia divenne alleata di Roma e molte sono le tracce di testimonianze architettoniche rimaste fino ad oggi, oltre ai resti di cave, quartieri industriali e necropoli.
Molte di queste tombe si trovano nel Parco Archeologico di Baratti e Populonia, un’area di circa 80 ettari compresa nei parchi della Val di Cornia raggiungibile tramite il sentiero della Via delle Cave. Al suo interno si trovano necropoli più antiche, come quelle di San Cerbone, di Casone e di Poggio alla Porcareccia, risalenti al VII-VI sec. A.C.. Le famiglie aristocratiche dei “principi guerrieri” venivano sepolte insieme dentro tombe monumentali chiamate “a tumulo” o in quelle “a edicola”, simili a dei tempietti e decorati internamente. Un tipo di tomba più umile e semplice è invece quella “a sarcofago” o “a cassone”, tombe singole non decorate. All’esterno del Parco si trovano altre necropoli più antiche risalenti al periodo villanoviano (IX-VIII sec. A.C.), come quella della Buca delle Fate o delle Grotte, scavata nell’arenaria.
Ecco quindi un’altra tappa del vostro viaggio alla scoperta della Toscana, una visita ideale durante un soggiorno estivo! Se cercate un alloggio in zona, date un’occhiata alle nostre lussuose ville nei pressi di Baratti, come il “Castello Leopoldo”!
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Una vacanza è sicuramente il modo migliore per rilassarsi e prendersi una pausa dal lavoro e dallo studio. Quest’estate dedicate qualche giorno a voi stessi, prenotate una villa in una delle località più belle d’Italia, godetevi le giornate sulla spiaggia e scoprite la vita notturna di queste città, famose per la loro movida.
Vi proponiamo una lista delle destinazioni più adatte per una vacanza rilassante e divertente in Italia, assieme a dei consigli sulle proprietà che poteste affittare per il vostro soggiorno:
-Versilia
Source: Mountain Leon
Le località di Viareggio, Lido di Camaiore, Forte dei Marmi e Marina di Pietrasanta formano la famosa “Versilia”, una parte della costa toscana conosciuta per la sua vita notturna e frequentata da migliaia di giovani. Oltre ai moltissimi negozi e bar che compongono la passeggiata in riva al mare, qui si trovano alcune delle discoteche più famose d’Italia, come “La Capannina di Franceschi”, il “Seven Apples” o l’”Ostras Beach Club”. D’estate si organizzano eventi e serate ogni giorno, con prezzo compreso tra i 10 e i 25€. Moltissimi sono anche i lidi attrezzati, alcuni dei quali offrono cocktail e aperitivi in spiaggia.
Se cercate un alloggio, scegliete Villa Oliveta!
-Salento e Gallipoli
La Puglia unisce la bellezza del suo mare cristallino con la movida più invidiata d’Europa, grazie alle bellissime discoteche come il “Praja” o il “Parco Gondar” e ai loro DJ internazionali. Il giorno, invece, si anima con i famosissimi beach party sotto il sole del “Samsara” di Gallipoli, frequentati da giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni.
Se cercate un alloggio, scegliete Villa Cotriero!
-Riviera Romagnola
La Riviera è un susseguirsi di locali e feste, organizzati soprattutto a Milano Marittima e a Riccione. Queste città offrono mille opportunità per divertirsi di notte e di giorno, sia sulla spiaggia che sulle vicine colline, dove si trovano i locali più famosi d’Europa. Il “Papeete”, la “Villa delle Rose” e il “Cocoricò” sono location storiche e glamour che ospitano DJ di musica house, elettronica e techno. Qui è sempre festa e moltissimi sono i ragazzi che scelgono questa destinazione per addii al nubilato o al celibato, brevi vacanze o weekend fuori porta.
-Tropea
Tropea (Calabria) è conosciuta per le sue bellissime spiagge bianche, ma garantisce anche il divertimento notturno nelle sue caratteristiche discoteche in riva al mare: provate il “Coiba”, il “Suite”, il “Casablanca” e godetevi la vostra vacanza da sogno!
