
Percorrendo la meravigliosa strada che da Siena porta a Massa Marittima, arrivando in prossimità di Chiusdino si intravedono, tra le fronde degli alberi che costeggiano la via, le rovine di un' imponente abbazia. La curiosità di saperne di più è così tanta che non si può far altro che deviare. Ed ecco che dopo pochi chilometri si para davanti agli occhi un’abbazia cistercense praticamente intatta, splendida e imponente, realizzata tra il 1220 e il 1268. Le manca solo il tetto, dato che è scoperchiata dal 1700 circa a causa di una serie di crolli. Assieme alla piccola chiesetta in cima alla collinetta vicina, la cattedrale forma il complesso abbaziale di San Galgano, dedicato ad uno dei personaggi più simbolici del Medioevo.

Vissuto nel XII secolo, Galgano era un giovane di ricca famiglia con carattere violento, che fu però spinto a cambiare vita dopo una visione dell’Arcangelo Michele. Divenne quindi Cavaliere di Dio, si fece eremita e iniziò ad essere venerato come un santo dalle popolazioni locale. Morì nel 1182 e pochi anni dopo, sulla collinetta dove si pensa che sia morto, fu costruita una stupenda chiesa circolare, la “Rotonda di Montesiepi”, che conserva uno dei manufatti più straordinari di tutta la storia del Medioevo europeo: la vera Spada nella Roccia.
Protetta da un copertura in plexiglass sotto il pavimento, esattamente al centro della cupola, c’è una spada di ferro (di cui recenti indagini scientifiche hanno accertato l’origine medievale) infilata in una fenditura di una roccia. La leggenda narra che sia stata conficcata proprio da San Galgano nel momento in cui decise di abbandonare la violenza e di seguire la via di Dio.

Ma perché la Spada nella Roccia si trova in Toscana e che legame ha con la famosa leggenda di Re Artù e dei Cavalieri della Tavola Rotonda?
È possibile che sia stato proprio grazie alla Via Francigena, una delle più importanti strade europee del Medioevo (a cui abbiamo dedicato un articolo qualche settimana fa), che il mito della “spada nella roccia” è stato conosciuto da pellegrini e viaggiatori, esportato in Francia e quindi innestato nel ciclo arturiano. Gli echi di questa storia sono arrivati anche in Inghilterra, dove hanno costituito uno degli spunti del ciclo letterario “bretone”. Ad avvalorare questa ipotesi si pensi che uno dei Cavalieri della Tavola Rotonda si chiamava Sir Gawaine, chiamato anche Walganus, Balbhuaidh, Gwalchmai, Galvanus o... Galganus! I cistercensi, gli architetti dell’abbazia, erano anche conosciuti per essere i propagatori più assidui della leggenda arturiana in Europa.
Magari, fra qualche anno, scopriremo che anche il Castello di Camelot e i luoghi di Avalon si nascondono in qualche angolo della Toscana.
Nel frattempo, non ci resta che ammirare questi capolavori architettonici: prenotate una delle nostre proprietà vicine a Chiusdino, come Villa Vittorio e innamoratevi delle bellezze di questa zona!