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A soli 30 km da Pisa si trova un bellissimo borgo chiamato Lari, di origine medievale. E’ qui che potrete visitare il meraviglioso Castello dei Vicari, le cui altissime mura emergono tra i tetti rossi delle case del centro. Le prime fonti storiche riguardanti la struttura risalgono al 732, sebbene essa sia stata ricostruita più volte sotto le famiglie che la gestirono nel corso dei secoli. Nel periodo medievale appartenne alla Repubblica di Pisa e alla famiglia fiorentina dei Vicari a partire dal 1406. Oltre a trovarsi nella zona dove si combatterono molte sanguinose battaglie, nel sedicesimo secolo il castello divenne la sede del Tribunale dell’Inquisizione e alcune sale vennero usate come prigioni e stanze di tortura. Fu quindi utilizzato come un carcere fino alla seconda guerra mondiale e, dal 1991, è considerato un patrimonio artistico italiano di valore inestimabile aperto al pubblico. Proprio perché qui trovarono la morte centinaia di persone, circolano alcune storie sui fantasmi che si crede che abitino i corridoi della fortezza. Uno di questi è di Gostanza da Libbiano, una donna processata per stregoneria nel 1594 perché curava i malati con erbe ed altri ingredienti naturali. Fu accusata di avere rapporti con il demonio e di aver ucciso un giovane con le sue cure, e fu quindi rinchiusa in una cella dove subì violenze tremende. Dopo essere rimasta menomata fisicamente e traumatizzata psicologicamente, venne liberata e confinata a tre miglia di distanza dalla sua casa fino alla sua morte, in preda alla pazzia. Da allora, si crede che il suo spirito torni talvolta nelle prigioni e che attraversi i muri vestita di cenci e catene, o che le sue urla disperate riecheggino nella valle. Altro fantasma è quello di Giovanni Princi o “il Rosso della Paola”, un contadino incarcerato nel 1922 per le sue idee politiche antifasciste e morto impiccato nella sua cella. Sebbene sembrasse un normale suicidio, in realtà si trattava di un omicidio: dopo esser stato picchiato dai guardiani, venne impiccato solo dopo essere morto. Quando il carcere fu chiuso, il custode e i sorveglianti dichiararono di aver incontrato il fantasma del Rosso nel castello, che si presentava come un uomo avvolto nella nebbia che, dopo poco, si dileguava tra i corridoi. Molti visitatori del paese, cittadini e turisti hanno affermato di aver avvistato figure misteriose e di esser stati spettatori di fatti inspiegabili. Saranno coincidenze? Scopritelo in prima persona! Alloggiate nelle nostre proprietà a Lari e visitate il castello: è aperto tutto l’anno, propone visite guidate in italiano e il biglietto d’ingresso costa 3€.
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Percorrendo la meravigliosa strada che da Siena porta a Massa Marittima, arrivando in prossimità di Chiusdino si intravedono, tra le fronde degli alberi che costeggiano la via, le rovine di un' imponente abbazia. La curiosità di saperne di più è così tanta che non si può far altro che deviare. Ed ecco che dopo pochi chilometri si para davanti agli occhi un’abbazia cistercense praticamente intatta, splendida e imponente, realizzata tra il 1220 e il 1268. Le manca solo il tetto, dato che è scoperchiata dal 1700 circa a causa di una serie di crolli. Assieme alla piccola chiesetta in cima alla collinetta vicina, la cattedrale forma il complesso abbaziale di San Galgano, dedicato ad uno dei personaggi più simbolici del Medioevo. Vissuto nel XII secolo, Galgano era un giovane di ricca famiglia con carattere violento, che fu però spinto a cambiare vita dopo una visione dell’Arcangelo Michele. Divenne quindi Cavaliere di Dio, si fece eremita e iniziò ad essere venerato come un santo dalle popolazioni locale. Morì nel 1182 e pochi anni dopo, sulla collinetta dove si pensa che sia morto, fu costruita una stupenda chiesa circolare, la “Rotonda di Montesiepi”, che conserva uno dei manufatti più straordinari di tutta la storia del Medioevo europeo: la vera Spada nella Roccia. Protetta da un copertura in plexiglass sotto il pavimento, esattamente al centro della cupola, c’è una spada di ferro (di cui recenti indagini scientifiche hanno accertato l’origine medievale) infilata in una fenditura di una roccia. La leggenda narra che sia stata conficcata proprio da San Galgano nel momento in cui decise di abbandonare la violenza e di seguire la via di Dio. Ma perché la Spada nella Roccia si trova in Toscana e che legame ha con la famosa leggenda di Re Artù e dei Cavalieri della Tavola Rotonda? È possibile che sia