
E’ uno dei “must-see” di Roma, un capolavoro dell’arte rinascimentale, uno dei luoghi cristiani più importanti e l’opera più impressionante di Michelangelo. Stiamo parlando, ovviamente, della Cappella Sistina, una magnifica sala affrescata costruita accanto alla Basilica di San Pietro che ospita il conclave dei nuovi papi dal XV secolo.
Lasciate che i meravigliosi colori delle sue pareti vi tolgano il fiato e organizzate subito la vostra visita per passare alcuni indimenticabili attimi circondati dalla bellezza!
L’inaugurazione della Cappella risale al 1483, sotto il pontificato di Sisto IV. Negli anni successivi, artisti come Perugino, Cosimo Rosselli, Ghirlandaio e Botticelli affrescarono il registro mediano delle sue pareti con le “Storie di Cristo e Mosè” tratte dal Vecchio e Nuovo Testamento. Alcune delle scene sono "Le Prove di Mosè", "Le Tentazioni di Cristo”, o la celeberrima “Consegna delle Chiavi” del Perugino. Il registro inferiore, invece, presenta una semplice decorazione con dei finti tendaggi bianchi e marroni.

Un altro artista che lavorò in questo luogo fu Michelangelo, che ricevette l’incarico da Papa Giulio II nel 1508 e concluse il progetto nel 1512. I suoi affreschi ricoprono tutta la superficie della volta, per un totale di 1200mq.
Le scene centrali seguono il progetto iconografico proposto da Egidio da Viterbo, che scelse di rappresentare le Storie della Genesi in nove riquadri. Ogni scena è circondata da una finta architettura marmorea su cui poggiano quattro giovani “ignudi” e la più conosciuta è sicuramente la “Creazione di Adamo”, che raffigura Adamo nell’atto di toccare le dita del Signore per farsi infondere dallo Spirito. Le scene laterali rappresentano Sibille e Profeti, cioè i veggenti della venuta di Cristo, gli antenati di Cristo e alcuni eventi miracolosi a favore del popolo ebraico.
I bellissimi corpi degli “ignudi” sono dei nudi maschili che simboleggiano l’umanità nelle sue numerose forme di bellezza fisica. Sono figure con molta espressività che assumono posizioni complesse e che celebrano la più importante creazione divina, cioè l’uomo.

Fu sempre Michelangelo ad affrescare il “Giudizio Universale” tra il 1536 e il 1541 dietro l’altare della Cappella. Per preparare la parete, l’artista utilizzò una federa di mattoni inclinata per evitare il deposito di polvere e per permettere di vedere meglio l’opera dal basso. Scelse poi di realizzare un “buon fresco” a base di lapislazzuli blu, che illuminarono la parete di una luce unica nel suo genere. Lo sfondo azzurro è affollato da molte figure che volteggiano e roteano attorno a Cristo. Nelle lunette, invece, l’artista ha raffigurato degli angeli senz’ali che trasportano i simboli della passione. I numerosi corpi nudi assumono posizioni complesse, espressioni intense e sconvolte, soprattutto tra i dannati destinati all’inferno. Tuttavia, furono moltissime le critiche che Michelangelo ricevette per quest’opera, sia perché vi erano numerose anomalie iconografiche, sia perché c’erano troppe figure nude in un luogo sacro. A nulla servirono le giustificazioni di Michelangelo e nel 1564, in occasione del Concilio di Trento, si decise che un artista che prese il nome di “Braghettone” avrebbe censurato gli affreschi coprendo tutti i corpi nudi.

Visitate subito la stupenda Cappella Sistina! Essendo parte dei Musei Vaticani, avrete la possibilità di comprare un biglietto unico che vi permetterà di visitare anche le bellissime sale del museo. Il biglietto intero costa 17€, il ridotto €8 e sono previsti sconti per studenti, scuole, pellegrini o famiglie.
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