La Galleria dell'Accademia

Un viaggio dentro la Galleria dell'Accademia

Galleria dell'Accademia


Se vi trovate a Firenze, una delle tappe che non potete dimenticarvi di fare è sicuramente la Galleria dell’Accademia, uno dei musei più importanti della città. Situato in via Ricasoli, è il secondo museo italiano più visitato dopo gli Uffizi ed espone ben sette opere di Michelangelo, tra cui l’inimitabile David.


La sua storia inizia nel 1784, quando il granduca Pietro Leopoldo di Lorena decise di rifondare l’Accademia delle Belle Arti riunendo l’Accademia delle Arti del Disegno, altre istituzioni e una galleria, che sarebbe servita agli studenti per osservare, studiare e ricopiare le opere d’arte al suo interno. Vi furono collocate opere celeberrime, tra cui il “Ratto delle Sabine” di Giambologna, l’”Adorazione dei Magi” di Gentile da Fabriano e la “Sant’Anna Metterza” di Masaccio e Masolino. La Galleria venne ampliata negli anni 1865-1871, quando Firenze fu proclamata capitale del Regno d’Italia, e cambiò il proprio nome in “Galleria Antica e Moderna”, diventando il primo museo d’arte contemporanea del nuovo Stato. Fu nel 1872 che vi fu trasferito il “David”, che si trovava prima in Piazza della Signoria, luogo decisamente troppo pericoloso per un’opera così importante. Dopo il trasferimento di molte opere d’arte contemporanea come quelle di Beato Angelico o di Botticelli, il museo dovette cambiare il proprio nome in “Galleria dell’Accademia”, nome che conserva ancora oggi. Esso si articola in dodici meravigliose sale cioè la Sala del Colosso, la Galleria dei Prigioni, la Tribuna del David, la Gipsoteca Bartolini (o Salone dell’Ottocento), la Sala del Duecento e del primo Trecento, la Sala dei giotteschi, la Sala degli Orcagna, la Sala di Giovanni da Milano, la Sala del tardo trecento, la Sala di Lorenzo Monaco, la Sala del Gotico internazionale e la collezione delle icone russe.




Una sala della Galleria




Biglietti: intero, ridotto (per cittadini UE tra i 18 e i 25 anni, i docenti delle scuole italiane) o gratuito (per i minorenni, i visitatori con handicap, i membri ICOM e i giornalisti; la prima domenica di ogni mese è gratuita per tutti i visitatori). Ti consiglio di comprare i biglietti in anticipo su internet o attraverso il call center del museo pagando un piccolo supplemento per la prenotazione, piuttosto che perdere 2-3 ore in fila il giorno stesso!
Orario: dalle ore 8,15 alle 18,30 dal martedì alla domenica
Indirizzo: Via Ricasoli 58-60, 50122 Firenze



Il David


IL DAVID DI MICHELANGELO (1504)


Il progetto iniziale riguardava la realizzazione di statue sui contrafforti del Duomo di Firenze: fu Agostino di Duccio ad incaricarsi della loro realizzazione nel 1463-4, lavorando un enorme blocco di marmo lasciato però incompleto, perché abbozzato nel modo sbagliato. L’opera finì nei depositi del Museo dell’Opera del Duomo fino al 1504, quando Michelangelo la completò e una commissione si riunì per deciderne la collocazione. Botticelli suggeriva di metterla vicino al Duomo, altri intellettuali nel cortile di Palazzo Vecchio, Leonardo da Vinci proponeva di nasconderla nella Loggia dei Lanzi, Pier Soderini e Filippo Lippi preferivano invece di posizionarlo davanti a Palazzo Vecchio: qui avrebbe infatti assunto un valore simbolico, alludendo alle virtù civili della città di Firenze. Fu questa la sua collocazione definitiva, dove però l'opera divenne il bersaglio delle sassate di cittadini filomedicei e, nel 1527, si ruppe un braccio durante un tumulto cittadino. Dal 1872 il David si trova nella Tribuna della Galleria dell’Accademia sotto il suo lucernario, mentre di fronte a Palazzo Vecchio è stata posizionata una sua copia marmorea. La statua, alta 434 cm, ha una posizione simile a quella delle opere classiche e rappresenta un “nudo eroico”. Gli errori proporzionali della testa e delle mani sono causati dal fatto che dovesse essere posizionato in alto e il punto di vista ribassato avrebbe risolto queste imperfezioni. Essa rappresenta Davide prima di scagliare la pietra della fionda contro il suo avversario Golia;ha uno sguardo concentrato e corrucciato, con le pupille trapanate per conferirgli più intensità. Simbolicamente, egli rappresenta il culmine della creazione divina, perfetto fisicamente, e il simbolo della vittoria della democrazia sulla tirannide della famiglia dei Medici nel XVI secolo.


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