stato proprio grazie alla Via Francigena, una delle più importanti strade europee del Medioevo (a cui abbiamo dedicato un articolo qualche settimana fa), che il mito della “spada nella roccia” è stato conosciuto da pellegrini e viaggiatori, esportato in Francia e quindi innestato nel ciclo arturiano. Gli echi di questa storia sono arrivati anche in Inghilterra, dove hanno costituito uno degli spunti del ciclo letterario “bretone”. Ad avvalorare questa ipotesi si pensi che uno dei Cavalieri della Tavola Rotonda si chiamava Sir Gawaine, chiamato anche Walganus, Balbhuaidh, Gwalchmai, Galvanus o... Galganus! I cistercensi, gli architetti dell’abbazia, erano anche conosciuti per essere i propagatori più assidui della leggenda arturiana in Europa. Magari, fra qualche anno, scopriremo che anche il Castello di Camelot e i luoghi di Avalon si nascondono in qualche angolo della Toscana. Nel frattempo, non ci resta che ammirare questi capolavori architettonici: prenotate una delle nostre proprietà vicine a Chiusdino, come Villa Vittorio e innamoratevi delle bellezze di questa zona!
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Nel bel mezzo della Valdelsa, ancora parte della provincia di Firenze ma a pochi passi da Siena e Volterra, in cima ad una collina circondata da robuste mura, si trova uno splendido paese: Certaldo. Abitato da circa 16000 abitanti, questo bellissimo borgo è unico nel suo genere ed è conosciuto in tutto il mondo per essere stato il luogo natio di uno dei poeti italiani più conosciuti: Giovanni Boccaccio. Le sue origini etrusco-romane sono state scoperte in occasione del ritrovamento di alcuni reperti archeologici nella zona, come ceramiche, anfore o tombe. Il periodo medievale è stato però il più fiorente per questa cittadina, durante il quale sono stati costruiti molti dei suoi edifici, come il Palazzo del Vicario (X-XI sec.), la Chiesa dei Santi Tommaso e Prospero (XI-XIII sec.) o la cinta muraria. E’ in quest’epoca che divenne tappa del cammino di molti pellegrini sulla via Francigena, la strada che collega l’Europa occidentale a Roma. La sua bandiera è curiosa: dipinta di bianco e rosso, presenta la figura di una cipolla sulla sinistra. Infatti, uno dei prodotti tipici di questa zona è la “cipolla di Certaldo”, una pianta rossa dal sapore dolciastro e di dimensioni medio-grandi, citata anche da Boccaccio nella sua novella “Frate Cipolla” e simbolo dell'intero paese. Oltre ad assaggiare questa specialità, vi suggerisco di comprare anche i “mercacci”, i tipici biscotti dedicati al poeta a base di frutta secca, cioccolato e mandorle. La parte più suggestiva di questo paese è senza alcun dubbio Certaldo Alto: arroccato in cima ad un colle, raggiungibile tramite una moderna funicolare o una strada in salita da percorrere a piedi, il centro storico ha mantenuto intatto il suo aspetto medievale e sembra davvero che il tempo si sia fermato al 1300. Camminerete lungo degli stretti vicoli separati da antiche case-torri e costruiti in pietra e mattoni rossi di cotto, esattamente come faceva Boccaccio settecento anni fa. La casa del poeta è oggi un museo visitabile, oltre che una delle tappe da non dimenticare di fare a Certaldo. Situata sulla sua via principale (via Boccaccio, appunto), è una piccola abitazione arredata come all’epoca e contiene le opere manoscritte dell'autore e le loro prime traduzioni. Immancabile una visita a Palazzo Pretorio, il monumento che rappresenta forse di più il borgo e che ospitava la famiglia dei conti Alberti alla fine del XII secolo. Oltre ad ammirare la caratteristica facciata, entrate al suo interno e visitate le prigioni, la sala delle udienze, l’archivio, la cappella e gli alloggi privati. Anche il Museo dell’Arte Sacra merita una visita: inaugurato nel 2001 e ospitato da un convento agostiniano quattrocentesco, il museo contiene molte bellissime opere medievali che si trovavano nelle chiese intorno a Certaldo. Nonostante questo centro sia un gioiello da visitare in ogni momento dell’anno, che non delude mai i suoi ospiti, Certaldo è particolarmente suggestiva nel mese di luglio, quando si organizza la famosa festa di “Mercantia”. Si tratta di un festival internazionale del teatro di strada che dura cinque giorni e a cui partecipano ballerini, mangiafuoco, saltimbanchi e altri artisti di strada, affollando le vie del centro storico ricreando un’atmosfera magica. Cosa aspetti? Prenota una delle nostre case a Certaldo e approfittane per vistare questo meraviglioso borgo! Ti consigliamo Villa Orchidea, o gli Appartamenti Certaldo!