-San Benedetto del Tronto
Questa località marchigiana unisce il relax marittimo alla vita notturna in uno dei suoi tanti locali. E’ il centro più importante della “Riviera delle Palme”, ha un lungomare di ben 6 km e nasconde delle bellezze architettoniche e storiche indiscutibili!
-Alghero
Anche in Sardegna la vita notturna è assicurata: Alghero, città della costa ovest e della splendida “Riviera del Corallo”, è meta delle vacanze di molti giovani sardi e italiani, venuti qui per godersi il suo mare e per ballare in un suo rinomato locale fino all’alba! Qua si trovano discoteche come “La Siesta” e “Il Ruscello”; il periodo migliore per visitarlo è sicuramente luglio.
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-Ischia
La bellezza del mare, del suo centro storico e dei paesaggi di Ischia (Campania) la rendono indubbiamente una rinomata destinazione turistica italiana. Non solo: ci sono moltissime possibilità di divertimento e i locali come “Riva Destra” o “Valentino”, da cui godere di panorami mozzafiato e meravigliosi tramonti sul mare!
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-Taormina
Taormina (Sicilia) è un borgo storico con meravigliose spiagge, frequentato da moltissimi giovani siciliani soprattutto d’estate, quando la notte si anima con eventi e musica. Fate un salto alla storica discoteca “La Giara”, al “”Caparena” o al “Morgana Lounge Bar”, un bellissimo locale che organizza serate ed eventi esclusivi.
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-Isola d’Elba
Quest’isola toscana offre bellezze naturali, soprattutto grazie al suo splendido mare, ma è anche caratterizzata dagli eventi e locali perfetti per i più giovani! La spiaggia di Cavoli organizza spesso beach parties, mentre le discoteche più conosciute sono il Club64, “Giannino” e il “Tinello”, che si trovano però distanti l‘una dall’altra. E' consigliato, infatti, noleggiare motorini per visitare l’isola e per muoversi più facilmente.
© Alice Pilastri
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La Sicilia è una perla emersa dal mare che risplende nelle sue mille bellezze. Palermo, Siracusa (a cui abbiamo dedicato un articolo del blog) o Agrigento sono solo alcune delle meraviglie da visitare durante il vostro soggiorno nell’isola. Una zona che non potete dimenticarvi di vedere è quella di Taormina e Giardini Naxos, in provincia di Messina.
Taormina è una piccola ma caratteristica cittadina che si affaccia sul mar Ionio nella parte orientale della Sicilia. Fu fondata in epoca arcaica e fu abitata da popoli diversi, come i Siculi, i Greci, i Romani, gli Arabi e i Normanni. La fusione tra culture e arti diverse ha creato un luogo magico, pieno di antichi luoghi di interesse amati da migliaia di turisti.
Il più conosciuto è senza dubbio il Teatro Greco, edificato nel III secolo a.C. dai Greci appena giunti sull’isola e ampliato successivamente dai Romani. Quest’enorme e magnifico spazio all’aperto fu utilizzato per rappresentazioni teatrali durante l’epoca greca, mentre i Romani lo trasformarono in un’arena per il combattimento tra gladiatori o per le battaglie navali. Si tratta del secondo teatro greco più grande della Sicilia dopo quello di Siracusa, che oggi ospita suggestivi spettacoli musicali e teatrali o importanti eventi di calibro internazionale, come il G7.
Il centro di Taormina si articola in mille viuzze con scorci panoramici sul mare e sull’isola Bella, una delle sue migliori attrazioni turistiche. Essa è collegata alla città tramite una striscia di sabbia che sparisce, però, con l’arrivo dell’alta marea, quando l’isola è raggiungibile solo usando la funivia o la canoa. La ricca vegetazione, il mare limpido e la stupenda Grotta Blu la rendono una tappa obbligatoria! Nella città, invece, troverete altri importanti edifici antichi da visitare, come la Neumachia (una secolare architettura romana), la Chiesa-Duomo del XII secolo, la Casa Cuseni o la Villa Comunale, famosa per il suo splendido giardino. Per non parlare delle bellissime spiagge, come quelle della già citata isola Bella, di Villagonia, Mazzarò o Spisone.