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Barga è una cittadina della Garfagnana di circa 10 000 abitanti riconosciuta come “città slow”, “bandiera arancione” e uno dei “borghi più belli d’Italia”. E’ uno dei paesi più grandi e importanti della provincia di Lucca e si trova su una delle sue montagne, è circondato da boschi e prati verdi e da alcuni bellissimi laghi naturali. Oltre ad essere un centro di importanza storica, culturale e artistica, Barga permette anche di trascorrere un soggiorno all’insegna della tranquillità durante il quale potrete approfittare di alcune delle attività organizzate, come le escursioni in bicicletta o a cavallo. COSA VEDERE A BARGA? È proprio a Barga che ha vissuto uno dei poeti italiani più conosciuti, cioè Giovanni Pascoli. Non potete dimenticarvi di visitare Casa Pascoli a Castelvecchio Garfagnana, un paese nelle vicinanze, dove il poeta abitò per circa diciassette anni e dove volle farsi seppellire. La casa, oggi diventata un museo aperto al pubblico, conserva alcune delle sue opere e l’arredamento interno dell’epoca. Anche nel giardino si organizzano spesso mostre, manifestazioni e eventi speciali, come il Festival dei Bambini (Orario di apertura del museo: dal 1 ottobre al 31 marzo: martedì dalle ore 14-17.15 e dal mercoledì alla domenica 9.30-13 e 14.30-17.15; dal 1 aprile al 30 settembre: martedì 15.30-18.45 e dal mercoledì alla domenica 10.30-13 e 15-18.45). Altro luogo legato al poeta è il Teatro dei Differenti, dove Pascoli pronunciò il suo discorso nel 1911 a favore della guerra in Libia. Costruito nel 1795 su un teatro precedente del 1689, l’edificio ha conservato gli elementi architettonici originali e merita assolutamente di essere visitato. A Barga dovete vedere anche lo stupendo Duomo (o Collegiata di San Cristoforo) costruito tra l’XI e il XVI secolo in stile romanico. Al suo interno si trovano affreschi, sculture e acquasantiere antiche, oltre a una statua in legno dedicata al patrono della città. Passate anche ad ammirare Palazzo Balduini, Palazzo Angeli, Palazzo Pancrazi, Caffè Capretz, la Loggia Mercanti, Palazzo Podestà, la Chiesa del Santissimo Crocifisso, la Chiesa della Santissima Annunziata e visitate il Museo Civico del territorio di Barga in Palazzo Pretorio (Orario di apertura del museo: dal 1 Giugno al 30 Settembre 10.00–12.30 e 14.30–17.00, sempre su prenotazione)! SPECIALITA CULINARIE E EVENTI Non dimenticatevi di assaggiare qualche delizia locale! Alcuni dei piatti tipici sono la trota, i funghi, le castagne e la zuppa a base di verdure: gli ingredienti sono tutti a chilometri zero, colti o pescati nei boschi e nei laghetti intorno al paese. Inoltre, Barga è la location di uno degli eventi più importanti a livello nazionale o addirittura mondiale, cioè il Barga Jazz Festival che si svolge in agosto e che ospita musicisti internazionali. Cosa aspettate? Un soggiorno nella Garfagnana è un must-do in Toscana, quindi date un’occhiata alle nostre ville a Castelnuovo di Garfagnana (LU) Villa il Nido e Villa Saida!
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In cima ad una collina chiamata “Monte Ercole” è situato il paese di Monterchi, un piccolo borgo nel bel mezzo della Valle del Tevere. Dal suo punto più alto, la cittadina regala ai suoi ospiti un meraviglioso panorama su prati verdi, sui campi di girasoli e su alcuni conventi, pievi e mura secolari che sbucano qua e là. E’ proprio a Monterchi che potrete lasciarvi affascinare dal famosissimo affresco di Piero della Francesca, “la Madonna del Parto”, realizzato tra il 1450 e il 1465 durante un soggiorno dell’artista nel paese. La scena rappresenta la Vergine in posizione centrale e con il ventre gonfio, affiancata da due angeli che tengono i lembi del tendone che li sovrasta. L’opera è conservata nel “Museo Madonna del Parto” in Via della Reglia e i biglietti costano €6,50 (intero) o €5 (ridotto). Con il solito biglietto, è possibile visitare anche il curioso “Museo dei Pesi e delle Bilance”, un luogo unico e particolare in cui sono esposti circa 150 esemplari di bilance antiche da collezione. Per la sua singolarità, questo museo è riconosciuto come uno dei più importanti al mondo nel suo genere. L’aspetto di Monterchi è decisamente medievale: nonostante in passato alcuni terremoti abbiano fatto tremare questa zona, la cinta muraria e gli antichi edifici in pietra del centro storico non hanno mostrato segni di cedimento. I visitatori possono quindi godersi appieno la bellezza di questo borgo, percorrendo a piedi i suoi stretti vicoli, annusando il profumo di lavanda e assaggiando le sue delizie locali. Qua vicino si trovano alcune ville perfette per il vostro soggiorno nell’aretino, gestite da Posarelli Villas:  “Casale Tiziano” o “Torre del Cielo” o “Gellino”. Scegliete la vostra preferita e prenotatela adesso!
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Qualche settimane fa, sono andato a San Gimignano (SI) per salire sulla cima della Torre Salvucci Maggiore, una delle famose torri che svettano nello skyline della Manhattan del medioevo. Lungo la strada che percorro per raggiungerla, quando inizio a scorgere la sagoma dei palazzi che si stagliano contro il cielo, capisco perché le è stato dato questo nome: simili al Chrysler Building accanto all’Empire State, le torri sembrano dei veri e propri grattacieli. Con la differenza che queste, però, sono state costruite ottocento anni fa. E’ assurdo che nessuno associ mai la parola “grattacielo” all’immagine di San Gimignano perché è qui, in questa città, che si trovano le fondamenta dei titani di ferro che oggi guardiamo dal basso verso l’alto nelle nuove metropoli. San Gimignano gode di una fama mondiale: tutti, almeno una volta nella vita, hanno sentito parlare delle sue altissime torri, hanno trovato il paese immortalato in una foto su internet o hanno studiato la sua architettura, rimasta quasi del tutto intatta dall’epoca medievale. Questa piccola cittadina in provincia di Siena si trova su un colle della Val d’Elsa e domina, dall’alto dei suoi 324 m s.l.m., le chiome degli ulivi, le ombre dei cipressi e le vigne che la circondano. Anche l’UNESCO, negli anni ’90, ha premiato San Gimignano come “Patrimonio dell’umanità” per il suo caratteristico aspetto medievale. LE TORRI Le “mascotte” del paese sono senza dubbio le torri stesse: nel 1300 se ne contavano ben 72, nel 1580 erano venticinque, mentre oggi non ne sono rimaste più di quattordici. All’epoca, erano il simbolo della potenza di ogni famiglia: più alta era la torre, più importanti venivano considerati i signori che la abitavano. Iniziavano quindi delle vere e proprie competizioni in altezza tra i giganti di pietra, in cui i nobili ricorrevano agli stratagemmi più scorretti per riuscire ad avere il sopravvento sugli avversari, anche tagliando la parte superiore delle loro torri. Venne quindi indetto un regolamento