Anche Giardini Naxos è un’affascinante località siciliana, situata a pochi chilometri da Taormina. E’ la meta ideale per coloro che cercano una vacanza all’insegna del relax, della cultura, ma anche del divertimento, assicurato dalle decine di locali, discoteche, ristoranti e pub nella città.
Visitate le cascate di Alcantara e le sue gole, il Castello medievale di Schisò, il Parco Archeologico e il Museo annesso, che contengono numerosi reperti antichi. Se cercate una spiaggia, avrete l’imbarazzo della scelta tra le bellissime Recanati, Schisò, San Giovanni e Porticciolo Saia.
Le delizie locali che accompagneranno il vostro tour sono molte: provate la tipica granita siciliana al caffè o al cioccolato, le brioche con cappello, i buonissimi gelati, la pasta alla norma o i vari piatti a base di pesce!
Per vivere appieno la vostra vacanza vi consigliamo anche di partecipare a qualche evento organizzato nella regione, come il “Taormina Arte” o il “Taormina Film Festival”, e di prenotare una delle nostre meravigliose ville. Scegliete tra “Taormina Suite”, “Villa la Boheme” e “Torre Isola Bella”!
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Firenze racconta una storia lunga secoli a tutti i suoi visitatori, attraverso statue, edifici, musei ed altre incredibili bellezze. Fondata in epoca antica e patria dei più famosi poeti e artisti del mondo, Firenze è stata per anni flagellata dalle violenze di una guerra civile scatenata tra i suoi cittadini, schierati in due fazioni rivali.
Lo scontro tra Guelfi e Ghibellini si diffuse, in realtà, in tutta Italia, ma è in Toscana che si radicalizzò particolarmente e che gli echi di questo conflitto si sono fatti sentire fino ai giorni nostri. Basta pensare, infatti, alla rivalità ancora molto forte tra le città di Firenze (Guelfa) e Pisa (Ghibellina).
L’origine dei nomi delle due fazioni è tedesca, in quanto deriva dai nomi dei sostenitori delle casate degli Hohenstaufen e dei Welfen, che competevano tra loro per aggiudicarsi il trono vacante del Sacro Romano Impero. Nel 1152 venne eletto Federico I di Hohenstaufen, che fece diminuire la tensione sociale perché imparentato anche con i Welfen. La sua politica anti ecclesiastica, antiromana, in aperto contrasto con il papato ed i Comuni provocò, però, una forte reazione delle città italiane in difesa della nuova realtà comunale. A questo si unì la reazione di Papa Alessandro III, che coniugò la lotta personale contro Federico I di Svevia con la guerra a favore delle autonomie locali, provocando lanetta divisione sociale tra i nuovi Guelfi e Ghibellini italiani.
I primi erano i sostenitori del papato contro il dominio imperiale, secondo i quali il potere ricevuto da Dio legittimava il Papa ad assumere un potere temporale. A Firenze si verificò poi un’ulteriore divisione interna tra Guelfi Neri (capeggiati dalla famiglia dei Donati e schierati apertamente e radicalmente con il Papa) e Guelfi Bianchi (riuniti introno alla famiglia dei Cerchi e più moderati). I Ghibellini, invece, erano i fedeli all’imperatore che non accettavano l’intromissione della Chiesa nella politica.