e si impedì di costruire edifici più alti di 51 metri, limite rispettato da tutte le torri oggi esistenti tranne la Torre Grossa, alta 54m. La costruzione più antica, la Torre Rognosa, risale al 1200 ed è alta 51 metri; le altre torri sono: la Torre del Diavolo, la Torre dei Cugnanesi, la Torre Chigi, la Torre dei Becci, la Torre Campatelli, la Torre degli Ardinghelli, il Campanile della Collegiata, la Torre Pettini, la Torre Ficherelli, la Torre di Palazzo Pellari, la Casa-Torre Pesciolini e le Torri dei Salvucci. Nell’ultimo caso, si tratta di due torri gemelle costruite dalla famiglia Salvucci nel XIII secolo, allo scopo di dimostrare la loro inimitabile potenza nella città. L’altezza vertiginosa, però, non rientrava nei limiti fissati dal regolamento e furono quindi tagliate ad altezze diverse: una ha quindi preso il nome di “Torre Salvucci Minore” e l’altra di “Torre Salvucci Maggiore”. LA TORRE SALVUCCI MAGGIORE La “Maggiore” è stata restaurata di recente per permettere agli ospiti di trascorrere al suo interno un soggiorno unico, fuori dal tempo e dal comune. Infatti, l’unico suo appartamento si compone di 10 piani collegati tra loro con 160 scalini e di una terrazza panoramica, dalla quale è possibile ammirare il paesaggio circostante a 360°. Dall’ultimo piano, le dolci colline ricoperte dai filari dei vigneti, le torri, i casolari in pietra, i sentieri costeggiati dai cipressi e le piantagioni di ulivi si estendono a perdita d’occhio. Nel palazzo adiacente alla torre è situato un altro appartamento, le cui finestre si affacciano direttamente sulla piazza del Duomo e godono quindi di una bellissima vista panoramica. Non esistono torri con queste stesse caratteristiche: gli antichi alloggi costruiti all’interno delle altre non sono più abitabili ed è possibile visitare solo alcuni degli altri palazzi. E’ per questo che la Posarelli Villas si propone di offrire ai visitatori della città un’esperienza speciale, affittando i due appartamenti della Torre Salvucci e aprendo le loro porte agli amanti della storia e della bellezza italiana. Situata nel centro storico cittadino, la torre permette di trascorrere un soggiorno all’insegna della tranquillità e della comodità, grazie alla chiusura al traffico disposta dal Comune in questa zona e alla vicinanza di molti ristoranti, musei e monumenti storici. A pochi chilometri da San Gimignano si trovano anche città d’arte come Volterra (21 km), Siena (47 km), borghi come Certaldo (8 km) e Monteriggioni (21 km), facilmente visitabili durante la propria permanenza nel paese. COSA FARE A SAN GIMIGNANO Molti sono i “must do” e “must see”della New York toscana ed un giorno non è sufficiente per apprezzarli tutti fino in fondo. Ad esempio, la Piazza del Duomo colpisce per la ricchezza degli edifici che vi si affacciano e per il suo Duomo del 1100, uno dei migliori esempi dello stile romanico toscano, con molti affreschi al suo interno. Meritano almeno una visita anche il Palazzo Comunale, la Piazza Pecori, il Palazzo Vecchio del Podestà, la Porta S. Giovanni, la Rocca di Montestaffoli, la Piazza S. Agostino, la Casa di Santa Fina, la Porta delle Fonti e l’ex Conservatorio di S. Chiara. Oltre alle innumerevoli cose da fare, visitare e vedere, serve ricordare che ogni nuova città ha una tradizione culinaria tutta da scoprire: San Gimignano è rinomato per la Vernaccia, il vino bianco bevuto e amato anche da Dante e Lorenzo il Magnifico, e per il suo zafferano, l’oro giallo usato anticamente come moneta per pagare i debiti. Fu anche grazie a questa nobile spezia che, in passato, la ricchezza e l’importanza di questa città furono riconosciute a livello nazionale. Un altro aspetto a suo favore era la sua posizione lungo la famosa Via Francigena, l’antica strada che collegava Canterbury a Roma, percorsa da migliaia di pellegrini ogni anno.
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Qualche mese fa, ho avuto l’opportunità di visitare il piccolo borgo di Cetona (SI) e la sua antica Rocca medievale, edificio in cui è possibile alloggiare e trascorrere dei soggiorni indimenticabili. Non si sente parlare spesso di questo paesino, nonostante sia un gioiello della campagna toscana che merita di essere visitato almeno una volta nella vita. Questo piccolo borgo, abitato da meno di 3000 anime, è situato nella regione più meridionale della provincia senese, a pochi chilometri dal confine umbro e da quello laziale. Siamo lontani da Firenze: le persone che incontro non parlano più nello stesso modo e il loro accento si è trasformato da “fiorentino” a qualcosa di diverso, che non riesco ancora a definire bene. Tuttavia, Cetona conserva ancora le caratteristiche tipiche del borgo medievale toscano “disegnato nella pietra e nel cotto”, arroccato sulla cima di una collina per difendersi dagli attacchi nemici, con case di legno e mattoni così vicine tra loro da sembrare incastrate. Si tratta di un gioiello incastonato nel verde dei boschi, stagliato di fronte al Monte Cetona, alto 1148 m e attraversato da dodici itinerari naturalistici per scoprire i suoi tesori più nascosti. La bellezza di questo luogo è incontestabile: non per nulla è stato recentemente eletto uno dei “Borghi più belli d’Italia” dall’ANAI. Cetona aderisce anche alle associazioni “Città dell’Olio” e “Città del Vino” e ospita la manifestazione “Sul filo dell’olio” durante i primi due weekend di novembre. Si tratta di una festa che valorizza il cibo, l’arte e la musica locali, il cui protagonista indiscusso è l’olio nuovo di produzione locale, del quale è possibile fare degustazioni e visitare i frantoi. Uno dei piatti che caratterizza questa località è invece quello dei Pici con l’Aglione, cioè dei grossi spaghetti fatti a mano conditi con salsa di pomodoro, molto aglio e peperoncino. Molti ristoranti del borgo permettono di assaggiarli, assieme ad altre ricette tipiche della tradizione regionale. Il nome “Cetona” non ricorda nessuna altra parola italiana: alcuni credono che derivi dal nome di un’antica pieve paleocristiana, chiamata “baptisterium Sancti Johannis de Queneto o de Queteno” o “plebs Sancti Johannis de Scetona”, ma può anche darsi che sia un riferimento al torrente che scorre poco più a sud del paese, cioè il Chieteno. Le prime fonti storiche su Cetona risalgono al VII-VI sec. A.C., quando gli Etruschi si insediarono in questa zona, nei pressi di Camposervoli: gli scavi realizzati nel ventesimo secolo hanno riportato alla luce molti reperti risalenti all’Età del Bronzo, oggi conservati nel “Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona”. Durante l’epoca Medievale, il borgo appartenne prima alla Repubblica di Orvieto, poi a quella di Siena e fu infine inglobata, nel 1556, al Granducato di Toscana. Molti sono gli edifici antichi e i monumenti da vedere in questo paesino, anche se, in realtà, basta incamminarsi lungo una delle vie lastricate che costeggiano il monte, dette “coste”, per rendersi conto che ogni angolo del borgo nasconde una bellezza unica nel suo genere, da ammirare ed apprezzare. All’interno della “cittadella” si trovano, ad esempio, il convento di San Francesco, edificato nel 1212, la Chiesa di San Michele Arcangelo, risalente al 1155, e la Collegiata della Santissima Trinità, chiesa in stile gotico del XII-XIII secolo con un affresco del Pinturicchio al suo interno. C’è poi la Piazza Garibaldi, un’enorme piazza ovale realizzata nel XVI secolo da Gian Luigi Vitelli, che accoglie i visitatori appena arrivati a Cetona e che stupisce per la sua imponenza in confronto alla piccolezza del borgo. La posizione di Cetona è strategica, perfetta per raggiungere dei borghi-gioiello come Chiusi, Sarteano, Pienza e Moltepulciano in pochi minuti, e città come Siena, Perugia, Assisi o Arezzo in meno di un’ora e mezzo. E’ un paese tranquillo e silenzioso, adatto a diventare la tappa ideale di una vacanza nel Chianti ed è molto caratteristico nella sua semplicità. Chiunque alzi lo sguardo dalle strade di questo paese non può non notare la celebre Rocca, che domina il borgo dal suo punto più alto, in modo imponente. Si tratta anche del suo nucleo più antico, originario del X secolo, al quale sono stati aggiunti altri corpi edilizi nel corso dei secoli. Il Corpo di Guardia fu infatti costruito nel XVI secolo dal marchese Chiappino Vitelli, che inglobò una porta e una torre difensiva del castello medievale preesistente nel nuovo edificio, diventato la sua nuova lussuosa dimora privata. I due acri di parco che la circondano sono decorati da centinaia di fiori, filari di ulivi, alberi secolari e da una grande piscina in muratura, costruita usando il travertino di un antico ponte romano ed immersa in una vegetazione lussureggiante. Uno degli accessi della villa permette di raggiungere il centro del paese in pochi minuti e di poter quindi approfittare di una passeggiata lungo i viali o di un assaggio dei piatti tipici locali con molta comodità. Questo piccolo castello della campagna senese è circondato da un’aura di tranquillità e serenità a cui nessuno vorrebbe rinunciare: trascorrere una notte qui trasforma l’ospite in un principe rinascimentale, padrone della sua fortezza, circondato dal lusso e dalla bellezza. D’altronde, non è possibile visitare la Rocca e il suo parco se non soggiornandoci, poiché si tratta di una proprietà privata che Posarelli Villas si incarica di affittare per delle vere e proprie vacanze da sogno.
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