Un momento di fondamentale importanza fu il conflitto per la successione di Enrico VI del 1198, quando i Ghibellini si schierarono a favore di Filippo Duca di Svevia e i Guelfi per Ottone di Brunswick. Molte famose battaglie furono combattute, come quella di Montaperti nel 1260, di Camaldino nel 1289, di Montecatini nel 1301 o di Altopascio nel 1325, ad alcune delle quali lo stesso Dante Alighieri partecipò, schierato con i Guelfi Bianchi. Anche lui subì la sorte di molti altri Bianchi e Ghibellini quando, nei primi anni del 1300, i Neri presero il potere a Firenze e condannarono a morte o all’esilio i loro avversari.
Gli scontri tra Guelfi e Ghibellini si protrassero fino alla nascita delle Signorie, quando alle guerre tra fazioni si sostituirono quelle tra città per l’espansione territoriale. Non per questo, però, dobbiamo dimenticare una vicenda in cui persero la vita migliaia di persone, che divise una società intera e che determinò il futuro di Firenze, rendendola quella che è oggi.
Ancora, nel suo centro storico, sono nascosti i luoghi-simbolo di questa importante vicenda, che vi consigliamo di visitare durante un soggiorno nella città! Potete cercare la Torre degli Amidei, dove l’omicidio politico di Buondelmonte dei Buondelmonti generò la divisione tra fazioni, il Palazzo Donati, dove risiedeva la famiglia fiorentina o lo stesso Palazzo Vecchio, sulla cui facciata sono raffigurati stemmi guelfi al fianco dei ghibellini.
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Passeggiando per le strade di Firenze, noterete che su molti stemmi, edifici, dipinti e statue è rappresentato un fiore stilizzato, con cinque petali e alcune ramificazioni inferiori. Si tratta del Giglio, il famoso stemma di Firenze, il cui nome significa proprio “città dei fiori”.
Ma cosa rappresenta e qual è la sua origine?
Il fiore, per essere precisi, non è un giglio, ma un’iris o “fior di giaggiolo” che dir si voglia. Ci sono varie ipotesi su questo argomento e non sappiamo ancora con esattezza per quale motivo la città abbia scelto questo simbolo. Alcuni storici sostengono che sia per via dei campi di iris che crescevano spontaneamente intorno a Firenze, mentre altri lo mettono in relazione al suo significato di purezza e al culto mariano a cui la città fu sempre devota. La prima teoria è però la più probabile, dato che, nelle rappresentazioni pittoriche dell’Annunciazione, l’arcangelo Gabriele tiene in mano un giglio e non un’iris come quella dello stemma.
Inoltre, potete farvi un’idea del paesaggio che circondava la città visitando il meraviglioso “Giardino dell’Iris”, un parco inaugurato nel 1957 nel quale crescono centinaia di varietà di iris diverse, che sbocciano nel periodo compreso tra fine aprile e fine maggio. Se vi trovate a Piazzale Michelangelo, non potete non farci un salto! Oltre a stupirvi per la sua bellezza, è qui che potete cercare l’”Iris florentina”, la pianta bianca che ha ispirato lo stemma. Infatti, in origine il simbolo era bianco su sfondo rosso, ma i guelfi decisero di invertire i colori nel 1252 in segno della loro vittoria e distinzione. Nel 1412 la più famosa cattedrale della città, “Santa Maria del Fiore”, fu dedicata al giglio, che apparve poi sul prestigioso fiorino d’oro e sul gonfalone della città.
E’ importante non confondere il giglio fiorentino con quello francese: il primo simboleggia la libertà della gloriosa Repubblica fiorentina, è rosso su fondo bianco e presenta due stami carichi di boccioli sotto i tre petali principali, mentre il secondo è d’oro su sfondo azzurro e non ha stami.
Oggi, il giglio fiorentino ha un forte valore e viene spesso usato per importanti onorificenze e medaglie, come quella data ai fiorentini che hanno tenuto un comportamento eroico durante l’alluvione del 1966. Tra l’altro, anche sopra la buonissima schiacciata fiorentina i pasticceri creano la forma del giglio con lo zucchero a velo!
Organizzate subito il vostro viaggio a Firenze e prenotate una delle nostre proprietà nel centro storico per cercare il fiore in ogni angolo!
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